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Sull'Italia degli anni cinquanta



A proposito dell'ultimo post, mi è stato fatto notare che all'epoca dell'elezione del Presidente della Repubblica Gronchi (1955) l'Italia non si stava spostando progressivamente verso sinistra. Tutt'altro. Era l'epoca del centrismo, della sconfitta della FIOM alla Fiat, dell'intensificazione dei ritmi di lavoro, della repressione in fabbrica e del licenziamento degli operai comunisti e socialisti per rappresaglia. Il governo era presieduto da Antonio Segni (quello del Piano Solo), Ministro dell'Interno era Tambroni, che fu nominato Presidente del Consiglio nel 1960 con l'appoggio determinante dei missini e che, consentendo, in quell'anno, lo svolgimento del congresso del MSI a Genova, medaglia d'oro per la Resistenza, scatenò la rivolta in città, una rivolta che dilagò poi in altri luoghi come Reggio Emilia e Palermo e fu duramente repressa. Ministro delle Finanze del governo Segni era Andreotti, Ministro del Tesoro il "camorrista" Silvio Gava (il padre di Antonio). La costituzione del primo governo di centrosinistra, risale al 1962, data corrispondente alla conclusione del mandato di Gronchi. Quanto a Macaluso definirlo "un convinto riformista" mi pare attribuirgli un immeritato riconoscimento. Macaluso è un convinto destrorso.

Ed io sono d'accordo. Alcuni delle espressioni da me usate sono da chiarire e precisare. Per esempio, la definizione di riformista per qualificare Macaluso e i miglioristi del PCI. Andrebbe scritta tra virgolette. Non l'ho intesa nel senso con il significato classico, quello che gli dava Federico Caffè, ma nel senso che ha finito per assumere da quando di quel nome se n'è appropriato Bettino Craxi. Un senso che può riassumersi in un titolo di Umberto Eco: Il riformismo del gambero. O in una breve spiegazione di Rossana Rossanda. Dagli anni '80, riformista non designa più colui che vuole introdurre gradualmente elementi di socialismo nel capitalismo, bensì colui che vuole introdurre gradualmente elementi di liberismo nello stato sociale. Questo è da venti, trent'anni il riformismo della cosiddetta sinistra di governo.

Riguardo l'Italia degli anni '50, distinguo l'immagine statica dei fotogrammi (l'egemonia del centrismo), dallo scorrimento della pellicola (lo spostamento verso sinistra). Se non per alcuni aspetti - per esempio, La Stampa di Torino era contro i latifondisti durante le occupazioni contadine - i soggetti governanti, dalla Dc alla Fiat, non erano progressisti. E non andavano per vocazione a sinistra. Anzi, potevano essere anche violentemente anticomunisti. PCI e PSI rischiavano di essere messi fuori legge e durante la guerra di Corea, i comunisti erano additati come la lebbra della nazione. Con il ministro degli interni Scelba furono istituiti reparti della celere, per affrontare manifestazioni operaie e contadini e varie volte la repressione si risolse in un eccidio. Nel 1955, il ministero della pubblica istruzione diramò una circolare affinchè il 25 aprile fosse festeggiato come anniversario della nascita di Gugliemo Marconi. La Fiat istituiva i reparti confino, licenziava per rappresaglia, elargiva premi a chi restituiva la tessera Fiom, ciononostante incassava le proteste dell'ambasciatrice americana, stanca di rilasciare aiuti e finanziamenti, senza che la questione comunista si risolvesse nella grande fabbrica.

Ma questi conservatorismi erano una resistenza al cambiamento e alla modernizzazione del paese cominciata con il secondo dopoguerra. La sconfitta della Fiom nelle elezioni delle commissioni interne del 1955, il centrismo, il governo Tambroni, erano conservatorismi, resistenze allo spostamento a sinistra del paese, che si materializzava nel rafforzamento elettorale e organizzativo del movimento operaio. La Fiom perse le elezioni delle commissioni interne, perchè praticava una contrattazione centralizzata, era ancora fondata sugli operai di mestiere (settentrionali) e non aveva ancora acquisito la rappresentanza dei nuovi operai massa (meridionali), ma era questione di tempo. La Cgil reagì passando alla contrattazione articolata. Gli sconfitti sapevano, erano sicuri, di riprendersi la rivincita. A differenza dell'80, dopo i 35 giorni, quando gli sconfitti erano convinti che fosse finita un'epoca e fosse finita per sempre.

Il centrismo trionfa tra il 1948 e il 1953, dopo diventa "centrismo instabile", perchè la DC non è più autosufficiente nel costituirsi la maggioranza. Fallita la legge truffa si apre nella Dc il problema di aprirsi a sinistra. Anche se questo non si realizza subito e in modo lineare. Giovanni Gronchi, il nuovo presidente della repubblica, è un uomo della sinistra democristiana. Nel suo primo messaggio alla nazione si mostrò aperto sostenitore della distensione e della coesistenza pacifica e affermò essere impossibile qualsiasi progresso senza la partecipazione di quelle masse lavoratrici e di quei ceti medi che il suffragio universale che il suffragio universale ha condotto sino alle soglie dell'edificio dello stato, senza introdurle effettivamente dove viene esercitata la direzione politica. Sia Adone Zoli (1957), sia Fernando Tambroni (1960), suo uomo di fiducia, ebbero l'incarico di formare il governo con il mandato di una apertura a sinistra, anche se poi per sopravvivere dipesero invece dal voto della destra, monarchica per Zoli, missina per Tambroni. L'ingresso dell'MSI nella maggioranza e la convocazione del congresso missino a Genova, città medaglia d'oro della Resistenza, provocò proteste in molte città italiane, in particolare a Genova, Licata e Reggio Emilia, dove la polizia aprì il fuoco sui manifestanti, uccidendo cinque persone. Tambroni fu costretto a rassegnare le dimissioni e l'incarico fu poi affidato a Amintore Fanfani.

Gli anni '50 avevano in incubazione gli anni '60, a cominciare dal realizzarsi del miracolo economico. La produttività oraria aumenta in tutti i settori industriali.Tra il 1951 e il 1958, la crescita economica è del 5,5 per cento annuo. Tra il 1958 e il 1963 la crescita del PIL raggiunge il 6,3 per cento. Dal 1951 cominciano le migrazioni interregionali da sud a nord. 

Si può immaginare un andamento somigliante a quello rappresentato dalle onde lunghe della teoria di Kondratiev. Quella secondo cui c'è un alternarsi di cicli economici espansivi e recessivi che durano circa 30-40 anni. Ad ogni picco in alto o in basso succede qualcosa si traumatico, una rivoluzione, una guerra. L'ultima onda lunga espansiva è quella che va dal secondo dopoguerra al 1968-73. L'ultima onda lunga recessiva è quella che comincia con la crisi petrolifera degli anni '70 e finisce non sappiamo bene quando, forse con la crisi finanziaria globale, ma non possiamo dirlo perchè non siamo ancora entrati in una nuova fase espansiva. All'interno di questi cicli lunghi, esistono dei cicli più brevi (espansivi e recessivi). Così è nell'andamento politico e sociale. Al ciclo economico espansivo corrisponde un ciclo politico progressivo. E viceversa. Contenendo al suo interno cicli più brevi (progressivi o regressivi). Per cui si può avere il centrismo al principio della democrazia progressiva e  si può avere l'Ulivo durante il declino della democrazia.

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