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La prostituzione è connessa alla disuguaglianza tra i sessi



di Maria Rossi


Il 23 gennaio 2014 la Commissione dei diritti delle donne e dell'uguaglianza di genere del Parlamento europeo ha approvato un rapporto sulla prostituzione, redatto dalla deputata laburista inglese Mary Honeyball, che verrà sottoposto alla fine di febbraio al voto dell'assemblea.

Dopo aver richiamato dichiarazioni, risoluzioni e anche convenzioni internazionali di ispirazione abolizionista mai rispettate, la relatrice osserva come la prostituzione sia intrinsecamente connessa alla disuguaglianza tra i generi ed influenzi la percezione delle relazioni tra uomini e donne, rileva come il mercato del sesso alimenti la tratta, in particolare nei Paesi regolamentaristi come i Paesi Bassi, una delle principali destinazioni delle vittime. Mary Honeyball osserva poi come lo sfruttamento della prostituzione sia legalizzato in Germania, in Olanda e in Grecia, come il governo del primo dei tre Stati succitati abbia ammesso nel 2007 che "non esistono valide indicazioni che consentano di pensare che la legge che regolamenta la prostituzione abbia ridotto la criminalità" connessa al settore. Un terzo dei giudici tedeschi ritengono, anzi, che la normativa in questione ostacoli la loro attività di repressione della tratta e del prossenetismo.

Il rapporto sottolinea come la prostituzione e lo sfruttamento sessuale possano produrre effetti devastanti sulle persone che vi sono implicate, oltre al fatto di costituire contemporaneamente la causa e la conseguenza della diseguaglianza di genere e di concorrere a perpetuare stereotipi come l'idea che il corpo delle donne e delle ragazze debba essere venduto al fine di soddisfare la domanda maschile di sesso. Tra gli effetti devastanti citati la sindrome da stress post-traumatico che colpisce il 68% delle prostitute. Il 62% di queste donne dichiara di essere stata stuprata durante la propria attività e ciò dimostra come l'esercizio di rapporti mercenari presenti fortissimi rischi. I dati sono attinti da uno studio di Melissa Farley e collaboratori pubblicato nel 1998 (Prostitution in five countries: violence and post-traumatic stress desorder) e confermati dalla ricerca della medesima autrice effettuata nel 2003 ed estesa a nove Stati (Prostitution and trafficking in nine countries: an update on violence and post-traumatic stress desorder). L'89% delle persone coinvolte vorrebbe abbandonare la pratica della prostituzione.

Dopo aver fornito questi dati, il rapporto invita gli Stati Membri dell'UE ad abrogare le norme che criminalizzano le persone prostituite, sottolinea come i dati confermino l'effetto dissuasivo sulla tratta del modello nordico che sanziona l'acquisto delle prestazioni sessuali, osserva come la legalizzazione aumenti la vulnerabilità delle persone prostituite allo sfruttamento e il rischio di subire violenze.

Il rapporto richiama poi l'attenzione dei governi sull'impatto esercitato dalla crisi economica sull'incremento del numero delle ragazze costrette a prostituirsi e li invita a predisporre per loro soluzioni alternative e ad approntare servizi adeguati che consentano a chi lo desidera di uscire dalla prostituzione.

Esorta infine gli Stati membri a prendere in considerazione la possibilità di sanzionare l'acquisto delle prestazioni sessuali.


Vedi anche:
Appello a favore della relazione di Mary Honeyball

2 Responses to “La prostituzione è connessa alla disuguaglianza tra i sessi”

  1. Il proibizionismo è l'acqua del pesce Mafia ed è meglio evitare questo dove si può, come il sesso a pagamento tra adulti e consenzienti.
    Le Risoluzioni del Parlamento Europeo non sono vincolanti per nessuno. Di conseguenza, è meglio snobbare questo testo e fare in modo che il meretricio venga legalizzato e tassato in tutti gli Stati dell'Unione Europea per ridurre l'Austerità.

  2. Il proibizionismo riguarda la criminalizzazione delle prostitute. Non è il caso di questa risoluzione, nè della legge svedese, nè di quella francese, che anzi hanno abrogato qualsiasi penalizzazione ai danni della prostituta. Con queste nuove norme e secondo la direttiva ora approvata dal parlamento europeo a dover essere penalizzato è il cliente, in una prospettiva di abolizione della prostituzione. Perciò, si parla di abolizionismo, emulando la definizione che ha definito l'abolizione della schiavitù. Perchè per le abolizioniste e gli abolizionisti la prostituzione è una schiavitù. Tassare la prostituzione significa associare gli stati ai magnaccia. Non qualsiasi cosa è morale pur di ridurre l'austerità. Meglio recuperare l'evasione fiscale di quei tanti che della prostituzione sono sfruttatori e clienti.

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