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Barbara Spinelli a chi deve coerenza?

Leggo un paradossale post di Alessandro Giglioli. Dove schiera Gandhi, Einstein, Agazzi e Berlinguer, per accusare Barbara Spinelli di mancare alla parola data. Perchè lei starebbe ripensando alla possibilità di assumere l'incarico di europarlamentare. Per cui è stata eletta. Darebbe così prova di incoerenza. Tra il dire e il fare. Motivo della perdita di rappresentanza della sinistra e della mancanza di fiducia nei suoi sedicenti rappresentanti.

Si direbbe che per l'autore del post, coerenza, fiducia, rappresentanza e cambiamento siano meglio realizzati nelle candidature che fanno da specchietto per le allodole. Quelle per cui voti uno e, senza saperlo, eleggi un altro.

La Lista Tsipras ha ottenuto circa un milione e centomila voti. Ha superato il quorum con uno scarto di ottomila voti. Barbara Spinelli era candidata in tre collegi. E' risultata eletta nel collegio Centro con 37 mila voti, e nel collegio Sud con 28 mila voti. Inoltre, nel collegio delle Isole ha raccolto oltre 13 mila voti.

Tutti questi elettori, quasi 80 mila, hanno votato lei per il piacere di non eleggerla? Tutti questi elettori ritrovandosi eletto un altro guardagneranno fiducia, si sentiranno meglio rappresentati, apprezzeranno la coerenza tra il dire e il fare, scoprendo magari solo adesso che da qualche parte esiste una foglia di fico dichiarativa, con cui la candidata annunciava l'intenzione di dimettersi?

Foglia di fico a cui qualcuno nella Lista tiene così tanto da farne un giuramento, il punto di una questione morale. Molto curioso. Come se - a proposito di coerenza - non ci fosse da essere contenti e soddisfatti se Barbara Spinelli, dopo che l'abbiamo candidata capolista in due collegi e votata in decina di migliaia, scegliesse come è suo diritto e dovere di rappresentarci in Europa.

Il ripensamento di Barbara Spinelli, è attribuito nel post dell'Espresso alle pressioni di interessati capataz della lista Tsipras. A quanto riferisce il Manifesto pare che tra i capataz ci sia lo stesso Alexis Tsipras.

Io non sapevo per certo che Barbara Spinelli e Moni Ovadia avessero dichiarato l'intenzione di essere candidati di facciata. Ne ho solo sentito parlare. E non ne ho pensato bene. Lo considero un metodo di dubbia correttezza per guadagnare consenso.

Si può intuire che in gioco vi sia una questione di equilibri politici. Il primo escluso nel collegio Centro è un candidato di SEL (Marco Furfaro 23 mila preferenze) e la prima esclusa nel collegio Sud è una candidata di Rifondazione Comunista (Eleonora Forenza 22 mila preferenze). Mentre al Nord Moni Ovadia lascerà il posto a Curzio Maltese («società civile»). Una petizione perchè Spinelli e Ovadia accettino l'investitura a Strasburgo è attribuita ai verdi.

Ma sono le questioni di equilibrio politico tra i gruppi di una lista a ridare senso alle parole fiducia, rappresentanza e coerenza? E' nel nome di questi equilibri che una discutibile dichiarazione diventa una promessa? Gli equilibri si decidono nel definire le candidature. Gli eletti competono agli elettori. I candidati di SEL e Rifondazione, che saranno bravi, bravissimi, hanno preso molti meno voti della capolista. Questo è il fatto. L'indicazione di preferenza dei cittadini elettori ha la precedenza sulle legittime aspettative di dirigenti, militanti e giornalisti supporter. In primo luogo, è alle elettrici e agli elettori che si deve coerenza.


Riferimenti:

6 Responses to “Barbara Spinelli a chi deve coerenza?”

  1. Convengo con la sua analisi… senza giochi di parole, coerente.
    Barbara Spinelli è coerente con il voto degli elettori e con l'appello iniziale che ha dato vita alla lista. E' per questo che si è decisa a rimanere: per tener fede a una Lista inclusiva che non ricadesse in vecchie logiche.
    Una precisazione. Io sono tra i primi firmatari dell'appello che cita. tiny.cc/udytgx
    Non si tratta di nessun appello dei verdi.
    E' vero che alcuni dei firmatari, non tutti, sono ecologisti che hanno sostenuto la Lista Tsipras (Ecologiste/i con Tsipras) ritrovando nel programma della lista una grande convergenza nella priorità data alla Conversione ecologica in una prospettiva europeista di ampio respiro, nella tradizione di Ventotene.
    Ma le firme sono semplicemente di attivisti che credono in questo progetto.
    Roberta Radich

  2. Caro Luca Sofri,
    è giusto ricordare che non ci si candida per finta, e che l’elettore non va ingannato. Ma non è questo lo spirito con cui Moni Ovadia e io abbiamo scelto di presentarci come capilista. Abbiamo solo voluto dar più forza alla Lista, e a candidati che l’elettore conosce poco. Abbiamo voluto dar voce, con la nostra presenza attiva in campagna, ai tanti «invisibili» e alle tante competenze della lista Altra Europa con Tsipras. Non per ultimo, mandiamo un preciso messaggio agli elettori: scegliendo le nostre persone, e sapendo che non abbiamo un passato partitico, avranno la garanzia che voteranno per il carattere veramente unitario del progetto.
    Ma soprattutto, c’è un vizio di fondo nel post: peggio, un errore. Mi riferisco al passaggio in cui è scritto che «l’elettore deve vedere eventualmente eletto colui che ha votato, non un altro a cui non ha dato il voto, ma che si prende il suo voto. E l’eventuale eletto non deve essere eletto grazie al fatto che uno specchietto per le allodole lo beneficia di voti che nessuno ha scelto di dargli». In un sistema elettorale con preferenze (è possibile darne 3, nelle elezioni europee), al posto dei 2 capilista che non andranno in Parlamento saranno eletti i candidati più votati con le preferenze. Nessuno «si prenderà i voti» senza averli meritati, se non è stato espressamente scelto dall’elettore.
    Ci si domanderà a questo punto perché votare capilista come Moni Ovadia o Barbara Spinelli. Rispondo che vale la pena votarli, perché l’impegno di tutti e due noi continuerà anche dopo l’elezione. Sia Moni che io vigileremo su quel che faranno i candidati della lista per cui ci siamo battuti, nella legislatura che comincerà dopo il 25 maggio.
    Un saluto, e grazie per aver sollevato una questione molto seria, su cui riflettiamo da molto tempo con gli amici e compagni della Lista
    Barbara Spinelli

    Anzitutto la deve se stessa.

  3. "Vigileremo"
    Ed è dal risultato di quel "vigileremo" che nasce la nuova decisione: non veder tradito il mandato avuto nel costruire una lista, fuori dalle logiche partitiche e inclusiva…. non spartitiva.
    Con grande e conseguente coerenza.

  4. Grazie Roberta Radich, ho aderito anch'io alla petizione.

    @Gio Roga, un legittimo ripensamento riguardo a ciò che è nella sua disponibilità e non può essere oggetto di patti e promesse, è comunque coerente se, secondo la sua valutazione, è più vantaggioso per il progetto della Lista Tsipras, nella situazione data. Ricordiamo che il primo escluso nel collegio centro appartiene ad un partito (SEL) la cui collocazione nella sinistra è molto incerta. Come dice Vendola sta nella terra di mezzo tra Tsipras e Schultz.

    Senza infine contare il rispetto che è innanzitutto dovuto alle indicazioni di preferenza.

    Secondo me, di tutto si può discutere, trovo però inaccettabile l'attacco morale a Barbara Spinelli.

  5. Atene, 2 /6/2014
    Cara Barbara,
    vorrei che Tu comunicassi a tutte le compagne e a tutti i compagni dell’Altra Europa la mia commozione profonda per l’impegno profuso nella lotta, e la mia grande gioia per il vostro successo nell’aver superato il limite del 4%, nonostante la vostra esclusione dai media e l’aggressione subita da parte del regime poltico del vostro paese.
    E’ un risultato ottenuto grazie a una scelta responsabile, che nello stesso tempo dà speranza.
    Il popolo italiano, e in particolare il popolo della Sinistra, ci offre l’opportunità di proseguire. Ci mette però anche alla prova. Ci indica che se questa volta non ripeteremo gli stessi errori, e se andremo avanti tutti uniti, potremo arricchire le nostre potenzialità. Se lo deluderemo di nuovo, non ci sarà possibilità di tornare indietro.
    E’ per questo che penso che il prossimo periodo sarà decisivo, e che voglio richiamare la Tua attenzione.
    Tutto ciò che con fatica abbiamo costruito, dobbiamo custodirlo con tutte le nostre forze. Dobbiamo dargli la possibilità di essere messo alla prova, di conquistare la fiducia del popolo italiano, e in particolare dei lavoratori e dei giovani, delusi dalla politica. Dobbiamo dar loro l’opportunità di aprire le proprie ali.
    Questo significa, mia cara Barbara, che il Tuo ruolo e la Tua presenza sono più importanti e decisivi in questo momento che non nel periodo della nascita della Lista.
    Capisco che ciò che Ti chiedo forse vada oltre i Tuoi progetti personali, e tuttavia sono costretto a chiedertelo, considerando il tuo ruolo fortemente garante per la continuazione del progetto.
    Questo peraltro è stato riconosciuto dagli stessi elettori di sinistra, che Ti hanno onorata con il loro voto e la loro fiducia, eleggendoTi in due distretti.
    Nel prossimo periodo, nel Parlamento europeo ci aspetta una battaglia difficile e dura contro l’austerity, il neoliberalismo, il neonazismo, il razzismo e la xenofobia.
    Porteremo avanti tutti insieme questa lotta per la ricostruzione dell’Europa, coerenti con il nostro programma e con gli impegni che abbiamo preso con i cittadini che ci hanno onorato affidandoci il proprio voto.
    Allo stesso tempo, è importante che in Italia questo progetto di unità e di speranza vada avanti, accogliendo la gente nuova che è entrata nelle nostre file, e lasciandoci alle spalle le logiche di divisione del passato, che ci hanno portato sull’orlo del precipizio.
    Per potercela fare considero necessario, almeno fino al momento in cui vi sia la certezza che le cose seguano la strada giusta, che Tu non insista nella Tua decisione iniziale di dimmetterTi dal posto di europarlamentare dell’Altra Europa.
    Di certo la decisione finale sarà una Tua scelta personale. Vorrei però che Tu considerassi sia il fatto che la Tua presenza nel Parlamento europeo è molto importante, particolarmente nel periodo iniziale, sia l’ansia di tutti noi di mantenere l’unità e la continuazione del nostro magnifico lavoro nel Tuo paese.
    Ti assicuro che, in ogni caso, sia io personalmente, sia i nostri compagni in Italia e in Grecia, rispetteremo la Tua decisione, sapendo che sarai sempre in prima linea nella nostra lotta comune nel ricostruire dal basso le nostre vite, i nostri paesi e il nostro continente.
    Saluti dal Tuo compagno
    Alexis Tsipras

  6. Per quanto mi riguarda, non riesco a capire come sia possibile che coloro che si candidano e risultano eletti/e in un raggruppamento di partiti, forze, associazioni etc., si ritrovino quarantott'ore dopo la loro elezione, con il loro partito che sconfessa la decisione presa in fase elettorale di far parte di quel raggruppamento, quello grazie al quale i/le candidati/e in questione sono stati eletti/e. Mi sfugge la logica, per restare alla logica, e non tirare in campo altre branche del pensiero filosofico.

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