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DDL Spilabotte per regolamentare la prostituzione

 


di Maria Rossi


Vorrei rivolgere un caloroso plauso (sto facendo dell'ironia) ai parlamentari della Repubblica italiana. A Bruxelles i loro colleghi hanno appena approvato una risoluzione che riconosce la prostituzione come una forma di violenza contro le donne, anzi, di schiavitù incompatibile con la dignità umana e con i diritti umani fondamentali. Hanno appreso e condiviso l'affermazione che la prostituzione comporta effetti dannosi per la salute delle persone che la praticano, le quali sono più soggette a traumi sessuali, fisici e psichici, alla contrazione di malattie sessualmente trasmissibili, alla dipendenza da stupefacenti e alcool, alla perdita di autostima così come a un tasso di mortalità superiore rispetto al resto della popolazione. Hanno ricevuto informazioni importanti, come quella che le persone che esercitano la prostituzione risultano particolarmente vulnerabili dal punto di vista sociale, economico, fisico, psicologico, emozionale e familiare e sono maggiormente esposte al rischio di subire violenza e pregiudizio rispetto agli individui impegnati in qualsiasi altra attività. In particolare sanno, per averlo letto nella risoluzione che hanno approvato, che il 62% delle donne prostituite ha subito almeno uno stupro nel corso della propria attività, il 68% soffre di sindrome da stress post-traumatico (una percentuale analoga a quella delle vittime di tortura) e l'80-95% è stato assoggettato a forme di violenza (stupro, incesto, pedofilia), prima di iniziare a praticare rapporti mercenari.

Riconoscono inoltre che la prostituzione incide sulla violenza contro le donne in generale, dal momento che vi sono dati sugli acquirenti di servizi sessuali che dimostrano come questi uomini siano più inclini a commettere atti sessualmente coercitivi e ad adottare altri comportamenti maltrattanti contro le donne e spesso mostrino tendenze misogine. La prostituzione esercita un impatto considerevole sulla percezione che i giovani hanno della sessualità e delle relazioni tra donne e uomini.

Quanto alla regolamentazione, i parlamentari europei, italiani inclusi, avendo approvato la risoluzione Honeyball, dimostrano di aver acquisito la consapevolezza che i mercati della prostituzione alimentano la tratta di donne e minori e aggravano la violenza nei loro confronti, soprattutto nei Paesi in cui l'industria del sesso è stata legalizzata. I dati dimostrano che la criminalità organizzata svolge un ruolo di rilievo laddove la prostituzione è legale. I nostri rappresentanti a Bruxelles condividono l'idea che considerare la prostituzione un "lavoro sessuale", depenalizzare l'industria del sesso in generale e rendere legale lo sfruttamento della prostituzione non sia una soluzione idonea a tutelare dalla violenza e dallo sfruttamento donne e ragazze minorenni vulnerabili, ma sortisca l'effetto contrario, esponendole al pericolo di subire un livello più elevato di violenza, promuovendo al contempo i mercati della prostituzione e, di conseguenza, accrescendo il numero delle persone oggetto di abusi. Considerano che la criminalità organizzata, la tratta di esseri umani, i crimini estremamente violenti e la corruzione prosperano all'ombra della prostituzione e che qualsiasi quadro di regolamentazione va a beneficio in primis dei protettori, che riescono a trasformarsi in "uomini d'affari". Condannano qualsiasi tentativo politico o dissertazione basati sull'idea che la prostituzione possa essere una soluzione per le donne migranti in Europa.

Hanno appreso, poi, che in Germania vi sono 400.000 prostitute ma solo 44 sono ufficialmente registrate presso gli enti per la previdenza sociale a seguito della regolamentazione; che non sussistono indicazioni affidabili attestanti che tale normativa abbia ridotto la criminalità e che un terzo dei pubblici ministeri tedeschi è del parere che tale legislazione abbia reso più complesso il loro lavoro finalizzato a perseguire la tratta di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione.

I nostri rappresentanti a Bruxelles ritengono, pertanto, che il modo più efficace per combattere la tratta di donne e ragazze minorenni a fini di sfruttamento sessuale e per rafforzare la parità di genere sia di seguire il modello attuato in Svezia, Islanda e Norvegia (il cosiddetto modello nordico), adottato il 4 dicembre anche dall'Assemblea Nazionale francese.

Dopo aver solennemente approvato due giorni fa a Bruxelles questa risoluzione, alcuni esponenti degli stessi partiti, come se nulla fosse accaduto e in modo alquanto schizofrenico, presentano oggi a Palazzo Madama un disegno di legge che prevede nientepopodimeno che... la regolamentazione della prostituzione! Uao! Che coerenza, ragazzi! Che gigantesca presa per i fondelli!

Quale straordinario mutamento sarà avvenuto nel giro di due giorni? Il ddl in questione, infatti, , viene giustificato in nome di un profondo cambiamento che si sarebbe verificato nel sistema prostitutivo e che ne esigerebbe l'immediata regolamentazione. Nel giro di due giorni, dunque, la realtà descritta dalla risoluzione Honeyball è stata completamente sovvertita? Le donne che praticano la prostituzione non vengono più stuprate, non subiscono più reiterate violenze nel corso della loro attività, non soffrono più di sindrome da stress post-traumatico? O forse il modello tedesco e quello olandese, che sono stati giudicati fallimentari l'altro ieri, sono diventati oggi efficientissimi e non alimentano più la tratta e il crimine organizzato?

Resta il fatto che i nostri parlamentari, anziché predisporre "misure finalizzate a ridurre la povertà", come richiede la risoluzione Honeyball, che evidenzia nella recessione economica, nella disoccupazione che ne consegue e nella marginalità una delle maggiori cause della prostituzione, anziché "affrontare i problemi sociali più profondi che inducono uomini, donne e bambini a prostituirsi" e aiutare le persone vulnerabili "a trovare modi alternativi per guadagnarsi da vivere", si preoccupano di assoggettare chi si prostituisce al regime fiscale e previdenziale. In un periodo di recessione economica i nostri rappresentanti, anziché approntare misure che ne permettano il superamento e che, soprattutto, sottraggano le persone più vulnerabili alla miseria che le costringe a prostituirsi, si apprestano a riscuotere le tasse sui corpi mercificati delle donne che la povertà induce a praticare rapporti mercenari, trasformando lo Stato in magnaccia. Anziché esigere con determinazione che gli evasori delle classi dominanti adempiano ai loro obblighi fiscali, consentendo così di ampliare il welfare state e di erogare un reddito adeguato a tutti o, quanto meno, a chi non ne dispone, escogitano la bella idea di trarre profitto economico dalla mercificazione del corpo di ragazze e donne ridotte in povertà. Così, anziché confrontarci con uno Stato che adotta provvedimenti miranti a liberare dalla miseria le ragazze e le donne dei ceti subalterni affinché non siano costrette a prostituirsi, ci troveremo di fronte ad uno Stato che sfrutta le persone povere indotte dall'assenza di risorse a praticare rapporti sessuali mercenari. La povertà e la conseguente necessità di esercitare la prostituzione si trasformeranno pertanto in un'opportunità economica per la Repubblica italiana. Bel risultato! Che poi l'esercizio della prostituzione implichi un elevato tasso di mortalità e sia strettamente connesso a violenze come stupri e pesanti aggressioni fisiche e psicologiche, come sottolinea la risoluzione Honeyball, non è questione che paia turbare particolarmente i nostri parlamentari a Roma, a differenza dei colleghi di Bruxelles appartenenti agli stessi partiti. Non bisogna vittimizzare... le vittime, si sa! E uno stupro, poi, che sarà mai?

Quanto all'assoggettamento delle persone prostituite al regime previdenziale previsto dal disegno di legge in questione, presentato dalla senatrice del PD Maria Spilabotte, si tratta, anche in questo caso, di una forma di esazione di denaro (contributi) attuata ai danni di persone che non otterranno mai l'erogazione di un assegno pensionistico connesso all'attività della prostituzione. O forse qualcuno crede che una donna pratichi rapporti mercenari per almeno 40 anni e fino al compimento del sessantaseiesimo anno di età o più?

Tra i cofirmatari del disegno di legge in questione vi sono quattro senatori e senatrici del PD, due del M5S e Alessandra Mussolini di Forza Italia. Chissà che ne pensano le femministe pro-prostituzione? Ma sì! Del resto pure Jean-Marie Le Pen ha votato contro la risoluzione Honeyball ed è favorevole alla regolamentazione della prostituzione. Marine Le Pen condivide le idee del padre, ovviamente.

Quanto agli effetti reali prodotti dalla regolamentazione della prostituzione, vi invito a leggere, se volete, questi miei due articoli:

I miti sulla regolamentazione della prostituzione
Lo Stato magnaccia

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