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ProstG, schiavitù sotto il controllo dello Stato



di Maria Rossi



Queste parole non sono state pronunciate da Alice Schwarzer, la femminista pasionaria tedesca che si batte per l'abolizione della prostituzione ed ha recentemente lanciato un appello in tal senso, sottoscritto anche dalla grande Margarethe von Trotta . No. A pronunciare queste parole è stato Helmut Sporer, commissario generale della polizia criminale di Augusta, città della Baviera di 300.000 abitanti circa, con una delle più elevate concentrazioni di locali dove ci si prostituisce. Le ragazze che praticano rapporti mercenari sono 600-700, disperse in 11 grossi bordelli e 130 appartamenti. Sporer si occupa da 20 anni di lotta contro la tratta e contro lo sfruttamento della prostituzione ed ha constatato un grave deterioramento della situazione dopo la promulgazione della legge del 2002: la ProstG. 

Matthias Lehmann e Sonja Dolinsek vorrebbero farci credere che il fallimento della legge debba attribuirsi alla sua mancata implementazione in molti Stati della Repubblica Federale tedesca dovuta alla persistenza di remore morali nei confronti della prostituzione. 

Le critiche di Matthias Lehmann e Sonja Dolinsek non mi paiono affatto pertinenti. L'inchiesta di Der Spiegel illustra, infatti, i drammatici effetti sulle condizioni di vita delle prostitute prodotti dall'applicazione della ProstG nei legalissimi bordelli e nelle vie di Colonia dove si pratica in conformità della legge, mentre Matthias Lehmann e Sonja Dolinsek ci rendono edotti del fatto che molti Länder (altri evidentemente sì) non consentono di prostituirsi o di sistemare un bel FKK a mezzo metro da un Kinderkrippe (asilo nido), da un Kindergarten (scuola dell'infanzia) o da una Grundschule (scuola elementare). I due studiosi ci informano che vi sono Stati federati che non permettono di prostituirsi o di piazzare un mega bordello a 2 m. dal Duomo di una città, ma ne impongono la costruzione in periferia o consentono di praticare la prostituzione solo di notte. Esisterebbero persino cittadine di 29.000 abitanti e paesini di 300 abitanti che non potrebbero vantare neppure un bordellino in formato mignon! Ora, tutto ciò non ha alcuna attinenza con le questioni sollevate dall'inchiesta di Der Spiegel. Che venga vietato l'esercizio della prostituzione nelle vicinanze di una chiesa cambia forse il modo in cui vengono trattate le ragazze in un legalissimo bordello?

Relativamente alle migranti (il 65% del totale secondo un rapporto Tampep che risale al 2009, pp.22-23) che esercitano la prostituzione in Germania, il 70% proviene da Paesi centro ed est europei e ad esse si applica la ProstG. Inoltre confesso di aver letto frettolosamente la legge tedesca sull'immigrazione (mi riprometto di rileggerla), e quindi, può darsi che l'informazione mi sia sfuggita. Resta il fatto che non sono riuscita ad individuare un articolo che annoveri tra le cause di esclusione del rilascio del permesso di soggiorno l'esercizio della prostituzione. Teniamo presente che l'immigrazione è una materia legislativa di competenza federale.

In realtà, la legge ProstG è un disastro, proprio perché, da un lato (lato business) funziona benissimo, dall'altro (quello dei diritti di chi la pratica) si è rivelata completamente inefficace e non perché molti Länder non permettono di costruire FKK nei pressi dei conventi, ma perché è imperniata sul falso presupposto che la prostituzione sia un lavoro come un altro. 

Ha riconosciuto la validità del contratto tra clienti e prostitute, consentendo a queste ultime di rivolgersi alla magistratura per esigerne l'esecuzione, scrivono Matthias Lehmann e Sonja Dolinsek. Peccato che siano pochissime le donne prostituite che hanno denunciato un cliente per mancato pagamento della prestazione. In compenso, dell'esigibilità del contratto profittano clienti e gestori di FKK. "Fedele al motto: "E' bello essere un pascià", l'omonimo locale: il Pascha, il più grande bordello d'Europa, con sede centrale a Colonia e filiali a Monaco, Salisburgo e Linz, offre ai suoi clienti (circa 800 al giorno e 1000 nei week-end) la garanzia "soddisfatti o rimborsati", che si applica, come è noto, alle merci. In fondo, cosa sono le donne, per tanti clienti e proprietari di bordelli, se non prodotti provvisti di organi genitali (oggetti sessuali, appunto), che possono deludere le aspettative dei compratori, i quali possono, pertanto, pretendere il rimborso dell'importo versato? Il Pascha si vanta di essere l'unico bordello al mondo ad offrire questa "fantastica" garanzia ai suoi amati clienti. Chissà che non ve ne siano altri, invece, fra i 3000-3500 esistenti o che la "magnifica" idea non ispiri presto altri ingegnosi gestori di FKK et similia. 

La scrupolosa tenutaria dei bordelli Fun Garden e Ville Auberge a Emmerich nella Renania Settentrionale-Vestfalia, invece, annotava nei registri di contabilità "la qualità delle prestazioni" offerte dalle "sue" ragazze. Ogni cliente era infatti invitato a compilare un questionario di valutazione del rapporto appena consumato, o meglio, della merce appena acquistata, visto che in cambio riceveva un buono acquisto di 5 euro, come nei supermercati.[Der Spiegel 1/2014]. Il contratto deve essere eseguito a regola d'arte dalla prostituta...mica dal cliente! Nel bordello "Su Casa", nella zona industriale di Lechhauser, Sabina viene stuprata da un cliente, ma il tribunale non riconosce la sussistenza del reato, dal momento che la ragazza ha accettato il rapporto sessuale. Trattasi evidentemente, per il giudice in questione, di puro e semplice adempimento del contratto stipulato con il cliente. (Dell'articolo esiste anche anche la traduzione in francese).

Nel 2007 il Ministero della Famiglia, come rivela l'inchiesta di Der Spiegel, ha redatto un rapporto dal quale si evince come la nuova normativa non abbia «apportato alcun apprezzabile miglioramento reale alla sicurezza sociale delle prostitute» e alle loro condizioni di lavoro. Del resto, soltanto l'1% delle donne intervistate aveva dichiarato di aver sottoscritto un contratto di lavoro come prostituta. Analogamente, le iscrizioni delle prostitute alla previdenza sociale sono quasi inesistenti

Quanto all'assicurazione sanitaria, proprio dalla ricerca della dottoressa Barbara Kavemann, cui rinvia l'articolo di Matthias Lehmann e Sonja Dolinsek, si apprende che su un totale di 245 prostitute, solo 13 nel 2007 risultavano iscritte all'assicurazione sanitaria in quanto prostitute. Tutte le altre avevano indicato una professione diversa. [www.cahrv.uni-osnabrueck.de pag. 20].

Matthias Lehmann e Sonja Dolinsek osservano che la legge proibisce l'esercizio di qualsiasi forma di coercizione da parte dei datori di lavoro nei bordelli, ma la questione è che è assai difficile dimostrare l'infrazione di questo divieto in mancanza della testimonianza delle vittime, qualsiasi prova oggettiva si riesca a fornire. E' questo il significato da attribuire alle amare parole di Helmut Sporer, il commissario di polizia che da 20 anni si occupa della lotta contro il prossenetismo e la tratta:

La legge concede ora ai proprietari dei bordelli un potere direttivo sulle donne prostituite. Essi hanno ormai il diritto di dar ordini alle donne. Rimane illegale soltanto imporre le peggiori pratiche sessuali, vale a dire certe specifiche pratiche con alcuni clienti. Ma, concretamente, tutte le forme di subordinazione sono diventate lecite con l'approvazione di questa legge. Ora fanno parte del potere direttivo dei proprietari dei bordelli. Le donne non sono più tutelate [dall'arbitrio] di queste persone e ciò per motivi connessi alla legge: la polizia, molto semplicemente, non può più intervenire. 

E' per altro assai difficile garantire il rispetto del divieto di imposizione di pratiche sessuali non gradite. Nel 2011 i tre gestori del Pascha di Monaco sono stati accusati di sfruttamento della prostituzione. Avrebbero, fra l'altro, costretto alcune donne a praticare rapporti orali senza preservativo. A causa dell'impossibilità di fornire prove inconfutabili di queste accuse, i tre sono stati rilasciati. L'anno scorso una redattrice del periodico femminista Emma si è recata però al Pascha di Colonia, fingendo di essere interessata a esercitare la prostituzione nel locale. Uno dei responsabili le ha fornito l'elenco delle pratiche sessuali obbligatorie: rapporto vaginale in tutte le posizioni desiderate dal cliente, rapporti lesbici se richiesti da quest'ultimo e la fellatio senza preservativo (qui la versione francese dell'inchiesta). Se il più grande bordello d'Europa si permette di infrangere così platealmente la legge, sicuro dell'impunità, attentando alla salute delle ragazze che vi praticano la prostituzione, proviamo ad immaginare cosa possa accadere in un bordello meno famoso che non sia oggetto della costante attenzione dei media.

Inoltre, la concorrenza ha ridotto i prezzi e ha prodotto il deterioramento delle condizioni di lavoro. Helmut Sporer osserva come sempre più frequentemente i clienti richiedano rapporti sessuali senza l'uso del preservativo, che molte prostitute acconsentono a praticare per guadagnare di più e per acquisire un vantaggio nel mercato altamente competitivo del sesso. 

L'articolo di Matthias Lehmann e di Sonja Dolinsek si sofferma poi sulle questioni dello sfruttamento della prostituzione e della tratta.

Relativamente a questi gravi problemi, le critiche rivolte alla legge riguardano il fatto che è diventato impossibile effettuare un'ispezione in un bordello senza che sussistano chiari indizi di commissione di un reato, e, soprattutto, che quest'ultimo, quali che siano le prove oggettive raccolte, non può essere accertato senza la testimonianza delle vittime, le quali raramente sono disposte a presentare querela e a deporre in un processo. [caloupile.blogspot.it] [http://ressourcesprostitution.wordpress.com] 

Oltre al caso del Pascha e di un importante bordello di Augusta, si può citare quel che è accaduto al Fun Garden e a Ville Auberge a Emmerich. La proprietaria dei due bordelli annotava diligentemente nei registri contabili le sanzioni pecuniarie inflitte alle donne che iniziavano il turno in ritardo (50 euro), che non ripulivano la cucina (10 euro), che non volevano o non potevano più lavorare (100 euro), l'orario e i turni di lavoro da rispettare, la durata di ciascun rapporto. Le ragazze non avevano diritto di scegliere o rifiutare i clienti e il "successo delle loro prestazioni" veniva accuratamente annotato. Una parte dei loro guadagni era estorta dalla proprietaria dei due bordelli e dal marito. Questi elementi concorrerebbero, in base all'art.181a del Codice Penale tedesco, a configurare il reato di sfruttamento della prostituzione,  eppure la tenutaria dei due bordelli e il compagno, malgrado avessero lasciato prova scritta del crimine commesso, non sono stati condannati per prossenetismo, per la comprensibile riluttanza delle vittime a testimoniare. Sono stati riconosciuti colpevoli di altri reati, non di questo

In conclusione, il rigore e la drammatica verità dell'inchiesta di Der Spiegel non mi paiono affatto scalfiti dalle critiche in larga misura poco pertinenti di Matthias Lehmann e di Sonja Dolinsek. 

9 Responses to “ProstG, schiavitù sotto il controllo dello Stato”

  1. Gentile Massimo Lizzi,

    grazie mille per questa critica, che comunque non fa altro che ripetere quello che speravo di aver mostrato non ha senso ripetere.

    1) Per Lei dunque é irrilevante che di fatto la prostituzione é vietata in gran parte delle Germania (e no, non solo in quei paesini che Lei cita o vicino alle chiesi), ma per esempio in tutta Monaco - fa eccezione la zona industriale. Per Lei é irrilevante che ogni anno circa 1500 prostitute vengono arrestate, perché vendono sesso in queste zone, dove la prostituzione é vietata.

    Vorrei anche ricordarLe che il divieto della prostituzione nei Sperrbezirke criminalizza le prostitute e quindi, come tanti studi hanno dimostrato, permettono a qualsiasi sfruttatore di estrorcere le prostitute dicendo loro "se ti becca la polizia, di arrestano, quindi non dire niente". Ebbé, hanno ragione. Peccato che nessuno fin'ora ha pensato agli efetti negativi della criminalizzazione. Alice Schwarzer non siné messa a protetare quando l'anno scorso una ragazza bulgara 19enne é stata incarcerata perché era in contravvenzione die questo divieto. Mi interesserebbe sapere, gentile Massimo Lizzi, se anche Lei preferscie che le giovani 19enne bulgare vengono arrestate. http://www.augsburger-allgemeine.de/augsburg/Prostituierte-auf-Strassenstrich-verhaftet-id26129926.html

    2) Lei cita uno studio del 2007 per dire che nessuna prostituta era assicurata. Il problem é questo: La legge é entrata in vigore nel 2002 e le prime interviste per valutare la legge sono state fatte nel 2004. Secondo Lei, si puó valutare una legge dopo soltanto due anni? A parte che la maggior parte delle prostitute hanno un altro lavoro e sono assicarate tramite l'altro lavoro, ma vabbé. Queste sono piccolezze.

    3) Il terzo mito riguarda le fonti citate da Lei che apparente la polizia non puó piú fare niente da quando é entrata in vigore la legge. Dunque, prima di tutto il ProstG non ha cambiato niente alle competenze della Polizia. Le leggi che regolano le competenze della polizia sono leggi statali non federali. Ogni stato (Land) decide che tipo di Polizeigesetz vuole avere e che competenze ha la polizia. Solo un paio di mesi fa il Saarland ha cambiato la sua legge senza cambiare niente al ProstG. Non capisco io Lei da dove prende la certezza che la polizia non possa fare niente. http://www.faz.net/aktuell/gesellschaft/eindaemmung-von-prostitution-saarland-beschliesst-kondompflicht-fuer-freier-12820856.html

    Anche i dettagli dell'implementazione del ProstG sono competenza dei singoli Länder. Peccato che a nessuno gliene frega niente di proteggere le prostitute e tutti vogliono solo introdurre ulteriori divieti - che criminalizzano le prostitute. Ma vabbé.

    Anche a Berlino la polizia ha i soliti diritti di controllo come sempre, come ha di recente ammesso anche il Senato di Berlino: http://researchprojectgermany.wordpress.com/2014/04/23/prostitution-and-police-powers-in-berlin/

    http://pardok.parlament-berlin.de/starweb/adis/citat/VT/17/KlAnfr/ka17-12941.pdf

    E qui un poliziotto die Berlino che conferma che é sufficiente dichiarare una zona come "kriminalitätsbelastet" (con alto tasso di criminaliá) per poter controllare chiunque ci passi:
    http://www.tiergarten-sued.de/Prostitution-im-Kiez-Interview-mit-Rocco-Roeske.6921.0.html

    Veramente io non so come qualcuno possa seriamente credere che la polizia non abbia nessuno potere d'intervenzione.

    Anche nello stato di Niedersachsen la polizia ha tutti i poteri di questo mondo e in una razzia nell'autunno del 2013 su 723 prostitute controllate ci sono stati tre casi potenziali di tratta. La percentuale é molto bassa. http://www.noz.de/lokales/osnabrueck/artikel/423357/razzia-polizei-uberpruft-723-prostituierte

    Questo é tutto per ora.

  2. L'autrice dell'articolo è Maria Rossi, penso le risponderà.

    Io posso dirle, in linea di principio, di essere favorevole alla depenalizzazione, ma contrario alla regolamentazione, anche per il fatto che le prostitute che non si regolarizzano, possono di conseguenza essere perseguite.

  3. Gentile Sonja Dolinsek,
    Der Spiegel ha svolto un'inchiesta sull'impatto della ProstG nei bordelli che operano legalmente e nei luoghi in cui ne è consentito l'esercizio. Gli effetti si sono rivelati devastanti per le condizioni di vita delle prostitute. Lei parla invece della pratica prostituzionale in spazi e tempi vietati dalle autorità. Parlate di cose diverse. Le critiche sulle difficoltà di perseguire lo sfruttamento della prostituzione e la tratta sono state espresse da commissari di polizia che si occupano di reprimere questi reati, come Helmut Sporer, Hohmann a Stoccarda, Rüdiger Holececk, portavoce del sindacato di polizia, ad esempio. C'è, fra i poliziotti, chi lamenta l'avvenuta abrogazione dell'art.180 b sul favoreggiamento della prostituzione.
    Concordo con Lei sul fatto che non si dovrebbero assolutamente criminalizzare le prostitute: in nessun caso. Ciò detto, a me preoccupano anche le massacranti e disumane condizioni di lavoro delle donne nei bordelli legalmente operanti.
    Condivido pertanto l'opinione espressa dal commissario di polizia Helmut Sporer all'inizio del mio articolo
    Cordiali saluti.

  4. Grazie per la risposta. E purtroppo se c'é un'opinione che non condivido, é quella di Helmut Sporer, commissario che lavora nell a cittá in cui la prostituzione non potrebbe essere maggiormente regolata.

    Sporer non supporta la depenalizzazione, bensí sarebbe molto felice se fossero reintroddotti i controlli sanitari obbligatori (dei quali oggi sappiamo che violano i diritti umani delle prostitute). Sporer supporta la registrazione delle prostitute (cioé che Lei come abolizionista dovrebbe sapere é una misura che le abolizioniste hanno sempre opposto. Ma comunque, se Lei pensa che Sporer dice quello che dice percé vuole aiutare le prostitute e migliorare le condizioni di lavoro nei bordelli, é in errore. L'unica cosa che Sporer vuole é il controllo della prostituzione da parte della polizia (cosa che in Baviera tra l'altro é gißá prassi). Anche questa (il controllo poliziesco) é una delle misure tradizionalmente opposto da abolizioniste. Non capisco bene la sua posizione. Controllo e registrazione o depenalizzazione.

    E per quanto riguarda lo Spiegel: Ripeto, ho ha avuto contatto con una serie di organizzazione (salute o anche anti-tratta) che non sono state citate perché avevano detto cose che non piacevano all'immagine che lo Spiegel ha voluto vendere. Da italiana dovrebbe ben sapere come i media manipolano, e si, anche i media tedeschi.

    Se una 16 lavora in un bordello e la polizia non fa niente, é perché non vuole fare niente, perché di fatto é un reato comprare sesso da una minorenne. Adesso. E nonostante ProstG. Ed é qui che torniamo al problema di implementazione delle leggi.

    Per quanto riguarda l'abrogazione dell'art. 180 "favoerggiamento della prostituzione". È un gran passo avanti che questa legge non c'é piú, perché semplicemente arredare un bordello per renderlo piú sicuro (a livello edilizio) o piú comfortevole per chi ci lavora era considerato reato. E allora se a Lei tanto interessano le condizioni di lavoro, come pensa migliorarle, se é proibito creare degli spazi di lavoro decenti?

  5. Sono favorevole all'adozione del modello svedese e assolutamente contraria alla criminalizzazione delle prostitute. Sono convinta che la prostituzione costituisca una forma di violenza perpetrata dagli uomini sulle donne, come testimoniano molte sopravvissute, oltre che un'istituzione patriarcale che riduce le donne a merci che gli uomini possono liberamente consumare. Sono abolizionista, appunto. La liberalizzazione della prostituzione, che, se ho ben capito, lei proporrebbe, produrrebbe effetti ancora più devastanti, perché renderebbe ancora più difficile controllare e reprimere prossenetismo e tratta, incrementerebbe quest'ultima e determinerebbe un ulteriore aggravamento delle condizioni di lavoro delle donne che praticano rapporti mercenari, come accade del resto in qualsiasi caso di liberalizzazione, alla quale sono contraria anche in quanto convinta anticapitalista... Di Sporer condivido assolutamente le frasi che ho citato, non certo la richiesta di registrazione delle prostitute o di imposizione di controlli sanitari. Infine, non mi pare, purtroppo, che rendere gli spazi più confortevoli per chi ci lavora costituisca l'obiettivo prioritario dei proprietari dei bordelli e il risultato principale dell'abrogazione dell'art.180, né che l'attuale normativa sulla repressione del prossenetismo si stia rivelando particolarmente efficace.

  6. Esiste un paese «regolamentarista» nel quale le prostitute non siano obbligate a registrarsi e nel quale la prostituzione sia assolutamente libera su tutto il territorio nazionale, in qualsiasi luogo delle città, senza essere invece confinata in specifiche zone e quartieri?

  7. Capisco che Lei definisca la prostituzione come violenza e purtroppo non sono d'accordo. Ma capisco anche che su queste questioni di definizioni, Lei e tutti coloro che vogliono il modello svedese non hanno voglia di mettersi a discutere. Tanto vale lasciar perdere, anche se tutta una serie di studie e sex worker oppongono il modello per una serie di motivi.
    http://sexworkresearch.wordpress.com/?s=sweden

    La Svezia farebbe meglio a iniziare a punire lo stupro invece che chi paga sesso con il consenso di chi vende. Ma vabbé, se le prioritá sono cosí chiare, mi pare inutile mettersi a discutere.

    http://www.thelocal.se/20121128/44708

    Se una persona vuole fare soldi vendendo sesso, per caritá, che lo faccia. Perché devo mettermi lá a criminalizzare chi paga - non solo uomini, ma anche donne. Se ho il diritto di produrre la mozzarella, ma non di venderla, é ovvio che lo stato mi obbliga a nascondermi e a cercare luoghi di vendita meno sicuri. Perché mai dovrebbe essere diverso col sesso? Il modello svedese non fa miracoli. E credere al modello svedese come se fosse una religione nemmeno serve. Ma vabbé.

    Mi piacerebbe che i sostenitori del modello svedese fossero interessati alle debolezze e ai fallimenti della legge svedese come sono interessati ai fallimenti della legge tedesca. Ma vabbé, purtroppo non é cosí.

    La saluto!

    @Massimo: I regimi regolamentaristi hanno tutti leggi diverse... tutte criminalizzano e stigmatizzano le prostitute.

    Anche il modello svedese stigmatizza le prostitute, perché per definizione le prostitute sono vittima di violenza, traumatizzate e incapace di prendere decisioni. Per definizione. E purtroppo io, da feminista, non vorrei dare allo stato il potere di decidere per legge quando io, donna, sono o non sono vittima e traumatizzata. Il modello svedese é patriarcale. Ovviamente non negli di chi crede che faccia miracoli. Ma fa lo stesso. Mi ci sono abituata.

  8. Vediamo; Non so se ho capito bene! In germania la prostituzione è regolamentata, cioè la legge stabilisce come e dove può essere esercitata.. se è così, è garantito solo lo sfruttamento, per quello che riguarda lo stigma della prostituta, rimane, se non peggiora, in compenso il pappone diventa un rispettabile imprenditore, e avrà potere contrattuale che la prostituta non può mai avere, in più avrà accesso ai mutui e finanziamenti vari per alimentare il suo mercato come qualsiasi impresa.. Se poi, quello che ho capito, i diritti della prostituta sono stabiliti dal mercato.. diventa schiavismo puro..
    Non so come viene definito quello italiano, ma in Italia, prostituirsi non è un reato, e questo lo ritengo giusto. Reato è lo sfruttamento e l'induzione allo sfruttamento, ma ritengo che le sanzioni siano troppo blande, perchè è un reato contro la persona. ( io sono per depenalizzare tutti i reati contro la proprietà. Nei sistemi capitalistici, la proprietà privata conta più delle persone, e questo non va bene.) Per il terzo soggetto, il cliente; Certo la domanda va scoraggiata, ma sarei contraria a forme di criminalizzazione, inserendo reati penali, ma pecuniari si...

  9. D'accordissimo con te, Ida. Sottoscrivo ogni tua parola.

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