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Precisazioni e smentite personal politiche

I motivi per cui scrivo e pubblico i miei scritti sono legati al fatto che da quando esiste Internet, si sono diffusi i forum, i blog e i socialnetwork, che hanno permesso anche alle persone comuni, non professioniste della comunicazione, di scrivere e pubblicare i loro testi interagendo con altri. Se ciò costituisca un vantaggio o uno svantaggio ho provato a dirlo qui.

I motivi per cui scrivo spesso su questioni di genere li ho raccontati in questo post. Non ne ho altri. I motivi per cui scrivo non sono legati ad alcun progetto professionale: non voglio diventare giornalista, non voglio scrivere libri.

Non credo in nessun determinismo genetico o biologico. Per me le relazioni umane sono cultura e la cultura può sempre cambiare. Il comportamento può cambiare anche la biologia.

Sono un uomo che simpatizza per il movimento delle donne. Nel farlo mi sento del tutto normale e perfettamente a mio agio. Nè particolare, nè diverso. Sono come qualsiasi altro uomo civile e non sento il bisogno di giustificarmi. A doversi giustificare sono semmai gli indifferenti e i misogini.

Preferisco non attribuirmi definizioni. Ricevo volentieri come fossero complimenti tutte le definizioni della sinistra. La definizione alla quale mi sento più legato è quella che ho maturato da ragazzo e mi ha portato ad aderire al partito comunista. Con ciò intendendo aderire a tutti i movimenti di liberazione. L'operaismo, l'anticolonialismo, il pacifismo, l'ambientalismo, il femminismo, l'antirazzismo. Per l'affermazione dei diritti civili del liberalismo. Dei diritti politici della democrazia. Dei diritti sociali del socialismo. L'insieme di questi tre diritti ho inteso come comunismo. So che non vale per tutti, ma per me vale così.

Sono contrario alle leggi liberticide e repressive. Non considero liberticida o repressivo, l'adeguato perseguimento dei reati e il mettere nelle condizioni di non nuocere le persone socialmente pericolose, secondo il principio della responsabilità individuale.

Riconosco il pluralismo politico e il pluralismo di ogni area politica o culturale. Fino ad un certo punto. Riconosco il pluralismo della sinistra, ma non fino al punto da ammettervi i liberisti. Riconosco il pluralismo della democrazia, ma non fino al punto da ammettervi i fascisti. Riconosco il pluralismo dell'antirazzismo, ma non fino al punto da ammettervi i razzisti. Riconosco il pluralismo del femminismo, ma non fino al punto da ammettervi i maschilisti.

Per stare alle discussioni di questi giorni, non è vero che io «scomunico» chi sostiene il postporno o la regolamentazione della prostituzione. Dissento, ma riconosco la presenza e la legittimità di queste posizioni nell'ambito del femminismo. Ritengo che invece chi va a braccetto (o a prendere il té) con maschilisti, mascolinisti, misogini e cosiddetti «padri separati» si scomunichi da solo (o da sola).

Per dieci anni ho gestito un forum generalista che conteneva un po' di tutto. Anche un'area community. Un archivio di dieci anni a cielo aperto. Vi ho scritto oltre 30 mila post. Alcuni ponderati, altri immediati. Alcuni seri, altri ironici. Ho scritto sicuramente tante sciocchezze. Chiunque può andare a cercarle, ripescarle e rinfacciarmele, per provare a squalificarmi. Ci ha provato oggi Fasse.

In questi ultimi anni non sono cambiato. Ho solo radicalizzato le mie posizioni. Prima mi succedeva di fare la parodia del maschilista. Poi ho smesso di farla. Perchè mi sono reso conto che si tratta di un umorismo molto ambiguo. Perchè gli stessi maschilisti sdoganano i loro umori e pensieri attraverso l'ironia. Diventa molto confuso fare la parodia del burlesque. Come nel caso del sondaggio ripescato da Fasse su indirizzo di Reduan alias Jaspar. Lo stesso che in fondo al topic del sondaggio scrive: «io penso che, vista la risposta di Rod, questo 3d starebbe meglio nella sezione mondo all'incontrario».

5 Responses to “Precisazioni e smentite personal politiche”

  1. Sei disposto quando capita a dialogare almeno qui, o scomunichi anche me? No perché nel caso tolgo il disturbo, non mi va di essere un peso. Me lo puoi dire in tutta tranquillità, non mi offende. Se ti interessa confrontare quello che scrivi in contraddittorio bene, ma se ti dà fastidio allora è meglio evitare, anche perché questo è il tuo blog.


  2. Le mie scomuniche consistono nel dire che «chi mangia carne non è vegetariano». Poi, con i carnivori si può parlare? Di che cosa? Per dialogare bisogna avere opinioni diverse, ma anche valori comuni e una percezione comune della realtà, almeno sulle questioni fondamentali. Se no il dialogo è tra sordi. Finora non ho impedito a nessuno di scrivere sul blog. Peraltro i post vengono commentati anche attraverso le condivisioni su Facebook. Al momento l'invio dei commenti è pure senza filtro. Sul blog ci sono già commenti «censurabili». Li tengo come fossero documenti, finchè non cambio idea. Finora tu ti sei espresso in modo civile, anche se provieni da un ambiente incivile. Però, dato che conosci i miei principi, domando: di cosa vuoi dialogare con me? Se qui si presentasse qualcuno il quale sostenesse che i neri dominano i bianchi fino a schiavizzarli e che dobbiamo liberare i bianchi dalla schiavitù, io non saprei come dialogare.

  3. Ma tra due posizioni manichee, i bianchi che dominano i neri e i neri che dominano i bianchi, c'è spazio secondo te, e c'è opportunità, di capire come evolvono le cose da laici, da osservatori non sentimentalmente schierati da una parte o dall'altra? Il senso del dialogare con me può essere una scambio di informazioni, una voce contraddittoria, che dovrebbe arricchire le tue conoscenze e non impoverirle. In condizioni di scontro ideologico forte, come avviene oggi tra neofemminismo e quemmismo, anche argomenti fondati possono perdersi nel fango di linguaggi estremizzati, e una delle mie battaglie è lottare contro questa deriva, cercare di spostare sempre l'attenzione sui contenuti invece di perdere tempo dietro ai flame.

  4. Poi per chiarire la mia posizione, io non sento di *provenire* dal forum qm. Ho contribuito alla sua fondazione e quando sono entrato in conflitto ne sono uscito. La mia formazione e il mio attivismo in questo campo, è antecedente.

  5. Io non direi mai che "i bianchi dominano i neri", e riconosco i delitti compiuti nella storia. Quello che dico va oltre. E' osservazione di ciò che avviene nel presente per evitare che gli stessi errori si ripetano a parti invertite, e l'umano purtroppo ha una forte attitudine a ripetere sempre gli stessi sbagli. Questo tipo di critica è facilmente equivocabile, è facile incappare in qualcuno che insinua: "Tu dici così ma in realtà pensi cosà ...". Bene, io credo di avere il diritto, come tutti, di essere giudicato per ciò che dico e non per ciò che "probabilmente" penso. Lo stesso diritto che riconosco ai miei avversari. Sempre.
    Non ti annoio, quando capita scrivo qualcosa. Ciao.

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