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Eretica o convertita?

Screen shot di messaggi prelevati alla rinfusa da Metaforum o da profili privati di Facebook e presentati come attacchi a freddo, senza senso, fuori contesto. Talvolta bianchettati, manipolati, in modo che il contenuto sembri più grave di quello che è. Senza che siano linkati alle pagine in cui sono stati scritti, per permettere al lettore di comprenderne il significato. Il tutto eseguito da chi lamenta di essere vittima di dossieraggi e di metodi Boffo.

Il dossieraggio è la raccolta di informazioni riservate e scottanti su personaggi in vista, da usare in genere a fini di ricatto. Il metodo Boffo fu il dossieraggio contro il direttore dell'Avvenire. Io, ovviamente, non faccio dossier, faccio rassegne stampa. Uso pubblicamente rassegne di articoli e post. Tutti documenti pubblici, tratti da pagine pubbliche, blog, pubblicazioni online. Scrivo cosa penso di un dato articolo. Cito le frasi che me lo fanno pensare. Indico il link all’articolo integrale. Faccio le mie connessioni, traggo le mie conclusioni. Ma chi mi legge ha tutti gli elementi per verificare e valutare se posso avere torto o ragione. Se per distrazione o comodità espositiva salto o ometto dei riferimenti, sono poi sempre disponibile a precisarli. Se conoscete un metodo più corretto suggeritemelo. Posso sbagliare e anche prendere cantonate. Basta smentirmi e confutarmi. Sentirmi dare del sovradeterminante patriarca del terzo millennio, finora non l'ho trovato un argomento persuasivo.

Definire chi sia FikaSicula (alias Malafemmina, Michela Fervida, Antonella Parentesi, Marina Libertaria, Rossellatdg, Eretica, Laglasnost, più altre che ora dimentico) non è importante ed è impossibile, perchè non la conosco. Posso solo valutare e definire ciò che scrive e pubblica. Se è più coerente con il femminismo o con il maschilismo. Il sottotitolo del suo ultimo blog (Abbatto i muri) ha per presupposto una falsa realtà. Quella della guerra dei sessi. Che deve finire. Nel patriarcato, anche quello edulcorato del mondo occidentale, non c’è una guerra dei sessi. C’è il dominio di un sesso sull’altro. E c’è una lotta di liberazione del movimento delle donne che vuole sottrarsi a questo dominio e affermare parità di diritti e opportunità. L’idea della guerra dei sessi piace molto ai maschilisti, come tutte le idee che nel rapporto tra i sessi affermano una simmetria e negano l’asimmetria. Non c’è una guerra che deve finire. C’è un dominio, una discriminazione che devono finire.

Il fatto che io commenti negativamente o abbia pubblicato commenti negativi sui post di Eretica/FikaSicula, non significa che le neghi il diritto di pubblicare i suoi contenuti. Non lo voglio e anche volendo non ne avrei il potere. E' ovvio che lei può scrivere e pubblicare tutto quello che vuole. Quello che non può fare è sottrarsi alla critica. Cosa che, a giudicare dalle sue repliche o dai suoi attacchi, sembra essere il suo unico scopo. Non discutere, ma sottrarsi ad ogni obiezione. Azzittire chi la contraddice. Usando anche argomenti patetici e sproporzionati come quello secondo cui critiche e polemiche avrebbero effetti devastanti su di lei. Troppa ostentata fragilità per una donna che predica alle altre donne di non essere vittime.

Questo è un altro punto di dissenso. Io non credo che alle donne si possa chiedere di essere o di non essere vittime nelle dinamiche della violenza maschile. Dire che non sono vittime, significa dire che sono corresponsabili. Invece sono vittime, in quanto subiscono un abuso che non meritano e di cui non hanno responsabilità. Corresponsabilizzare le donne nella violenza che subiscono, è un’altra idea estranea al femminismo e cara ai maschilisti.

Come è cara ai maschilisti l’idea che non esista una violenza maschile, perchè questo concetto criminalizzerebbe niente di meno che il dna maschile e porterebbe a considerare la necessità di sterminare tutti i maschi. La violenza sarebbe di tutti contro tutti, agita da una generica e indefinita cultura del possesso. I maschi essendo più muscolosi, farebbero un po’ più danno. Tutto qui. Di conseguenza, il bollettino di guerra dovrebbe calcolare quasi ogni tipo di omicidio e suicidio. Il femminicidio annebbiato dentro una grande nebulosa di violenze d’ogni genere. Se questo non è negazionismo è una relativizzazione molto spinta. Non è vero che il concetto di femminicidio (donna uccisa dall’uomo che la considera di sua proprietà) sia pronunciato da chiunque. Ci sono molti articoli che gli negano validità. Si possono leggere sul Giornale, come sul Fatto Quotidiano. E guarda un po’, usano il linguaggio di Abbatto i muri, dicono che il femminicidio ormai è un brand. Come se la sua negazione invece non lo fosse. Tra i negazionisti, c’è Marcello Adriano Mazzola, un importante sostenitore dell’ultima petizione promossa da Femminismo a sud, con l'argomento che «La violenza di genere non ha sesso».

E’ vero che la divergenza tra noi comincia con il blog «Finché morte non vi separi». Non è tanto lunga da spiegare, posso farlo in sintesi. Mi basta fare un copia incolla da un mio post di allora. Si tratta di un’autonarrazione romanzata (ma presentata come storia vera) di una donna che ha subito violenza e rifiuta lo status di vittima. Il racconto ha le seguenti costanti: 1) la comprensione e l’empatia nei confronti del maschio violento (anche lui è una vittima); 2) la corresponsabilità e codipendenza della donna (lei non è una vittima, perchè è parte attiva nella dinamica, lo cerca, lo provoca, ci ritorna); 3) la delegittimazione di ogni intervento di tutela esterno alla coppia, dalla famiglia originaria, all’ospedale, ai centri antiviolenza (paternalisti e autoritari), 4) la negatività delle donne (ogni personaggio femminile è messo in cattiva luce). Molti post sono taggati nella categoria dell'autoritarismo. In uno di essi, si dice esplicitamente che i figli non devono diventare ostaggio dei parenti della vittima, la loro gestione deve rimanere ai genitori. Quindi, anche al genitore violento. Su «Finché morte non vi separi, segnalo in particolare «Il patto narrativo» ed anche un commento che il Ricciocorno ha scritto sul mio blog.

Ed è pure vero che un altro punto di divergenza sta nell’apertura al dialogo e persino alla collaborazione con i mascolinisti. Femminismo a sud ricorderà di aver contestato ai redattori degli Altri la petizione in favore della libertà di manifestare per i fascisti. Oggi viene contestato a loro o alla loro fondatrice qualcosa di simile. Secondo me, fascisti, razzisti, antisemiti, misogini, sono incompatibili con il dibattito democratico e non possono essere riconosciuti come interlocutori. Eretica/FikaSicula si paragona alla ministra Cecile Kyenge, perchè dice che anche lei vuole «abbattere i muri», ma Cecile kyenge dai razzisti viene insultata, non elogiata. Lei non viene accolta con rispetto dal Ku Klux Klan. Può essere che Eretica/Fikasicula abbia avviato le sue nuove interlocuzioni con tutte le migliori intenzioni, come quei cristiani che alla caduta dell’impero andarono incontro ai barbari invece di rinchiudersi nei monasteri. Ma quei cristiani effettivamente riuscirono a convertire i barbari, non si fecero convertire da loro. Eretica/Fikasicula sembra aver ottenuto il risultato contrario. Ai suoi tanti nickname, potrebbe ormai aggiungere anche questo: Barbara. Se non lo ha già.

L’ambizione di conciliare l’inconciliabile porta a dire ogni cosa e il suo contrario, in modo disgiunto. Giustificandosi con la complessità, perchè tanto complessità e confusione si somigliano. In questo modo si ha sempre ragione. Hai detto questo. Si, ma ho detto anche l’altro. La Pas è uno degli ambiti in cui si esercita questa ambiguità. Da un lato si nega l’esistenza di una sindrome, che ormai è stata negata anche dalla comunità scientifica. Quindi, si nega che una perizia psichiatrica possa diagnosticarla. Ma al tempo stesso si afferma l’esistenza di una alienazione genitoriale, per cui una madre avrebbe comunque il potere di lavare il cervello del figlio e metterlo contro il padre. Non una sindrome psichiatrica, ma una violenza psicologica, che può essere giudicata nei tribunali e quindi da considerare reato. Di fatto la reintroduzione del reato di plagio sui soli minori. O una interpretazione molto estensiva della circonvenzione di incapaci. Secondo me, questo significa essere pro-pas (senza la s). E’ la rilettura della pas in chiave di mobbing genitoriale. Una battaglia portata avanti dalle associazioni dei padri separati, dalle loro nuove compagne, non dalle associazioni femministe. Intanto è successo e continua a succedere che tribunali sentenzino la pas, tolgano i bambini alle madri, li rinchiudano in case famiglie, per sottoporli alla terapia della minaccia. Su questo l'ambi-pas di Abbatto i muri tace o si limita a «non gioire» quando queste sentenze vengono annullate dalla Cassazione.

Non ho mai preteso che Femminismo a sud prendesse le distanze dalla sua fondatrice o da chicchessia. Una volta ho chiesto spiegazioni su come i contenuti tendenzialmente maschilisti di Finchè morte non vi separi, potessero conciliarsi con un collettivo che si definiva femminista. Non ho ricevuto risposte. Pazienza. Quale sia stato il dibattito successivo all’interno del collettivo non posso saperlo, nè capisco perchè, se tutto poteva convivere nella «complessità» Eretica/FikaSicula abbia voluto sceneggiare la sua morte e autoesiliarsi su Abbatto i muri. Secondo me, invece di tutto questo sarebbe stato più pratico provare a dare una risposta. Curioso il desiderio di essere lasciati in pace. Al tal fine, è più opportuno scrivere diari privati che non blog ad ampia diffusione, sostenuti da decine di pagine collaterali su Facebook. Ovvio chi ha più voce e mezzi, subisca anche più contraddittorio.

Lo screen shot in cui compare Fabri Fibra è di un mio post. A parte la dubbia correttezza di prelevare e pubblicare ciò che miei amici ed io scriviamo sulla mia bacheca, il post è completamente travisato. Ovvio che cacciatrice di streghe non può essere Eretica/FikaSikula. Lei ha qualificato la protesta contro la partecipazione di Fabri Fibra al primo maggio come «caccia alle streghe». A protestare sono state anche Michela Murgia e Loredana Lipperini. Eretica/Fikasicula ha pubblicamente vantato una citazione nell’ultimo libro di Michela Murgia e Loredana Lipperini (complimenti). Ne ho ironicamente dedotto, che Eretica/FikaSicula è stata citata da due «cacciatrici di streghe». Non capisco invece quale pertinenza possa avere lo screen shot del post di Metaforum. Una mia amica mi dice di non sapere che esistesse su Facebook la pagina di Metaforum. Le rispondo che la usiamo poco e in effetti potremmo usarla di più. E’ vero. E’ allora?

Non mi pronuncio sul commento relativo alla petizione, salvo notare la contraddizione tra il volersi battere contro le censure e i tutori autoritari e poi annunciare querela per un commento in un blog. Ritengo anche che un post pubblicato sia come una carta messa sul tavolo e che una volta messa non si possano cambiare le carte in tavola, sostituendo un post con un altro, senza spiegare nulla. Il post intitolato «Querela» è stato sostituito con il post «Movimenti violenti» e il successivo post «Io non querelo» è stato sostituito con il post «Non c’è nulla da chiarire». Trovo questo modo di procedere poco serio. Così come trovo poco serio prendere l’affermazione di una persona e generalizzarla ad un intero fronte critico. Salvo diverso titolo di rappresentanza, ciascuno parla per sè.

La petizione promossa dai tre blog di Eretica, magari merita un post a sè. Sui motivi per non firmare questa petizione consiglio di leggere «Perchè io non firmerò la petizione». Io non l’ho firmata perchè ricalca la stessa filosofia di «Finché morte non vi separi». La violenza è di tutti contro tutti, rappresentata come un problema relazionale, conseguente ad una generica e indefinita «cultura del possesso», che necessità di una mediazione, dando per scontato che non sia nè efficace, nè giusto perseguire gli stalker. L’idea della mediazione mi pare coerente proprio con la «cultura del possesso». Per cui è necessario convincere il proprietario a dismettere la proprietà, poichè lo stato è impotente nel garantire protezione alla potenziale vittima. L’adesione del MFPG (le nuove compagne dei padri separati) indica bene che i contenuti della petizione sono conformi alle finalità di questa associazione e non delle associazioni femministe, che hanno promosso invece altre petizioni. No More e Ferite a morte.

In conclusione, il mio non è e non vuole essere un blog contro una persona. Citata in poco meno di una decina di post su circa 250. Io non faccio questioni personali, soprattutto non ne faccio con persone che non conosco. Faccio questioni politiche. Sono contro le ideologie e le culture di destra. Compreso il maschilismo. Sono sfavorevole al post femminismo che con il maschilismo spesso va a convergere quasi in alleanza contro il femminismo marxista e radicale. Quello nel quale io mi riconosco. Polemizzo contro chi interpreta quelle ideologie, quelle culture, senza acrimonia personale, ma senza sconti. Non ho e non voglio avere nessun potere di scomunica. Penso che il partito comunista cinese non sia comunista bensì nazionalcapitalista. Non è una scomunica, è una opinione. Penso che il PD non sia di sinistra e che in particolare non lo siano i suoi esponenti liberisti. Non è una scomunica, è una opinione. Penso che le post femministe non siano femministe. Non è una scomunica è una opinione. Penso che anche FaS e AiM non siano femministi. Se FaS lo è stata, oggi non lo è più. E’ solo la mia opinione. Non c’è motivo che Eretica ne soffra. In compenso, l'identità femminista le è riconosciuta sullo Stormfront dei misogini. Anche se le viene negata la precedenza tra i nemici da demolire. Quella tocca alle donniste. A proposito, da chi hanno imparato a dire donnismo? Chi ha proposto loro, questo nemico comune?

19 Responses to “Eretica o convertita?”

  1. Lei parte dalla premessa che viviamo in una società la cui cultura è patriarcale e maschilista, e le sue opinioni scaturiscono da questa premessa. Chi non condivide la sua premessa lo fa sulla base di osservazioni sociali solide e consegue in osservazioni diverse dalle sue. Insinuare l'associazione tra costoro e Stormfront è un attacco diretto e diffamatorio nei confronti di chi lo ha fondato come spazio quemmista trasversale alla politica, dove di conseguenza possono scrivere anche persone di destra. Ma non è uno spazio di destra e lei scrive il falso. Io sono tra i fondatori e collaboro con Fabrizio Marchi di Uomini Beta, che è una istanza qm di sinistra.


  2. Anche gli amministratori di Stormfront mi accuserebbero di diffamazione.

  3. Sono affari che non mi riguardano, mi riguarda invece il forum qm e la disinformazione che lei fa su quello e su molte altre cose che non sto qui a ribattere punto per punto. Lei è un censore. Noi sul forum qm abbiamo ospitato FS ben prima che si aprisse quel dialogo per il quale la volete crocifiggere, quindi l'abbiamo ospitata da avversaria politica e ideologica. Ci sono altri forum dove invece il dissenso di opinione viene estirpato con l'imposizione del silenzio, con la condanna a morte della libertà d'espressione. E credo che lei di questo tipo di forum ne sappia qualcosa.


  4. In linea di principio, penso che l'istigazione all'odio e alla violenza vada censurata.

    In linea di fatto, la vostra "libera espressione" posso anche mostrarla:
    http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=7570.0

  5. Io non ti chiedo di censurare niente, io al massimo ti posso chiedere di capire, come io capisco gli incazzati dell'altra parte anche l'altra parte deve fare lo stesso, sennò sono tutti inutili insulti, rivendicazioni, frasi quotate a destra e a sinistra e non si finisce mai. Io non ho tutto 'sto tempo da perdere e immagino che non ce l'hai nemmeno tu.
    Le accuse di tradimento all'interno di movimenti, rivolte a coloro che evolvono il proprio pensiero in direzioni non dogmatiche, sono una delle peggiori manifestazioni dell'intelletto, ovunque avvengano.

  6. Scusa se sono passato a darti del tu.


  7. Per chiarire meglio le cose, stai parlando con uno che è stato ipercritico nei confronti della linea di moderazione del forum qm, e che adesso vi partecipa come semplice utente, avendo abdicato a funzioni di amministrazione e moderazione. Gli attriti nascono prima della partecipazione di Eretica, e vertono sui toni dileggianti con cui si nominava l'associazione Femminismo a Sud, toni che io non condividevo, così come ancora oggi ritengo che l'epoca della provocazione sia finita e si debba passare a un formalismo maturo.
    Tuttavia, le mie critiche sono diverse dalle tue. Mentre nell'attivismo FaS io riesco a leggere una buona fede, pur con tutte le diversità di opinione che permangono, qui di buona fede non ne vedo. La tua è un'azione poweristica di apologia strutturata ed erudita del sesso-razzismo, di fronte alla quale i vari epiteti e i vaffa di sfogo scomposto che a te danno fastidio impallidiscono. In realtà a te non dà fastidio la forma bensì l'opinione di chi cerca posizioni egualitariste nel campo del dibattito di genere. La tua è politica biologica che vuole imporre una linea morale sulla matrice dei sessi, quindi una posizione che io considero oggi simbiotica all'imperialismo. Una falsa e doppiogiochista istanza di sinistra. Per questo polemizzo con quello "stormfront", non perché non condivida l'esigenza di evitare certe forme, rispetto alla quale dici il giusto, ma perché il motivo per cui muovi tale critica non è la forma bensì la sostanza.
    Allora parliamoci chiaro.

  8. Chi usa il linguaggio della violenza ed evoca la morte altrui, non è un provocatore. E' un delinquente o un irresponsabile. Anche se poi si nasconde dietro il dito della goliardia.

    La questione della similitudine tra QM e Storm Front ve la siete posta anche voi:
    http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=6634.0

    L'interesse per il biologismo, credo sia roba vostra. Io non ne tratto.

  9. Ti ripeto che io sono critico quanto e forse più di te sulla moderazione del forum qm, io ci ho combattutto da dentro e non da fuori, quindi è inutile che me lo ripeti.
    Però tu non tratti di biologismo bensì di politica biologica, che è una esemplificazione del fatto che poni la filogenetica sessuale come linea di confine tra il bene e il male, quindi come ordine morale di riferimento, dove per filogenetica s'intende ovviamente quella commistione di natura e cultura che è caratteristica dei sessi. Nessuno dei tuoi principi di giustizia sociale è mai stato riservato al genere maschile, perché secondo te non ne è degno, perché vive al di là di quel confine, nella zona del male, in quanto maschio.
    Tu non puoi parlare del dramma dei padri separati o di equità divorzile e riproduttiva, non lo puoi fare perché il padre vive al di là di quel confine, nella zona del male, in quanto padre. E per evitare problemi fai pulizia digitale cacciando dal tuo forum i non allineati.
    Adesso continua a dirmi che sul forum qm insultano, io invece continuo a dirti che anche grazie a uomini come te ci stanno centinaia di migliaia di uomini che dormono in macchina e che si suicidano, dopo aver subito una discriminazione di genere in fase di separazione, per quel motivo e non per altri, in misura quasi tripla rispetto ai femminicidi. E tu hai contribuito a condannarli perché non li hai mai difesi anzi, li hai accusati di tutti i mali della storia presente e passata. Allora se secondo te ci sono uomini che portano la responsabilità collettiva di alcuni delitti, se la vuoi mettere su questo piano, tu appartieni a un fronte opposto ed equivalente, nel gruppo di chi porta la responsabilità di altri delitti. Scegli: tutti innocenti o tutti colpevoli te compreso.

  10. «La filogenetica sessuale come linea di confine tra il bene e il male», per me non ha nessun senso. Non so da dove le tiri fuori queste cose.

    «Centinaia di migliaia di uomini che dormono in macchina e che si suicidano»?
    Non puoi aspettarti di essere preso sul serio con queste sparate.

    I padri facciano la lotta per ottenere il congedo parentale. Io li difendo.

  11. Come sarebbe a dire che non posso essere preso sul serio?

    Voi andate in giro raccontando che "ne uccide più l'amore del tumore", cioè che 120 donne uccise ogni anno è maggiore di 50 mila donne decedute per cancro, e vi dobbiamo prendere sul serio, mentre io che riporto dati Eurispes in base ai quali l'80% dei padri separati, cioè l'80% di circa 4 milioni, versa in gravi condizioni di disagio economico, non devo essere preso sul serio?

    E se scrivo che ogni anno si suicidano tra i 200 e i 300 separati sulla base di dati Eures, e che questo numero è dalle due alle tre volte più grande del numero di femminicidi, non devo essere preso sul serio? Quanto fa 200 diviso 100? Non fa 2?

    E se scrivo che proprio su questo tema c'è una condanna della Corte di Strasburgo per violazione dei diritti umani, non devo essere preso sul serio?

    E in tale contesto dovrei invece prendere sul serio te, che l'unica risposta che sai dare è sul congedo parentale, che con la separazione non c'entra niente?

    Quindi i papà, colpiti da una discriminazione, secondo te dovrebbero lottare non contro i motivi della discriminazione che subiscono bensì per una cosa completamente diversa, così, tanto per rivendicare un diritto?

    Voi dite che i femminicidi sono la punta di un iceberg. I suicidi che colpiscono i separati di sesso maschile in misura dieci volte più alta rispetto a celibi e coniugati, sono casi isolati, vero? Sotto di loro non c'è nessun iceberg, vero?

    E' questa la tua laicità, la tua equidistanza e il tuo rispetto per l'essere umano?

    Ecco, se per te non ha alcun senso parlare di *politica biologica*, bene mi riferisco esattamente alla premessa del tuo doppio standard.

  12. Se gli uomini rivendicassero il sostegno alla paternità fin da principio, sarebbero più credibili al momento della separazione in caso di conflitto.

  13. Massimo la questione è complessa, non c'è responsabilità se non c'è scelta. Il diritto riproduttivo maschile non c'è, manca, sta fermo all'ottocento con l'aggiunta del test dna per incastrarti. Non c'è equivalenza di autodeterminazione genitoriale. Se ci fosse quella, che poi in fondo è dignità, allora il discorso del congedo assumerebbe una diversa valenza. Adesso è un'obbligo appoggiato su una discriminazione.

  14. "un obbligo" senza apostrofo.

  15. Il diritto riproduttivo maschile è un semplice diritto di coito e nulla più. Dopo il coito non ci sono strumenti di autodeterminazione e si è in balia di scelte altrui. Un ragazzo che non si senta pronto a essere padre, contrariamente a una ragazza, non ha per la legge alcuno strumento. Dopo il preservativo il nulla.

  16. Rispondere a un ragazzo che non vuole il figlio: "Dovevi usare il preservativo adesso è tardi", equivale a rispondere a una ragazza che vuole abortire: "Dovevi usare la pillola adesso è tardi". La questione qui non è pro o contro aborto, bensì di uniformità di diritto pre e post coito. Se non c'è autodeterminazione post coito, in base al principio di pari opportunità non deve esserci per entrambi. Questo impatta sull'appellarsi al senso di responsabilità, perché la responsabilità compare per definizione solo all'interno di una possibilità di scelta, tale per cui, di fronte a Massimo che ha meno scelta di Laura, Massimo deve avere anche meno responsabilità, quindi zero responsabilità se la sua scelta equivale a zero. Ora senza estremizzare, il padre non può certo pretendere zero responsabilità, ma nemmeno essere deprivato di quella parità di diritto civile che è il fulcro dell'egualitarismo.
    Se questa parità esistesse allora il congedo parentale obbligatorio per madre e padre sarebbe secondo me giusto.



  17. Non ho capito bene cosa intendi dire. Di quale parità parli e come pensi di realizzarla. Mi pare evidente che di fronte ad un nascituro uomini e donne non possono essere totalmente uguali, perchè la gravidanza è delle donne.

  18. E dici giusto, anche secondo me, ma allora la cosa si complica. Io credo che l'attuale forbice nel diritto riproduttivo post coito, che è zero diritto per il padre e totalità di scelta per la madre, sia sproporzionata rispetto alla forbice dello stato di natura, che vede padre e madre coinvolti "nel corpo" in modo diverso, però anche il figlio condividere il proprio dna al 50% con entrambi. Affrontare questi temi è delicato perché si entra facilmente nella polemica sull'aborto che non corrisponde a ciò che invece io intendo dire. Consideriamo l'aborto come uno strumento di autodeterminazione post coito, diciamo che quel diritto esclusivo della madre ha una corrispondenza con il suo legame biologico col figlio, per natura. Ma tu sai anche che la madre ha la possibilità di portare a termine la gravidanza e disconoscere il figlio grazie alla cosiddetta "madre segreta".
    La madre può, dopo il coito: assumere la pillola del giorno dopo; abortire; disconoscere il figlio dopo la nascita.
    Il padre può, dopo il coito: nulla.
    Mi chiedo, pur riconoscendo le differenze di natura, se questa radicale diversità di diritto sia rispondente al principio di eguaglianza. Qual è il driver? La natura o la cultura?
    Se è la natura. Cosa ha a che fare l'aborto con la natura?
    E le banche del seme, la partenogenesi, la genitorialità omosessuale, omologa, tra due esseri che "per natura" non potrebbero riprodursi?
    Attenzione non mi fraintendere: non sto chiedendo retrocessioni bensì coerenza. Ciò che conta oggi, nella civiltà della tecnica, è la cultura, quindi secondo me è sbagliato negare al padre diritti post coito in ragione di natura.
    Come farlo? Cerchiamolo insieme, non è facile, non ho nessuna ricetta in tasca. La mia sola ricetta è quella dell'egualitarismo. Non mi piace l'egualitarismo a metà, la strumentalizzazione di questo nobile principio. Difficile da realizzare? Non importa. Anche la libertà è sempre stata difficile da realizzare.


  19. A me vengono in mente due soluzioni: parità economica tra i sessi e educazione sessuale per i giovani.

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