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Repubblica come Costanza Miriano

 


di Maria Rossi


Non sono poche le ricerche psicologiche intrise di pregiudizi sessisti e fondate su un' attribuzione ai generi di ruoli rigidi, immodificabili. A questa categoria è ascrivibile uno studio della University of California Berkeley e della Northwestern University, secondo il quale la durata e la felicità del matrimonio risulterebbero funzionali all'assunzione da parte della donna della responsabilità esclusiva di ricomporre i conflitti di coppia.

Benché un certo grado di conflittualità sia normale, non comprendo, anzitutto, perché si dovrebbero consumare le energie nella preservazione di un rapporto che dovesse tradursi in una successione infinita di aspre liti, se non di violenze.

Ad ogni modo, è evidente che la ricerca in questione accolla alle donne il compito di farsi carico anche del comportamento maschile in nome di presunte maggiori competenze relazionali e di una supposta attitudine al perdono e alla riconciliazione.

L'uomo, invece, in nome di una ipotetica scarsa alfabetizzazione emotiva, può permettersi di innescare liti e conflitti anche bruschi e immotivati senza mai assumersene la responsabilità, senza mai chiedere scusa, senza mai cercare di riappacificarsi.

E' altresì evidente che in nome dell'armonia di coppia si esige dalla donna il riconoscimento di essere sempre in torto, la si invita a subire di tutto, ad assumere un atteggiamento di sostanziale subalternità alle presunte ragioni dell'altro, quasi che costui fosse dotato di facoltà razionali superiori e di maggiori competenze che gli consentono di evitare di commettere errori.

I nostri ricercatori non si sono chiesti se la mancata assunzione di responsabilità non possa invece alimentare negli uomini la presunzione di aver sempre ragione, l'insensibilità, l'arroganza, la prepotenza, l'incapacità di gestire i conflitti in modo costruttivo?

Ancora una volta, comunque, si procede indirettamente a colpevolizzare la donna che non si conforma ad un determinato comportamento, che non riconosce di aver sempre torto, che non tollera supinamente tutto, che non si piega alle superiori ragioni dell'uomo, che non si rivela abbastanza docile.

Bel modo di avvicinarsi al 25 novembre: giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Davvero! Complimenti a "la Repubblica".

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