Il consenso non è un'azione autonoma; non è altro che una risposta; è rispondere «sì» o «no» al desiderio di qualcun altro. [..] In un contesto di disuguaglianza, acconsentire è cedere. Nei fatti, il consenso è la sola espressione di «libertà» che sia permessa alle oppresse.
Le femministe possono rifiutare questa trappola. Noi possiamo rivendicare una sessualità autonoma, che non equivale quindi a prestare il proprio consenso all'iniziativa altrui: una sessualità fondata sul desiderio, non sul consenso. Sul desiderio.
(Binka, Consent vs Désire)

acconsentire può voler dire anche seguire un proprio desiderio. Desiderio e consenso non sono necessariamente contrapposti e il consenso non equivale a passività
insomma dare il proprio consenso nel sesso non implica affatto la rinunzia al proprio desiderio (anzi) a meno che il partner non ti punti una pistola alla tempia..ma in quel caso non è consenso per ovvie ragioni