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Xenofobia a cinque stelle

Lo Ius sanguinis (il diritto del sangue) è adatto per i paesi di emigrazione. Al fine di riconoscere la cittadinanza del paese di origine ai figli dei propri cittadini emigrati all’estero. Lo Ius soli (il diritto del suolo) è adatto per i paesi di immigrazione. Al fine di riconoscere la cittadinanza del paese di accoglienza ai figli delle persone immigrate. L’Italia si è trasformata da paese di emigrazione a paese di immigrazione. Deve perciò adattare la sua legislazione in materia di cittadinanza, assumendo anche lo Ius soli. Pena il formarsi nel paese di una situazione di apartheid che divide le persone in cittadini e non cittadini, con figli di serie A e figli di serie B.

Quanto scrive Grillo sul suo blog è impreciso. In Europa lo Ius soli esiste in Francia, Gran Bretagna, Finlandia, Grecia e Portogallo. Non è «estremamente regolamentato». In Francia ha subito una restrizione dal 1994: chi è nato in territorio francese da genitori stranieri ottiene la cittadinanza francese non più in modo automatico ma se ne fa richiesta, se è vissuto stabilmente sul territorio francese per almeno cinque anni. In Italia invece è necessario aver vissuto in modo stabile e ininterrotto per tutti i 18 anni, con una pausa non superiore ai 6 mesi. Questa norma capestro, Grillo la usa per definire lo Ius soli un «fatto già acquisito». E’ falso che in linea di diritto o di opportunità, modificare questa norma richieda un referendum. Gli esseri umani sono tutti uguali e devono avere gli stessi diritti. La maggioranza non può negare i diritti delle minoranze.

E’ grave l'opposizione di Grillo ai diritti per i nuovi italiani. Che va ad aggiungersi alla xenofobia esplicita o lantente della destra e di una parte della sinistra. La nuova ministra dell’integrazione ha dichiarato di voler conseguire l’approvazione dello Ius soli. Ha fatto seguito l’opposizione del Pdl. L’intervento del presidente del senato Pietro Grasso, che si è messo a predicare prudenza e cautela, in favore di uno Ius soli temperato, pena l’invasione del paese di tante partorienti straniere. Gli insulti fascisti di Forza Nuova contro Cecylie Kyenge.

Su questo tema, Grillo non ha paura di ammucchiarsi ad altri. Lui come altri percepisce un paese xenofobo e pensa solo ad accarezzargli il pelo. Lui come altri dà più importanza ai voti che ai diritti. Lui come altri non ha timore di essere ambiguo, opportunista e schizofrenico. Prima candida Stefano Rodotà alla presidenza della repubblica, il più insigne giurista dei diritti civili. Poi nega il diritto alla cittadinanza ai figli degli immigrati. Eppure, secondo inchieste e sondaggi, otto italiani su dieci sarebbero favorevoli allo Ius soli. La xenofobia, prima ancora che essere una pulsione del paese, è una proiezione interessata di larga parte della classe politica. Anche chi ha paura degli immigrati come realtà astratta - paura suggerita da tanti discorsi razzisti o prudenziali che provengono dai media o dalla politica - non ha paura degli immigrati in carne e ossa, suoi amici, vicini di casa, colleghi di lavoro, compagni di scuola. 

Nel rappresentarci come impauriti e ostili allo straniero, Grillo è uno zombie come i dirigenti del Pdl, della Lega e come i prudentissimi esponenti della sinistra. A partire dal deludentissimo presidente del senato. Anche lui, a fronte della concessione di un elementare diritto, a fronte della nuova realtà dell’immigrazione, ha scelto di parlare il linguaggio del pericolo e della paura, ha scelto di evocare fantasmi. Lo Ius soli puro esiste negli Stati Uniti, nel Canadà e in tutto il continente americano. Nessuno di questi paesi è stato invaso da partorienti. Ma soprattutto, nessuno dei venti ddl presentati in parlamento propongono uno Ius soli senza condizioni. Nè lo ha proposto la nuova ministra dell’integrazione.

Abbiamo un brutto quadro politico. Una destra razzista e corrotta. Una sinistra senza identità e senz’anima. Un nuovo movimento, il M5S, che, superato l’effetto novità, rischia di diventare la sintesi del peggio degli altri due. Non possiamo rassegnarci a scegliere tra questi qui.

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