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I rischi della militanza abolizionista in Francia

 


 di Maria Rossi


Avrei voluto non occuparmi più della questione per qualche giorno, ma mi sento in dovere di farlo per le femministe francesi e, in particolare per Lise Bouvet e per Christine Le Doaré, che, per il solo fatto di essere attiviste abolizioniste, rischiano la vita. Vi assicuro che non si tratta di una metafora, né di un'esagerazione.

Ho letto parole sprezzanti nei confronti delle femministe socialiste francesi. Sono state definite razziste, autoritarie, neocolonialiste. Si è scritto di imposizione (da parte di chi? del governo, delle femministe, di chi?) di una narrazione tossica che si avventa in modo atroce, censorio e repressivo contro ogni voce differente e che criminalizza le sex workers. [cfr 1, 2]

Queste espressioni costituiscono un totale ribaltamento della realtà. La verità è che sono le femministe abolizioniste francesi a subire diffamazioni continue dalle dirigenti dello STRASS (il sindacato del lavoro sessuale). Vengono accusate di puttanofobia e viene loro attribuita la responsabilità della morte delle prostitute e della diffusione dell'AIDS.

L'atteggiamento assunto da esponenti dello STRASS , purtroppo, non è privo di aggressività. Si sono resi responsabili di diversi atti di intimidazione. Nel 2011 un membro del sindacato ha inviato una lettera di minaccia a 37 associazioni del raggruppamento Abolizione 2012. Esponenti dello STRASS hanno compiuto diverse azioni di disturbo: del corteo abolizionista dell'8 marzo 2012 e della conferenza stampa Abolition 2012 del 13 aprile 2012 al Divan du Monde a Parigi. Il 16 settembre 2012 alla Festa dell'Humanité (il giornale del Partito comunista francese) è stato compiuto un attacco allo stand dell'associazione abolizionista Oséz le Féminisme, che fa parte di Abolition 2012, da parte di persone che indossavano i distintivi di Act-up e dello STRASS.

C'è altro, purtroppo! Durante il suo mandato di Presidente del centro LGBT di Parigi, Christine Le Doaré è stata costretta a vivere sotto scorta a causa delle minacce subite dallo STRASS. Come mai? Negli ultimi anni questo sindacato ha tentato di inserirsi all'interno del centro, così come nell'Inter-LGBT, ma i suoi esponenti si sono scontrati con la resistenza sistematica di Christine, presidente della struttura fino al giugno 2012 e lesbica femminista appassionata e determinata, diventata nel frattempo militante abolizionista. Da qui le minacce subite.

Tutto ciò è documentato in un articolo in versione francese ed inglese che ricostruisce la storia dello STRASS, che qui riassumo brevemente. Il gruppo si costituisce nel 2006 con il nome di Le puttane ed è inizialmente composto quasi esclusivamente da uomini gay e trans. Una delle prime personalità che prendono di mira è la sociologa e ricercatrice al CNRS Marie-Victoire Louis, una delle ricercatrici specializzate più importanti del progetto abolizionista, che riceve immediatamente una caterva di insulti via e-mail.

Nel marzo 2009 il gruppo muta il proprio nome in quello di STRASS (Sindacato del Lavoro Sessuale) e nomina come segretaria una donna: Morgane Merteuil (è uno pseudonimo). I dirigenti sono effettivamente una minoranza privilegiata che poco rispecchia la realtà della prostituzione francese. Merteuil sostiene di vivere nel quartiere chic Montreuil a Parigi e di ricevere solo qualche cliente alla settimana. Thierry Schaffauser è escort di lusso a Londra e attore porno in Gran Bretagna. Maȋtresse Gilda è una transessuale che afferma, nelle sue interviste a Les Inrockuptibles e sul palcoscenico di TV Canal Plus, di praticare soltanto sadomasochismo dominante per 500 euro all'ora. Non è certo questa la composizione sociale prevalente della prostituzione francese, rappresentata per l'80% e più da migranti assoggettate a reti di prosseneti e per la frazione rimanente da francesi in condizioni di vulnerabilità economica, sociale e psicologica.

Tutt'altro che isolato, lo STRASS conquista le simpatie di intellettuali, di giornali come Libération e Les Inrockuptibles e di politici, inclusi gli aborriti socialisti, oltre che i verdi. Sono proprio le entrature nelle alte sfere politiche che ci fanno comprendere perché le Assisi della prostituzione organizzate dallo STRASS abbiano potuto svolgersi per parecchi anni al Senato della Repubblica francese. E' come se una qualsiasi associazione italiana, la CISL ad esempio, potesse celebrare convegni in un'aula del Parlamento.

Ho affermato poco sopra che lo STRASS non è privo di agganci con esponenti del Partito Socialista, in particolare con Kévin Gagneul, coinquilino di Morgane Merteuil, militante dell'associazione Omosessualità e Socialismo, a lungo collaboratore di un consigliere di Parigi nel municipio della terza circoscrizione della città e con Gilles Bon-Maury. Quest'ultimo è stato nominato nell'autunno 2012 membro della segreteria dell'abolizionista Ministra dei diritti delle donne: la signora Najat Vallaud-Belkacem. Benché sia un uomo e non abbia alcuna esperienza in materia, gli è stata affidata la carica di Consigliere delegato all'accessibilità ai diritti e alla lotta contro le violenze sulle donne.

All'inizio dell'articolo ho accennato ai rischi che comporta la militanza abolizionista in Francia. Le ragioni sono evidenti. Il movimento è forte e disturba l'attività delle reti di prosseneti e di trafficanti, provocando reazioni violente. Le aggressioni più gravi hanno colpito Lise Bouvet che nel giro di sei mesi, dal gennaio al giugno 2012, ha subito atti di pirateria informatica e incursioni sul suo conto corrente e sui suoi siti web ed è stata vittima di stalking telefonico, ma soprattutto, di un tentativo di incendio alla sua abitazione e di un tentativo di omicidio. Sì, avete letto bene: hanno cercato di assassinarla. Per il suo impegno abolizionista.  E Lise si è ammalata: di angoscia, di terrore. Come il suo bimbo di 5 anni. La sofferenza acuta, il doppio trauma, l'ansia e poi... poi il cancro. E' sopraggiunto anche quello. Lise ha abbandonato temporaneamente la rete (era una straordinaria aggregatrice di contenuti), facebook e il suo impegno per curarsi. La notizia mi ha scioccato. Lise mi manca tanto. Ho fatto appena in tempo a salutarla, prima che si eclissasse. Voglio che guarisca. Presto.

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