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La satira sessista su Maria Elena Boschi

L'Huffington Post ci informa che l'imitazione di Virginia Raffaele trasmessa da Ballarò avrebbe mandato sui nervi l'imitata, la ministra Maria Elena Boschi. La ministra quindi non gradisce la satira. La satira è per definizione contro il potere. Il potente o la potente che non gradisce la satira è per definizione una intollerante, senza il senso dell'umorismo. Per sfuggire a questa facile rappresentazione, la ministra ha smentito via tweet: Virginia Raffaele è una imitatrice straordinaria. A me piace molto. Sull'imitazione di Ballarò ho riso sopra.

Ho visto un paio di volte il video e non l'ho trovato particolarmente divertente. La satira è un bel genere, ma gran parte della satira in circolazione è banale e stereotipata. Come i politici spesso cercano il facile consenso, i comici spesso cercano la risata facile e vanno sul sicuro, cioè sui cliché. Per esempio, Maurizio Crozza quando insiste sulla bassa statura di Renato Brunetta, mostrandocelo sempre affacciato quasi sotto la telecamera. L'imitazione di Virginia Raffaele punta sul cliché della bellona arrivista, oca e svampita, che di fronte alle difficoltà punta tutto sulle sue proprietà seducenti, labbra turgide e sguardi felini. L'introduzione incede sul portamento da oca giuliva, con attenzione alle scarpe e al sedere. Durante l'intervista simula un veloce orgasmo. In conclusione sparisce e compare una gatta. La rappresentazione che se ne vuol dare è appunto quella di una gattamorta, nonostante non corrisponda affatto al suo atteggiamento reale, che è invece quello di una ragazza fresca, quasi acqua e sapone. Però, bella. Una bellezza non discreta, molto femminile. Che lo sguardo maschile non può che trovare ammaliatrice. Nella parodia che ne viene fatta, lo sguardo è maschile, anche se l'imitatrice è donna. Non è strano che una donna sappia interpretare lo sguardo maschile, specie se i suoi autori sono uomini.

La ministra è già stata oggetto di un blitz molesto da parte delle jene, a base di una sequenza di doppi sensi a sfondo sessuale.

Può essere che la ministra Boschi si rivelerà una personalità mediocre e poco autorevole, nel caso sarà giusto criticarla, anche duramente. Ma per adesso, in queste prime offensive del «contropotere» vediamo presa di mira la donna e non la ministra, secondo le consuete modalità con cui si delegittimano a priori le donne di potere, riconducendole al ruolo tradizionale di oggetto sessuale. Certa satira, certa opposizione, sarà antigovernativa, ma non è antisessista.

L'imitazione è stata criticata in questo senso anche da Laura Boldrini ospite di Lucia Annunziata. Un punto di vista (ad es. Gilioli) vede alte cariche dello stato attaccare la satira. Io vedo donne che iniziano a difendersi dal maschilismo, anche da quello più ordinario, scontato, quello che si nasconde dietro l'umorismo, sempre accettato da tutti. Fanno bene.

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