Le leggi che concepiscono un diritto duale tra autoctoni e stranieri sono leggi discriminatorie. Discriminano su base razziale. In questo senso, sono razziste. E non è eccessivo considerarle così. Una volta aperta la porta alla discriminazione, la discriminazione ci entra in casa. Poi ci dividiamo su dove può accomodarsi. Qualcuno dirà che può stare solo nell'atrio, qualcun altro vorrà farla accedere al salotto, un altro ancora vorrà concederle anche la cucina e il gabinetto. Una volta accettata la discriminazione, la discussione sarà su quanta e quale discriminazione. In una discussione di questo tipo, l'antirazzismo è più debole. Anzi, non esiste più, non è più il principio regolatore.
Penso sia brutto infierire su una persona per le sue caratteristiche fisiche (bassa, grassa, pelata). Specie nei confronti delle donne, il cui valore è misurato sulla bellezza.
Il singolo insulto può sembrare una inezia, ma queste persone sono accompagnate tutta la vita di uno stillicidio di inezie di questo tipo. Insulti esplicitamente aggressivi e dileggianti quando erano bambini e adolescenti, insulti più blandi e ironici una volta divenuti adulti.
Per non parlare dell'insulto indiretto, rappresentato in televisione, sui giornali, o anche solo nelle conversazioni altrui.
Posted by Massimo Lizzi
Che Mussolini fosse pericoloso lo capì molto tardi lo stesso Croce, che in principio aderì al fascismo, pensando che avrebbe riportato ordine in Italia. Poi ancora dopo il delitto Matteotti, a Mussolini votò la fiducia, perche secondo lui il sostegno dei liberali avrebbe potuto sottrarlo all'estremismo delle squadracce.
Quella di Croce era una strategia di evitamento del conflitto. Dovuto anche all'idea che il fascismo fosse un male morale che, necessariamente, sarebbe stato superato dalla storia.
Ingrao spiega così la sua scelta comunista: "Prima ci rivolgemmo a Benedetto Croce, per chiedergli cosa dovevamo fare. Lui ci rispose: tornate a studiare."
Posted by Massimo Lizzi
Il punto non è negare che possa esserci una certa componente di follia. Non sapendo improvvisare una perizia psichiatrica, non saprei però sostenerlo, se non sulla base di qualche vaga approssimazione, tipo: "ha ucciso, si è ucciso", quindi tanto normale non doveva essere. Lo stesso razzismo è un sentimento irrazionale e potrebbe pure rientrare nella follia.
Quel che trovo inquietante è usare la follia per negare la motivazione razzista. Se per follia, si vuol dire che ha avuto un raptus, tenderei ad escluderlo. Pare un folle abbastanza coerente e preparato.
Abbiamo una persona di estrema destra; che milita in formazioni di estrema destra; che ha scritto testi fascisti, antisemiti, razzisti ed è stato pure pubblicato; che possedeva armi e porto d'armi; che si esercitava al poligono di tiro; che ha sparato contro gente di pelle nera ed ha ucciso due senegalesi, e ferito altri due. Un bianco non lo ha preso neanche per sbaglio (per fortuna). Cosa manca perchè sia razzismo? La certificazione del Fuhrer? Che pure lui si è suicidato. E più di uno ha provato a spiegare Hitler con la follia.
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Il razzismo posso considerarlo irrazionale. Ma questo non significa “folle” nel senso della salute mentale. Il razzismo è un modo di pensare che nega la responsabilità individuale, gli individui, considera solo le appartenenze di gruppo (razziale, etnico, religioso), le considera in contrapposizione, per accedere a risorse contese e limitate. Noi e loro. O noi o loro. Non ce n’è per tutti. Loro devono venire dopo, loro devono rinunciare, loro devono andarsene, loro devono essere fatti fuori. Ci sono vari gradi di intolleranza. E tuttavia, quella in apparenza più "accettabile" usa l’altra, la sollecita e poi si propone come soluzione moderata e ragionevole per prevenirla.
Se si tratta solo e semplicemente di un folle, non c’è nessun problema. Noi siamo sani, io sono sano, tu sei sano. Qualcuno fuori di testa c’è sempre. E’ una questione che riguarda gli psichiatri. Per me, è questo discorso ad essere banale. Dire che si tratta razzismo è soltanto elementare: contro la negazione dell’evidenza, non c’è da essere particolarmente originali, c'è un affermare e uno spiegare ovvio e, appunto, elementare.
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Io non so cosa sia più giusto fare. Non sono nè un dottore, nè un politico, nè uno stratega. Intuitivamente mi sembra che lo sdegno di fronte ad una strage sia una reazione adeguata. O comunque naturale, immediata, umana. Non credo di essere capace di inibirla per non dar soddisfazione all’egocentrismo dell’assassino (ormai suicidato) e dei suoi sostenitori. Non ci hanno fatto un dispetto. Hanno ammazzato due persone, paralizzato una terza, ferito una quarta.
La destra estrema sarà tollerata dalle autorità, per tenere sotto controllo persone disturbate altrimenti pericolose. Ma se si verifica una strage, questo tener sotto controllo evidentemente è poco efficace.
Inoltre, il razzismo non si riduce alle teorie dell’estrema destra. C’è stata una politica di criminalizzazione degli immigrati e degli zingari condotta da un partito di governo. Fiancheggiata da giornali e telegiornali. C’è stata la politica dei sindaci sceriffo di centrosinistra.
Ricordo, quando ci fu l’omicidio Reggiani, si riunì d’urgenza il governo, consiglio dei ministri straordinario, per decretare d’urgenza un pacchetto sicurezza. Oggi, c’è stata una strage, il giorno prima un pogrom. Il governo, non so nemmeno se ha fatto un commento d’urgenza.
Viene anche a me da pensare che l’intolleranza violenta sia un prodotto della crisi. E’ un mio pensiero automatico. Non so fino a che punto giusto. In pieno boom economico esisteva il razzismo contro i meridionali. Negli anni ‘70, all’apice del nostro benessere, c’era molto violenza politica, ma anche sociale. I quartieri e le scuole erano infestate di violenza. In Italia ci siamo accorti degli immigrati stranieri, nel 1989, con l’assassinio di Jerry Maslo a Villa Literno. Non sono più tanto sicuro che esista un nodo, sciolto il quale tutti gli altri si sciolgono più facilmente.
Secondo me, se esiste una parte della società italiana contraria al razzismo e alle discriminazioni, questa parte deve trovare il modo di dirlo, di esprimersi, di protestare, di farsi vedere e riconoscere. Altrimenti, invece del conflitto tra antirazzisti e razzisti, ci sarà un conflitto tra razzismi comunitari, a Firenze tra italiani e senegalesi. Se la faccia e la voce degli italiani, quella che può gridare e vibrare, è solo quella razzista, perchè dovrebbe ricevere una risposta diversa da chi la subisce? Perchè non dovrebbe esserci un razzismo dei discriminati? Perchè un senegalese non dovrebbe anche lui poter perdere la testa e vendicarsi a modo suo, se viene lasciato solo?
Posted by Massimo Lizzi
In una famiglia torinese, essere stata stuprata da due rom è meno peggio che avere fatto l'amore con il proprio ragazzo. Così, parte una falsa accusa, che provoca un pogrom. La Stampa, il giornale della città, asseconda, senza saperlo, con il titolo che si vede in foto. Poi chiede scusa, perchè l'accusa era falsa. Ma anche se fosse stata vera?
Una cosa sono i dati che si scelgono di dare, un'altra quelli che si scelgono di enfatizzare. Negli anni '60 si scriveva nei titoli a caratteri massimi che l'autore di un delitto, di una rapina, di un reato, era calabrese, siciliano, napoletano, pugliese. Oggi non si fa più. Lo si fa con gli stranieri. Qualche volta lo si fa con gli italiani se la vittima è straniera. O per un significato antixenofobo, volto a dimostrare che anche gli italiani possono essere delinquenti e anche gli stranieri vittime. O per la legge giornalistica secondo cui una vera notizia è quella del cane che morde l'uomo. Secondo me, nei titoli queste specificazioni di appartenenza, sarebbe molto meglio evitarle.
Posted by Massimo Lizzi
Piero Fassino dice che «oggi il movimento è guidato e diretto da gruppi estremisti il cui unico obiettivo è l’esercizio della violenza. La «La storia del movimento ha avuto due fasi distinte a un momento iniziale dove la contestazione coinvolgeva gran parte della valle e della popolazione, è seguita una fase dove il “no” alla Tav è diventato un “no” pregiudiziale e irrazionale a qualsiasi grande opera, giudicata di per sé un danno e uno spreco». E che il cambiamento è scattato «Dopo l’entrata in campo di Virano» Cioè dopo Venaus 2005. Vediamo allora come veniva trattato il movimento nella prima fase:
Posted by Massimo Lizzi
L'ineffabile Stefano Esposito, l'onorevole del PD dalla dichiarazione facile (cit. Diego Novelli) ha dichiarato che “Un ragazzo che lancia pietre contro la polizia, anche se finisce in ospedale, non è un eroe”. Lo dice a Michele Curto, capogruppo comunale di Sel, che è «andato ad omaggiarlo in ospedale» Lui, a differenza di Curto, spera che quel ragazzo sia denunciato. Questa estate, sperava che Nina e Marianna fossero condannate ai lavori forzati.
Se quel ragazzo sedicenne è stato colpito da una pietra lanciata da un poliziotto, quel ragazzo è certamente vittima di una grave illegalità. E se l'onorevole difende o giustifica un fatto del genere, fa apologia di reato. Forse, meriterebbe di essere denunciato lui.
In una dittatura, dove le leggi valgono solo per i sudditi, l'onorevole avrebbe ragione. In una democrazia, in uno stato di diritto invece ha torto, perchè la polizia fa il proprio dovere nei limiti e nei modi previsti dalla legge, in quanto anche l'autorità è sottomessa alla legge, quindi non può lanciare pietre, sparare lacrimogeni ad altezza d'uomo, usare gas CS, usare manganelli tonfa. Se lo fa, viola la legge e chi la difende fa apologia di reato. Non solo, un tale modo di farsi sostenitore della polizia, finisce per esprimire disprezzo nei confronti della stessa, in quanto la si declassa da forza tutrice dell'ordine pubblico a banda contrapposta ad un'altra banda. La polizia ha bisogno di essere sostenuta nel suo ruolo, non di ultras che la strumentalizzano come fosse l'ala militare di una fazione.
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Nel mondo tutto mio, c'è un onorevole che ad ogni manifestazione dei notav, conquista l'attenzione di tutti con dichiarazioni fascio-demenziali, a cui seguono contestazioni e insulti nelle varie pagine dei notav che gli esprimono il loro disprezzo. Già lo hanno soprannominato il disonorevole. Nel mio mondo, tutto questo è sbagliato, perchè l'onorevole è stato selezionato e nominato da un partito. Se è entrato in parlamento, non è stato per capriccio suo, ma perchè un partito lo ha eletto. Ora, quel partito, superfavorevole alla tav tanto da invocare l'intervento dell'esercito contro i manifestanti, usufruisce di una testa d'ariete per attaccare (briga?) e di un parafulmine che catalizza tutta l'incazzatura. Tutto nella stessa persona. Troppo comodo. Se l'onorevole Esposito dice quello che dice a nome del suo partito, è il suo partito che deve rendere conto. La signora Bragantini, il signor Mercenaro, il signor Franceschini, il signor Bersani. A loro vanno indirizzate le proteste, sono loro che devono rispondere, se un rappresentante del loro partito si esprime in modo tale che avrebbe fatto vergognare anche Mario Scelba.
Posted by Massimo Lizzi
Il segretario del Prc propone di obbligare la Merkel a cambiare politica, mettendo sul piatto la possibilità di non pagare il debito alle banche tedesche interessate a fare shopping in Europa e ad abbassare il costo del lavoro in Italia, in quanto il nostro sistema produttivo è subfornitore del sistema produttivo tedesco. Ferrero perciò dice che la Merkel ci obbliga a fare una politica recessiva.
Questo suggrava il rapporto debito/pil (che deve essere non più del 60%). Per rispettare quel parametro, contano entrambi i termini del rapporto, quello del debito e quello del pil. Se facciamo una politica che deprime il pil abbiamo in proporzione più debito. E di conseguenza, siamo meno credibili come debitori capaci di assolvere il debito. Di conseguenza ancora, per riuscire a vendere i titoli di stato dobbiamo fare interessi più alti. Più sono alti gli interessi, più è arduo pagare il debito, più dobbiamo indebitarci ulteriormente per riuscirci. E' la spirale in cui finisce per trovarsi un debitore in preda agli usurai.
Nel video, gli interventi di Ferrero si possono ascoltare a: 00.28, 01.07, 01.35, 01.55, 02.05, 02.51
Posted by Massimo Lizzi
Questo articolo di Paolo Barnard secondo me, dice una cosa giusta ed una sbagliata, o quanto meno molto precaria.
Quella giusta è che è vero, finanziariamente la nostra economia potrebbe dirsi sana se non fosse strozzata dal pagamento degli interessi sul debito (circa 70-90 miliardi di euro l'anno).
Quella sbagliata, o molto dubbia, è che il problema si potrebbe risolvere con il ritorno alla moneta sovrana (la lira). E' molto dubbia, perchè scambieremmo il debito con l'inflazione e quindi salari e pensioni sarebbero taglieggiate allo stesso modo o addirittura di più, salvo ripristinare la scala mobile. L'indicizzazione esiste ancora per le pensioni, ma come si vede è possibile toglierla. L'inflazione fa crescere il costo del denaro e questo rende ugualmente difficoltoso l'accesso al credito da parte delle imprese. Insomma, sarebbe cambiare un problema con un altro. A meno che non si pensi ad un ritorno temporaneo alla lira, concordato con i partner europei, il tempo necessario di un riallineamento finanziario, da attuarsi su un tempo più lungo di quello previsto dalle manovre lacrime e sangue (ma che tempo è previsto), puntando sulle esportazioni. Una cosa simile all'uscita dallo SME nel 1992. Però, Germania e Francia non sarebbero d'accordo.
E' vero che l'equilibrio di bilancio non può far finta che non esistano anche gli interessi da pagare, ma dato che questo vincolo ha assunto una dimensione usuraia, è diventato un meccanismo di redistribuzione del reddito alla rovescia, si tratta di capire da cosa dipende e come se ne esce. Indebitarci per pagare il debito, ci tiene dentro la spirale. Tartassare le pensioni, il lavoro, la casa, altrettanto in quanto favorisce la recessione e quindi la proporzione del debito aumenta. Infatti, ad ogni manovra correttiva ne segue una più pesante. Così è successo in Grecia, così sta succedendo in Italia.
La strada possono essere due. 1) Risanare seriamente andando a toccare le risorse dello strato sociale più ricco, il 10 per cento che detiene il 44 per cento delle ricchezze nazionali, per esempio tassando almeno del 5 per cento i patrimoni sopra gli ottocentomila euro e recuperando una parte consistende dell'evasione fiscale. 2) Oppure cambiare la politica del direttorio europeo con una riforma della BCE, che trasformi l'euro in una moneta sovrana europea, con il potere di prestare soldi agli stati ad un tasso d'interesse molto più basso.
Quella giusta è che è vero, finanziariamente la nostra economia potrebbe dirsi sana se non fosse strozzata dal pagamento degli interessi sul debito (circa 70-90 miliardi di euro l'anno).
Quella sbagliata, o molto dubbia, è che il problema si potrebbe risolvere con il ritorno alla moneta sovrana (la lira). E' molto dubbia, perchè scambieremmo il debito con l'inflazione e quindi salari e pensioni sarebbero taglieggiate allo stesso modo o addirittura di più, salvo ripristinare la scala mobile. L'indicizzazione esiste ancora per le pensioni, ma come si vede è possibile toglierla. L'inflazione fa crescere il costo del denaro e questo rende ugualmente difficoltoso l'accesso al credito da parte delle imprese. Insomma, sarebbe cambiare un problema con un altro. A meno che non si pensi ad un ritorno temporaneo alla lira, concordato con i partner europei, il tempo necessario di un riallineamento finanziario, da attuarsi su un tempo più lungo di quello previsto dalle manovre lacrime e sangue (ma che tempo è previsto), puntando sulle esportazioni. Una cosa simile all'uscita dallo SME nel 1992. Però, Germania e Francia non sarebbero d'accordo.
E' vero che l'equilibrio di bilancio non può far finta che non esistano anche gli interessi da pagare, ma dato che questo vincolo ha assunto una dimensione usuraia, è diventato un meccanismo di redistribuzione del reddito alla rovescia, si tratta di capire da cosa dipende e come se ne esce. Indebitarci per pagare il debito, ci tiene dentro la spirale. Tartassare le pensioni, il lavoro, la casa, altrettanto in quanto favorisce la recessione e quindi la proporzione del debito aumenta. Infatti, ad ogni manovra correttiva ne segue una più pesante. Così è successo in Grecia, così sta succedendo in Italia.
La strada possono essere due. 1) Risanare seriamente andando a toccare le risorse dello strato sociale più ricco, il 10 per cento che detiene il 44 per cento delle ricchezze nazionali, per esempio tassando almeno del 5 per cento i patrimoni sopra gli ottocentomila euro e recuperando una parte consistende dell'evasione fiscale. 2) Oppure cambiare la politica del direttorio europeo con una riforma della BCE, che trasformi l'euro in una moneta sovrana europea, con il potere di prestare soldi agli stati ad un tasso d'interesse molto più basso.
Posted by Massimo Lizzi
Ge.Ri. Recupero Crediti per conto di Fastweb mi chiede di pagare una bolletta del sett-ott 2009, di 250 euro circa. In effetti, quella bolletta a suo tempo non l'ho pagata e per non pagarla bloccai anche il RID bancario. Ma lo feci perchè un operatore Fastweb mi suggerì di fare così. Volevo cambiare piano di abbonamento. Andai ad punto vendita Fastweb a MediaWorld. L'operatore mi suggerì, per fare le cose più in fretta, di disdire il mio contratto e di intestarne uno nuovo a mia moglie, attendere il giorno della installazione della nuova linea (che avvenne il 7 settembre 2009) e spedire la raccomandata di disdetta il giorno stesso, quindi bloccare il read. Così feci. E il periodo settembre-ottobre come tutti i successivi li pagai con bollette intestate a mia moglie. Tutto questo a Ge.Ri. e a Fastweb (a qualcuno che risponde per loro ai numeri indicati nel sollecito di pagamento) non interessa. Il loro operatore avrebbe comunicato la disdetta solo il 30 ottobre e comunque non è così che si cambia piano di abbonamento, stava a me informarmi bene. Ok, probabilmente sono stato stupido a non cogliere che il suggerimento dell'operatore aveva qualcosa di contorto. Forse a lui conveniva così, perchè faceva un nuovo contratto e magari incassava un incentivo. Sta di fatto che a disinformarmi è stato lui. Dunque, bisogna informarsi bene e non fidarsi di quel che dicono e suggeriscono gli operatori di Fastweb.
Posted by Massimo Lizzi
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