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Una donna che minaccia lo stupro



L’ignobile sparata di Dolores Valandro è razzista, poichè fa un profilo etnico dello stupratore. E' sessista, poichè nella ministra vede prima la donna. Fosse stato un ministro, l’augurio sarebbe stato rivolto “alle sue donne”.

Per capire questo non occorre una particolare sensibilità, è intuitivo.

Perchè lo stupro delle donne è endemicamente, a tutte le latitudini, strumento di tortura e vera arma. Lo è anche la sola minaccia. Nelle prigioni iraniane, negli scenari di guerra, nelle piazze turche, a Bolzaneto.

Le squadracce fasciste usano lo stupro come punizione, lezione e gesto dimostrativo da infliggere alle militanti politiche o alle ragazze ebree che hanno la tracotanza di esistere.

Che sia una sparata fatta da chi riveste un ruolo politico è inaccettabile, è evidente che non ha i requisiti minimi (come molti altri del suo partito, compresi quelli che oggi la cacciano) per quel ruolo.
Che arrivi da una donna è particolarmente ignobile, poichè assume lo sguardo dello stupratore, quello per cui Valandro e Kyenge, per il solo fatto di essere donne, sono stuprabili. E' così che si impartisce una lezione a una donna.

Non è dunque il dna a determinare la sensibilità o la non violenza, ma è ignobile (proprio nell’accezione di mancanza di dignità) assumere il punto di vista di chi (lo stupratore) per la sola appartenenza di genere (e qui si il dna ha la sua bella parte) ritiene lo stupro un efficace strumento educativo per impartire lezioni a Valandro e Kyenge.

Per capire questa ovvietà non serve una diversa sensibilità geneticamente determinata, non occorre essere donna, basta far funzionare la testa. (TK)




Il fatto che sia una donna ad evocare una minaccia di stupro contro un'altra donna mi fa impressione. Non tanto perchè abbia aspettative diverse nei confronti delle donne, per motivi «naturali». Semmai per condizione sociale. Che dovrebbe produrre una diversa coscienza sociale. Tuttavia, so bene che non fuziona così. 

Una donna che evoca la minaccia di uno stupro, è come un nero che evoca la minaccia di un linciaggio,  come un ebreo che evoca un pogrom, come un operaio che evoca i licenziamenti, come un palestinese che evoca rappresaglie israeliane. E' come un colonizzato che assume il punto di vista del colonizzatore. Ma è appunto questo ciò che capita ai colonizzati. E' parte della loro subalternità politica, sociale, economica. 

Per dirla in sintesi, una donna che minaccia uno stupro esprime un autolesionismo sdoganatore. Perchè lo stupro è una minaccia contro tutte le donne. Anche contro la minacciante. E perchè il fatto che sia espresso anche da donne, fornisce agli uomini un argomento per normalizzare la violenza e dire: «Vedete? Non è una violenza sessista, è una violenza normale. Lo dicono anche le donne». (ML)

One Response to “Una donna che minaccia lo stupro”

  1. una donna che invoca lo stupro di un'altra donna è semplicemente una grandissima stronza

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