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Contro i notav un disonorevole «occhio per occhio»



L'ineffabile Stefano Esposito, l'onorevole del PD dalla dichiarazione facile (cit. Diego Novelli) ha dichiarato che “Un ragazzo che lancia pietre contro la polizia, anche se finisce in ospedale, non è un eroe”. Lo dice a Michele Curto, capogruppo comunale di Sel, che è «andato ad omaggiarlo in ospedale» Lui, a differenza di Curto, spera che quel ragazzo sia denunciato. Questa estate, sperava che Nina e Marianna fossero condannate ai lavori forzati.

Se quel ragazzo sedicenne è stato colpito da una pietra lanciata da un poliziotto, quel ragazzo è certamente vittima di una grave illegalità. E se l'onorevole difende o giustifica un fatto del genere, fa apologia di reato. Forse, meriterebbe di essere denunciato lui.

In una dittatura, dove le leggi valgono solo per i sudditi, l'onorevole avrebbe ragione. In una democrazia, in uno stato di diritto invece ha torto, perchè la polizia fa il proprio dovere nei limiti e nei modi previsti dalla legge, in quanto anche l'autorità è sottomessa alla legge, quindi non può lanciare pietre, sparare lacrimogeni ad altezza d'uomo, usare gas CS, usare manganelli tonfa. Se lo fa, viola la legge e chi la difende fa apologia di reato. Non solo, un tale modo di farsi sostenitore della polizia, finisce per esprimire disprezzo nei confronti della stessa, in quanto la si declassa da forza tutrice dell'ordine pubblico a banda contrapposta ad un'altra banda. La polizia ha bisogno di essere sostenuta nel suo ruolo, non di ultras che la strumentalizzano come fosse l'ala militare di una fazione.

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Nel mondo tutto mio, c'è un onorevole che ad ogni manifestazione dei notav, conquista l'attenzione di tutti con dichiarazioni fascio-demenziali, a cui seguono contestazioni e insulti nelle varie pagine dei notav che gli esprimono il loro disprezzo. Già lo hanno soprannominato il disonorevole. Nel mio mondo, tutto questo è sbagliato, perchè l'onorevole è stato selezionato e nominato da un partito. Se è entrato in parlamento, non è stato per capriccio suo, ma perchè un partito lo ha eletto. Ora, quel partito, superfavorevole alla tav tanto da invocare l'intervento dell'esercito contro i manifestanti, usufruisce di una testa d'ariete per attaccare (briga?) e di un parafulmine che catalizza tutta l'incazzatura. Tutto nella stessa persona. Troppo comodo. Se l'onorevole Esposito dice quello che dice a nome del suo partito, è il suo partito che deve rendere conto. La signora Bragantini, il signor Mercenaro, il signor Franceschini, il signor Bersani. A loro vanno indirizzate le proteste, sono loro che devono rispondere, se un rappresentante del loro partito si esprime in modo tale che avrebbe fatto vergognare anche Mario Scelba.


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