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Prostituzione: uno scandalo tedesco



di Maria Rossi


La femminista tedesca Alice Schwarzer ha scritto un libro intitolato Prostitution - ein deutscher Skandal (Prostituzione: uno scandalo tedesco). Non temete: nessun editore italiano tradurrà e pubblicherà il testo, così come nessuna redazione giornalistica si impegnerà ad esporne il contenuto.

In compenso, c'è chi si preoccupa di definire le presentazioni del libro finti dibattiti, quasi che la scrittrice non potesse invitare a discuterne chi le aggrada, compresi attori sociali, tra cui un'ex donna prostituita, i cui dati ed informazioni sono riportati nel testo in questione. Vorrà dire che la prossima volta la signora Alice Schwarezer sarà così gentile da far selezionare i suoi interlocutori e le sue interlocutrici dalla Frankfurter Allgemeine, alla quale sarebbe magari opportuno richiedesse la debita autorizzazione prima di azzardarsi a scrivere un altro libro del genere.

Consideriamo ora le cifre che sarebbero state fornite da Alice Schwarzer nel corso della presentazione del suo testo a Berlino, numeri che fanno riferimento alla prostituzione nel mondo, non solo a quella tedesca. Riporterò i dati di cui dispongo con indicazione delle fonti da cui li ho attinti.

L'89% delle 854 persone prostituite intervistate da Melissa Farley ha espresso la volontà di abbandonare la pratica dei rapporti mercenari, se ne avesse la possibilità. [Melissa Farley et al., Prostitution and trafficking in nine countries: an update on violence and post-traumatic stress disorder, 2003, pp.34 e 56 ]

Secondo dati del 2008 riportati dall'organizzazione TAMPEP il 65% delle donne prostituite in Germania sarebbe di origine straniera: il 42% proverrebbe dall'Europa Centrale, il 16% dall'Europa dell'Est, l'8% dal Baltico, il 3% dai Balcani, il 15% dall'Asia, il 10% dall'America Latina e il 5% dall'Africa [Licia Brussa, TAMPEP International Foundation, TAMPEP-Netherlands, Sex work in Europe, A mapping of the prostitution scene in 25 European countries, 2009, pp.22-23] Secondo altri, invece, la percentuale delle donne prostituite straniere in Germania raggiungerebbe l'80% del totale. Sarebbero originarie soprattutto della Romania e della Bulgaria [Inchiesta di Der Spiegel, Bordello Germania. Come lo Stato incoraggia la tratta delle donne e la prostituzione, 26 maggio 2013, La versione originale qui]

Nel suo intervento, Alice Schwarzer sembra riferirsi però soprattutto alle correnti migratorie più recenti, caratterizzate, secondo i suoi dati, dall'afflusso nel mercato della prostituzione di ragazze provenienti soprattutto dall'Europa dell'Est.

La redazione di Giornalettismo riporta poi un dato che deriva dalla traduzione errata di una frase inclusa nell'articolo riassunto della Frankfurter Allgemeine. Secondo Alice Schwarzer il 90% delle prostitute sarebbero state costrette a cominciare a prostituirsi da piccole. L'espressione è poco chiara. Se si intende asserire che l'ingresso nella prostituzione avviene in età precoce, non si scopre nulla di particolarmente eclatante. Secondo i dati riportati da due studi citati da Melissa Farley (Silbert and Pines, 1982; Weisberg, 1985) il reclutamento delle ragazzine negli USA si verifica attorno ai 13-14 anni. [Melissa Farley et al., Prostitution and trafficking in nine countries..., cit., p.35]. Dalla sua ricerca emerge invece che l'età media di ingresso nella prostituzione si aggira attorno ai 19 anni. Tuttavia il 47% delle persone (quasi tutte donne) ha iniziato a praticare rapporti mercenari prima di aver compiuto i 18 anni [Ibidem, pp.39-41]. Prostituirsi a 14, 15, 16 o 17 anni può definirsi una scelta autodeterminata, pienamente consapevole, matura e ponderata? Per me decisamente no.

Il dato citato da Alice Schwarezer è però un altro: über 90 Prozent der Prostituierten schon als Kinder missbraucht worden seien. Oltre il 90% delle prostitute, asserisce la femminista tedesca, ha subito abusi nell'infanzia. Orbene: vi sono una miriade di studi che attestano una percentuale elevatissima di abusi sessuali (che oscilla dal 55% al 90% - 95%) subiti da bambine che sarebbero poi diventate prostitute. La maggioranza di loro è consapevole della forte influenza esercitata da queste esperienze traumatiche nel determinare il successivo ingresso nella prostituzione. Gli studi di cui sto parlando sono elencati da Melissa Farley in Prostitution and trafficking in nine countries [pp.35 e 56] e dalla psichiatra, specializzata in psicotraumatologia e vittimologia, Muriel Salmona nell'articolo Pour mieux penser la prostitution: quelques outils et quelques chiffres qui peuvent être utiles, pubblicato sul suo blog.  Ne cito solo due recenti. Melissa Farley nella sua ricerca condotta nel 2003 su 854 persone che si prostituiscono in strada e all'interno di edifici, originarie di 9 diverse nazioni, ha rilevato come il 59% di loro avesse subito maltrattamenti e il 63% abusi sessuali (4 in media) durante l'infanzia. [Melissa Farley, Prostitution and trafficking in nine countries, cit., pp.42-43] Nel 2006 uno studio australiano di Amanda Roxburgh ed altri condotto a Sydney tra 72 donne prostituite che esercitano in strada ha accertato come il 75% di loro avesse subito abusi sessuali prima del compimento dei 16 anni.

Fanno del male a qualcuno le prostitute, si chiedono i redattori del Giornalettismo? No, di certo. Sono gli altri che fanno del male a loro.

Vorrei riportarvi altri dati sulla prostituzione in Germania attinti dalla ricerca di Melissa Farley.

Il 52% delle prostitute intervistate ha dichiarato di essere stata minacciata con un'arma, il 61% di aver subito aggressioni fisiche, il 63% di essere stata stuprata e il 50% più di 5 volte nel corso della propria attività [Melissa Farley, Prostitution and trafficking in nine countries, p.43].

Fanno del male a se stesse le persone che si prostituiscono, chiedono gli estensori dell'articolo del Giornalettismo? Sì, purtroppo. Il 60% delle intervistate da Farley in Germania soffre di stress post-traumatico, un disturbo psicologico grave che si riscontra particolarmente nelle donne non prostituite che hanno subito uno stupro o sono state oggetto di violenze fisiche molto pesanti [Ibidem, p.47]. Molte donne che praticano rapporti mercenari abusano di alcool o di droga, soffrono di depressione, di nausea e di parecchi altri disturbi fisici, soprattutto ginecologici, e psicologici. Possono inoltre contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Nei bordelli che hanno introdotto la tariffa forfettaria i clienti, dietro corresponsione di una determinata somma di denaro, possono consumare rapporti mercenari con tutte le donne che desiderano, per tutto il tempo che vogliono e in qualsiasi forma, inclusa la fellatio senza l'uso del preservativo, imposta ad esempio al Pascha, il più grande eros center tedesco [cfr Prostitution et Société].

Naturalmente ciò si traduce per le ragazze, soltanto l'1% delle quali ha stipulato un contratto di lavoro dipendente, in un ritmo infernale di sfruttamento, in una successione frenetica di rapporti sessuali di ogni tipo, inclusa la pratica della gang-bang. Teniamo anche presente che la concorrenza elevata proveniente dai Paesi impoveriti dell'Europa Centrale e dell'Est ha comportato una forte riduzione dei prezzi delle prestazioni, mentre l'affitto della stanza ove ci si prostituisce è tutt'altro che economico. Sempre al Pascha per 30 euro viene praticato un rapporto sessuale convenzionale od orale della durata di 15 minuti. Dalle 9 alle 15 la prestazione è gratuita e lo è anche per i pensionati, per chi festeggia il compleanno o, di venerdì, l'addio al celibato. In compenso l'affitto della stanza costa 160 euro al giorno [cfr. Prostitution et Société].

Spesso le ragazze dormono nel bordello e pagano per l'ospitalità dai 50 agli 80 euro a notte. E' questa la forza e la determinazione di cui parla Giornalettismo? E' questo il potere contrattuale delle donne prostituite in Germania?

Secondo l'assistente sociale Sabine Constable, quasi l'80% delle prostitute ufficialmente registrate a Stoccarda è di origine straniera. I due terzi provengono dai Paesi di nuova adesione alla UE, in particolare dalla Romania e dalla Bulgaria e sono prevalentemente di etnia rom, la più povera e sfruttata. Molte di loro richiedono solo 10 euro a prestazione e la maggior parte dei loro ricavi sono prelevati ed estorti dagli sfruttatori cui sono assoggettate. Secondo Constable, è probabile che esse siano autorizzate a trattenere per sé soltanto 200 euro al mese [cfr. Emma.de].

Un articolo pubblicato sul De Bild rivela che la maggioranza delle prostitute non lo è per libera scelta, ma per coercizione. Christian Zahel, capo dell'Ufficio sulla criminalità organizzata nel Land della Bassa Sassonia, dichiara che 9 ragazze su 10 praticano rapporti mercenari perché costrette. 
Questi soni alcuni dei dati di cui dispongo; questa la realtà che evidenziano. Una realtà che non si può negare.

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