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Io conosco uno stupratore



(Traduzione di Maria Rossi)


La figura dello stupratore psicopatico emarginato è uno stereotipo che non riguarda che una piccola minoranza. Nel 67% dei casi lo stupro avviene al domicilio della vittima o dell'aggressore, che è un amico o un vicino di casa . Nell'80% dei casi, l'aggressore era conosciuto dalla vittima. Uno stupro su tre è commesso dal marito o dal partner.
Quanto alle "false accuse" di cui si sente parlare in caso di stupro, le statistiche sono chiare: sono rarissime. Per contro, solo un caso su 10 è denunciato alla polizia e il 97% degli stupratori non trascorre un solo giorno in carcere. 
Erano nostri amici, nostri partner, membri della nostra famiglia o del nostro ambiente. Noi conosciamo degli stupratori: ve li presentiamo.

[N.D.T. Riporto solo alcune delle testimonianze. Del resto, il tumblr è in costante aggiornamento]


Incontro con un amico
E' un amico geniale, con un temperamento un po' d'artista, con un certo carisma, deliziosamente eccentrico, che ritorna da un viaggio dopo molto tempo e mi informa della sua breve sosta prima di ripartire. Mi precito da lui con dei croissants, come usava a quel tempo tra amici. Quando arrivo, lui esce dalla doccia, nudo, con un asciugamano attorno ai fianchi. Ignora i croissants e mi si butta addosso. Si stupisce della resistenza che oppongo. "Se sei venuta qui, è per questo, no?" Ho un fidanzato, lui lo sa molto bene e no, io sono venuta qui per riabbracciare un amico. Non ricordo se mi divincolo o, al contrario, se resto paralizzata. Sono svenuta. Questo non lo diverte. "Hé! Merda! Mica ti sto stuprando!» dice, tirandosi indietro. Troppo tardi! 

Dear Dad
Mio padre era un imprenditore, rispettabile e rispettato nel nostro paesino. Allegro, divertente, lavoratore. La sua immagine pubblica.
A casa mostrava un altro aspetto. Ci ha sempre manipolato, dalla minaccia ricattatoria di suicidarsi ad esplosioni colleriche straordinarie. La violenza a mò di sveglia mattutina. Sono cresciuta qui. 
Quando noi figli ce ne siamo andati, mia madre l'ha lasciato.
Mi rivedo, un anno dopo, parlare con mia madre di cose rimaste nascoste fino ad allora. 
Mi ha raccontato il ricatto affettivo quotidiano e la violenza nelle parole, nei gesti. Lei era il suo oggetto e gli doveva obbedire; altrimenti le ricordava che, senza di lui, lei non era nessuno. E lei lo credeva per forza. Distruzione fisica dell'individuo attraverso la distruzione della sua autostima e della sua personalità. 
Mi spiegò che negli ultimi mesi o anni provava ripugnanza a dormire nello stesso letto e mi disse a mezza voce che lui l'aveva stuprata. Più volte. 
Mi resterà sempre impresso il suo viso che esprimeva uno sgomento e una rabbia disarmante. E ricorderò sempre la sua promessa. Di non farsi più abusare, in nessun modo.
Mia madre è stata sposata più di 20 anni con mio padre. 
Mio padre era un porco e uno stupratore. Un fottuto stupratore.
Oggi sento i racconti delle giovani donne che mi circondano : delle amiche della mia età, delle donne di mezza età : lo stupro è dappertutto.
E' necessario che si sappia. E non bisogna giudicare le vittime, ma gli stupratori.

E. 17 anni, un amore che stava per sbocciare
E. 17 anni, un amico, ma soprattutto un amore che stava per sbocciare. Era bello, simpatico e grandioso. Mi rivolgeva un sacco di complimenti. L'ideale per una ragazza di 15 anni.
Ero ingenua, ma lui aveva i piedi bien piantati per terra. Una serata in cui invita soltanto amici maschi, un bicchiere di troppo, prima di quello che aveva in serbo per me...e io mi ritrovo sola con 5 ragazzi.... 

L'amico dell'amico
Amico di un amico, frequentato per diverse sere nel bar di suo cugino. Ci conosciamo tutti, siamo tutti in confidenza.
Lui: simpatico come un amico. Una serata noiosa, il bar chiuso, partiamo per una gita. Parigi by night, luci, musica. Premuroso, mi riaccompagna a casa. Ma non vuol sentire i miei «no» all'ingresso del mio appartamento, mentre io voglio rientrare a casa. Perché rifiutare un rapporto? Avevo accettato, no, di salire sulla sua macchina?
L'unica cosa positiva: nessuno è passato e mi ha visto in quella posizione, bloccata contro il muro del corridoio.

JPA, 61 anni
E' apprezzato da parecchia gente. Ha degli amici, delle conoscenze importanti, è molto influente. Fa parte di diversi clubs, il suo orgoglio, il riconoscimento del suo prestigio. 
E' un padre, un nonno.
Ma ci sono anche aspetti della sua vita di cui si parla decisamente meno. Le due segretarie che ha molestato. Le rimostranze che ha ricevuto, pur restando al suo posto ben retribuito.
E io, sua figlia. Avevo 8 anni.

Marcel: un collega del mio compagno
Marcel si è appena stabilito nella mia città. Marcel non conosce nessuno. Marcel lavora con il mio fidanzato. E' in questa veste che l'ho conosciuto. Ci si vede regolarmente tutti insieme e ci si diverte un mondo. Marcel è divertente. Molto divertente. Racconta sempre storielle spassose. Marcel è gentile. Una sera mi invita a casa sua, da sola. Marcel dice che vuole bere un caffé in mia compagnia. Marcel…Marcel non mi fa più ridere.

N.14 anni: il figlio della compagna di mio padre
Si chiama N. Era il nuovo componente della famiglia, il figlio della compagna di mio padre. Aveva due anni più di me.
La sera di Capodanno - avevo 12 anni - lo hanno fatto dormire nella mia camera. 
Poi, siamo andati in vacanza con lui due volte, e in queste due volte abbiamo dormito nella stessa camera. Avevo 13 anni, poi 14. 
Quando l'ho detto a scuola alla mia migliore amica, lei l'ha raccontato a tutti. L'ho smentita immediatamente e tutti hanno dimenticato questa storia. Tranne me. 
Quando l'ho detto al mio fidanzato, lui ha pianto. Dopo un anno, mi ha convinto a parlarne con mio padre.
Quando glie ne ho parlato, non mi ha detto nulla. Non mi ha creduto. N. era il figlio che aveva sempre desiderato avere. Ha tentato di farmi visitare da uno psicologo. Ha detto che avevo inventato tutto per distruggere la relazione con la sua compagna con la quale è ancora fidanzato. 

A Natale pranzo con il mio stupratore
Dal momento che si tratta di mio fratello: J. che ha sette anni e mezzo più di me. Era adolescente e io bambina. Mi spiegava che era un gioco. E' durato tre o quattro anni, fino a che ho imparato a dire di no, respingendolo, e lui ha iniziato ad aver paura. Non avendo potuto farlo sbattere in galera, ho posto 500 Km di distanza tra di noi. Non sono stata più bene da allora.

W., 18 anni, un compagno di classe
Un compagno di classe intelligente, amato da tutti, sportivo, carino.
Una sera di bevute tra liceali. Troppo debole per camminare, mi trascina e mi conduce sul terreno di una casa in costruzione. "Sei bella", un flash. Poi il risveglio, i jeans al contrario, senza mutande. Ritorno a casa ubriaca. 
Tutti stanno dalla sua parte. 
Ho cambiato città per poter andare avanti.

Joao, 23 anni: lo studente timido e galante
Joao. 23 anni. Studente di scienze politiche. Ama viaggiare. Simpatico. Sorridente. Timido. Galante.
Incontrato all'università. Stava trascorrendo un semestre in Francia come studente. Siamo diventati amici. A fine anno, una festa a casa sua. Troppo alcool. Ci abbracciamo. Mi conduce nella sua camera. Mi getta sul letto. Io sono incapace di muovermi. Gli dico di fermarsi. Non mi ascolta. Poi esce tranquillamente dalla camera, lasciandomi lì. Senza neppure guardarmi. Me ne vado di corsa.
Il giorno seguente, su facebook, mi chiede se mi sono divertita alla sua festa. 

Laurent D., il figlio della mia baby sitter
Aveva 16 anni e io ne avevo 4.

Marc, 19 anni, il mio fidanzato
Si chiamava Marc. Aveva 19 anni come me, frequentava la mia classe, avevamo gli stessi amici. Era il mio fidanzato. Il suo passatempo preferito era suonare in una band rock con degli amici. L'altro suo passatempo preferito era distruggermi psicologicamente. Un giorno mi ha detto che sicuramente tutti gli uomini dovevano aver voglia di stuprarmi. Un giorno l'ha fatto. Tutti lo adoravano, nessuno ha cercato di capire.

H.30 anni: il collega di lavoro.
Si chiamava H., era un collega di lavoro in un grande laboratorio farmaceutico. Era divertente e gentile. Ci piacevamo. Io avevo 23 anni, lui 30.
Ho accettato di trascorrere un week end a sciare con lui e 3 suoi amici, una giovane donna e una coppia. E' qui che mi ha costretto ad assistere/partecipare a rapporti sessuali con la sua amica. Non sapevo in che modo fuggire, data la presenza della coppia nell'appartamento. 
Al ritorno mi ha stuprata nel suo appartamento, prima di riaccompagnarmi a casa, malgrado i miei no, e il fatto che mi divincolavo. Mi ricordo ancora della testa sbattuta contro il muro, delle lacrime, della vergogna, del senso di colpa.
Non ne ho parlato a nessuno, solo con il mio compagno, 15 anni dopo.
Con il tempo il dolore si è stemperato, ma io mi rimprovero ancora per aver accettato di trascorrere insieme a lui quel week end, mi dico ancora che è stato un mio errore, ma che sì, era uno stupro.

One Response to “Io conosco uno stupratore”

  1. un uomo sa sempre quando il consenso (verbale o meno) non c'è, non ci sarà e non è il caso di insistere..se decide di ignorare il consenso, è colpa sua

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