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Etno-titolisti

In una famiglia torinese, essere stata stuprata da due rom è meno peggio che avere fatto l'amore con il proprio ragazzo. Così, parte una falsa accusa, che provoca un pogrom. La Stampa, il giornale della città, asseconda, senza saperlo, con il titolo che si vede in foto. Poi chiede scusa, perchè l'accusa era falsa. Ma anche se fosse stata vera?

Una cosa sono i dati che si scelgono di dare, un'altra quelli che si scelgono di enfatizzare. Negli anni '60 si scriveva nei titoli a caratteri massimi che l'autore di un delitto, di una rapina, di un reato, era calabrese, siciliano, napoletano, pugliese. Oggi non si fa più. Lo si fa con gli stranieri. Qualche volta lo si fa con gli italiani se la vittima è straniera. O per un significato antixenofobo, volto a dimostrare che anche gli italiani possono essere delinquenti e anche gli stranieri vittime. O per la legge giornalistica secondo cui una vera notizia è quella del cane che morde l'uomo. Secondo me, nei titoli queste specificazioni di appartenenza, sarebbe molto meglio evitarle.

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