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Lettera aperta a un cliente «per bene»



di Free Irish Woman


Se ti piace il sesso, questa lettera non è per te. Se ti piacciono le donne, questa lettera non è per te. Se hai in qualche modo unito queste due cose e hai stabilito che esse ti diano il diritto di comprare  ciò che ti piace, questa lettera è per te.
Se sei un bastardo misogino, che si eccita facendo del male alle donne, questa lettera non è per te. A parte il fatto che qui non c'è nulla che possa essere approvato, non vorrei sprecare per te la mia fottuta abilità di scrivere.
Se sei un uomo che compra sesso e pensa di essere impegnato in una transazione reciprocamente vantaggiosa, che non causa danni, io sto parlando con te.
Ho incontrato molti di voi. Proprio tanti. Troppi. E mi  avete sempre stupita. Mi sono sempre chiesta come potevate giustificarvi con voi stessi. Come potevate dire a voi stessi - e crederci - che io fossi felice di avere dita, peni e lingue di estranei infilate nelle mie parti intime? Come avete fatto a convincervi che io fossi felice di ciò che neppure nei peggiori incubi augurerei alle vostre figlie? Mi sono chiesta, soprattutto, come avete potuto guardarmi e non vedermi.
Lascia che ti dica chi sei: tu sei il cliente "per bene". Tu sei l'uomo che sorride con la donna che sta comprando. Tu sei l'uomo che le accarezza i capelli. Le domanda come è stata la sua giornata. Come si sente. Perché sta facendo questo. Hai mai pensato di chiederlo a te stesso?
Tu sei il cliente "per bene". Se vedi un livido sul suo corpo, le chiedi se sta bene. C'è qualcuno che la maltratta? Sì, molti uomini. Vai in bagno. Ne troverai uno [davanti allo specchio ] del lavandino.
La verità, da cui fuggi inorridito, è che tu sei proprio simile a uno stupratore gentile. Il tuo atteggiamento e il tuo comportamento non rendono meno grave ciò che fai. Il danno che stai provocando è incalcolabile, ma tu dici a te stesso che non stai facendo nulla di male qui e usi i sorrisi delle donne che compri come una sorta di moneta corrente; essi ti permettono di comprare le balle che ti racconti. Vorrei distinguere; ho donato molte volte quella moneta, abbiamo dato entrambi monete, in modo diverso,  io e te.
Sei venuto qui perché volevi spendere ciò che hai dovuto spendere, il tuo potere, che significa anche  il tuo denaro; e mi hai guardato e mi hai toccato e mi hai scopato e poi mi hai pagato. Questa era sempre la cosa peggiore. Voglio che tu lo sappia. Questa era sempre la cosa peggiore.
Non volevo essere pagata da te. Non volevo essere abbracciata. Non ti volevo accanto a me, tanto meno dentro di me. Le tue braccia che mi avvolgevano mi facevano venir voglia di vomitare, più di quanto facesse il tuo pene. Ho rimosso questa cosa; era troppo orribile. Ogni momento con te era una menzogna, e ho odiato ogni secondo di ciò [che facevamo]. E tu hai comprato quella menzogna; credimi: era una menzogna ciò che compravi. Lo so, perché l'ho venduta.
In Costa Rica si dice: "Chi è più colpevole, colui che commette un peccato per pagare o colui che paga per peccare?" Queste parole sono tratte da un libro su uomini come te: "The Johns" di Victor Malarek. Riesci a scorgere la verità di queste parole?
Puoi farlo, ma non vuoi prenderne atto. Non vuoi affrontare la realtà. Non è conforme alla tua percezione di quel che fai. Non è conforme alla tua percezione di quel che sei. Ma io so chi sei.
Io posso vederti ora. Tu sei il cliente "per bene". Tieni le mani sulle orecchie. Tu sei il cliente "per bene". E non vuoi sentire.

(Traduzione di Maria Rossi)

5 Responses to “Lettera aperta a un cliente «per bene»”

  1. Se sei una escort che ha un cuore questa risposta non è per te. Se sei una escort che ha una sensibilità e sa distinguere l'amore dal sesso questa lettera non è per te. Se sei una escort che ha deciso di vendere il proprio corpo in cambio di vantaggi economici e di farsi abbracciare da uomini i quali ti fanno soltanto vomitare, questa risposta è per te.

    Tu sei l'escort per bene, colei che sorride all'uomo che ti sta comprando. Tu sei la donna alla quale piace farsi accarezzare i capelli da colui che crede di potersi comprare la tua intimità. Il tuo atteggiamento è squallido ed un insulto a tutte le donne che hanno dei valori.

    In Italia si dice: Chi è causa del suo male, pianga se stesso. Ti sei lasciata usare da uomini ai quali non importava nulla di te e hai messo da parte la tua dignità di donna per cadere nelle braccia di chi ti ha comprato per pochi soldi. Questo è amore? No.

    Ora smetti di prostituirti e abbandona questa vita e cercati l'amore giusto e non badare ai soldi. Non giustificarti dicendo che hai scelto questa vita per necessitè economica, perché la tua dignità vale molto di più di quello che tu creda.

    Un Anonimo.

  2. L'equivalenza non è corretta.
    La lettera distingue tra uomini clienti e non clienti.
    Il commento distingue tra escort e non si capisce perchè: una escort "che ha cuore ed è sensibile" si vende comunque per denaro.
    Al limite si può distinguere chi si vende da chi è venduta. Ma non certo per giudicarne la dignità. La dignità delle escort non la decidono gli uomini (meno che mai i clienti), che anzi farebbero bene a preoccuparsi della propria dignità. Nessuno ha titolo di giudicare, perchè una escort che si vende non fa del male a nessuno. La sua scelta sono affari suoi. Al contrario, l'autrice della lettera ha tutto il diritto di giudicare quegli uomini clienti che hanno infierito su di lei.

  3. L'escort o l'autrice non ha il diritto di giudicare i clienti perché è stata una scelta sua vendersi alle persone per denaro. Ha fatto questa scelta e ne paga lei le conseguenze.

    Così come i clienti o gli uomini non possono decidere la dignità di queste escort così anche questa autrice o accompagnatrice farebbe bene a preoccuparsi della la propria dignità. Lei ha fatto la sua scelta e il male ovviamente non lo causerà a nessuno ma lo fa a se stessa.

    Riguardo l'ultima frase che hai scritto sono d'accordo in parte: L'autrice può giudicare quegli uomini clienti senza scrupoli che potrebbero infierito su di Lei ma non quella parte di clienti che possono essere persone per bene e che per motivi logistici si rivolgono alle escort per sopperire ai loro bisogni d'amore, bisogni d'affetto e via dicendo.

    Non tutti i clienti cercano solo del sesso in una escort anzi molte delle volte quelli non sposati cercano di instaurare un legale sentimentale con l'accompagnatrice perché magari si sentono soli o incompresi.

    L'autrice NON ha il diritto di giudicare i clienti per bene e ne tantomeno disprezzarli.


  4. Non esistono clienti «per bene». Al limite esistono ipocriti o irresponsabili.

    Se la prostituzione fosse una libera scelta, i primi a prostituirsi sarebbero gli uomini.

  5. Io tutto sommato mi trovo d'accordo con Mario perché solitamente le persone che si rivolgono alle escort o alle accompagnatrici sono persone che si sentono sole e hanno bisogno d'affetto, quindi non cercano solo un avventura erotica.

    Quindi se l'autrice ha scelto di prostituirsi per libera scelta farebbe bene ad accettare tutti i compromessi del mestiere senza mettersi a giudicare i clienti che come dice giustamente Massimo farebbero bene a pensare a loro stessi ma le prime persone a pensare alla propria dignità sarebbero queste "escort" come in questo caso l'autrice.

    Leggendo la vostra discussione ho visto che Massimo diceva che l'escort ha il diritto di giudicare i clienti e Mario diceva che i clienti hanno il diritto di giudicare le escort con cui vanno. La mia risposta è che NESSUNO può giudicare una persona se non la si conosce realmente per quella che è.



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