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Cavalli di battaglia antifemministi

Questo è almeno il secondo messaggio in cui vengono minacciati (libertari e antiautoritari?) tribunali in cui si andra’ a finire se ci si dimostrera’ ostinati nel voler esprimere le proprie opinioni liberamente, spingendosi fino ad osare criticare nientepopodimeno contenuti pubblici quindi scritti per essere letti. 

Ma che si scriva un diarietto segreto e lo lucchetti.

Mi perdonerete ma non intendo censurarmi sotto la minaccia più o meno velata di essere portata in tribunale. Non accetto intimidazioni: io leggo delle cose, che peraltro mi riguardano (perchè il femminismo mi riguarda direttamente due volte, come essere umano e anche come donna) e pretendo di esprimere liberamente il mio pensiero su ciò che leggo. Lo pretendo talmente che lo faccio e continuerò a farlo.

Abbatto i muri assegna patentini e delegittima i femminismi che non sono il suo, riducendoli a donnismi e uterismi antifemministi o a femminismi autoritari. La sua è critica, le critiche ai contenuti da lei espressi sono invece persecuzioni, roghi, tragedie e dolori: questo è un altro modo per censurare e intidimidire, insomma per ridurre al silenzio. È inaccettabile.

E io non lo accetto.

Non sono un collettivo, non sono una scrittrice, non sono una persona che fa cultura, non ho potenti mezzi per divulgare il mio pensiero, non ho neanche un blog, non ho tra le mie conoscenze importanti nomi da spendere ma sono ugualmente libera di esprimere il mio pensiero, quindi di criticare anche aspramente i contenuti di chiunque. 

Ne ho il diritto e me lo prendo.

È direi comico dover rispondere all’ennesimo articolo in cui si intima di smettere di esprimere la propria opinione, pena una querela, il tutto condito da insulti sparsi (anche e soprattutto al signor Massimo Lizzi) dopo ben due post dedicati alla Boldrini, accusata di autoritarismo, di essere vulnerabile e di rivolgersi ai tutori, incapace di gestire da sola quelli che, diciamolo chiaramente, sono semplicemente reati.

Non opinioni. 

Reati.

E questo solo per avere richiamato l’attenzione sul sessismo e la misoginia che, come nel reale, anche nel virtuale ha proporzioni allarmanti.

E anche in questi post, ritorna uno dei temi cari ad Abbatto i muri:

“Tanta solidarietà ma non in mio nome, Boldrini. Non in mio nome a chiunque altr@. Perché non sono così vulnerabile. Non sono una bambina. Non ho bisogno di tutori che governino la mia capacità di bannare il cretino che mi insulta. Perché mi so difendere. Perché piuttosto seguo un corso accelerato di alfabetizzazione informatica, che è quel che manca a troppe persone, per avere la capacità di agire il mio problema in altro modo.”

E ancora:

“Sono io che ho detto che non bisogna tacere, che bisogna agire la cultura e ribaltarla. Agire, produrre autodifesa, non rivolgersi ai tutori nascosti dietro il tasto “segnala” o a quelli di cui ti lamenti perché il bruto ha detto “troia” e fanno una legge speciale per spegnere anche chi dice “chiamami troia” perché magari si eccita così.”

E guarda un po’, in barba alle minacce di denuncia, è uno dei temi a cui mi dedicherò ogni volta che potrò. Magari proprio prossimamente.

Non saprei come dirlo più elegantemente ma chi se ne frega se Abbatto i muri sa menare le mani o ha lo stomaco di prendere un tè con chiunque o nella vita ha avuto gran botte di fortuna? La legge tutela i diritti e l’incolumita’ di tutti i cittadini (cosa che non ha naturalmente nulla a che fare con la vendetta, spesso evocata) non vedo perchè non dovrebbe occuparsi anche di quelli delle donne. Dobbiamo dimostrare di essere più maschie dei maschi per non essere considerate fragili bambine? 

Ma figuriamoci! Secondo me, anche noi e non solo gli uomini, siamo abbastanza cresciutelle, per avere superato la fase del chi va dalla maestra è una femminuccia.

Perché non facciamo fatica a censurare il razzismo ma arrivati a sessismo e misoginia, alle donne è richiesto di dimostrare di farcela da sole, perché da brave maschiacce sanno menare le mani?

Quando abbatto i muri censura insulti razzisti sta sovradeterminando la ministra? Le fa da tutore? La considera incapace di difendersi? La rappresenta come debole? Le danneggia l’immagine? 

Mistero.

(...)

Cercherò di essere breve, non ho il tempo di essere più approfondita ma tengo a dire alcune cose.

Ci sono alcune argomentazioni ricorrenti su Abbatto i muri a cui, nonostante le minacce di essere trascinata in tribunale, intendo dedicarmi ogni volta che potrò. Intendiamoci, non è che siano inedite argomentazioni la cui origine è imputabile a lei, di questo ne sono convinta. Si tratta dei cavalli di battaglia del fronte antifemminista, pro/pas e di misogini vari, certo però trovo particolarmente insidioso che a divulgarli sia chi si definisce femminista perchè genera una grande e, a mio parere, pericolosa confusione. 

- Colpevolizzazione delle vittime vs vittimizzazione: le vittime di violenza sono co-responsabili della violenza che subiscono, il blog Finchè morte non vi separi ne era l’evviva

- La violenza di genere viene ricacciata nel privato: ogni aiuto a cui una donna vittima di violenza può ricorrere perché ne ha diritto viene demonizzato e ridotto a tutore sovradeterminante. Perfino i centri antiviolenza, tra un colpo al cerchio e uno alla botte, sono messi in discussione.

- Trasformazione di quello che è un reato in un problema psicologico del povero carnefice, in realta’ vittima di una cultura del possesso veicolata anche e soprattutto dalle donne e vessato dalle femministe (praticamente tutte tranne Abbatto i muri e FaS). Il poveretto va consegnato ad una rete sociale e familiare (?!) che se ne deve prendere cura. 

Curiosamente quando è la donna vittima del carnefice a cercarla, quella stessa rete e famiglia diviene il lungo braccio del patriarcato: sole, le donne devono stare sole con il loro aguzzino. 

Il diritto alla propria incolumita’ che deve essere garantita dallo stato attraverso le sue istituzioni, per le donne vittime di violenza significa patologizzarle, sovradeterminarle e gia’ che ci siamo anche santificarle.

Il carnefice, cioè il delinquente che si macchia di un crimine violento (perchè di questo stiamo parlando) va invece assistito, in strutture anche sanitarie e sottoposto a una terapia, povero cucciolo. 

Sarebbe perfino auspicabile che un violento e uno stalker faccia con la vittima dei suoi reati un percorso per giunere serenamente ad una separazione, sia mai gli venisse in mente di uccidere la sua ex. E naturalmente va assistito anche economicamente. Perchè si sa, è la classe che fa l'uomo violento!

- Ed infatti, uno degli altri cavalli di battaglia è fare della violenza sulle donne una questione più ancora che culturale, economica. E così si fa controcultura: se uno è in difficolta’ economica, ci sta che sfoghi la sua rabbia e frustrazione sulla donna che ha vicino o la prima che capita a tiro. Che dianime! 

Eppure sentiamo giornalmente di liberi professionisti, laureati e benestanti ce massacrano le ex e le compagne. Ma no, meglio tracciare un profilo classista dello stalker e del femminicida. L'uomo violento è un povero!

A questo punto poi non vedo perchè arrestare la gente che ruba o che commette omicidi. Facciamoli curare, affidiamoli a una rete sociale e familiare, diamogli una casa e un reddito minimo.

Perchè il femminismo autoritario, il donnismo antifemminista con 'sta storia del femminicidio vuol fare delle donne delle vittime più vittime delle altre. Santifica le donne per farne delle vittime (che mica sono vittime perchè peste o morte ammazzate, eh!). E allora il femminismo che abbatte i muri che fa? Fa del carnefice, cioè di un criminale, un povero martire vittima delle donne (soprattutto le ex mogli, proprio una brutta razza), delle femministe che vogliono sterminare gli uomini e dell'ingiustizia sociale. 

Un bel sunto si trova qui.


(Kalandar - Metaforum.it)

3 Responses to “Cavalli di battaglia antifemministi”

  1. Leggo questo autentico delirio, e ovviamente sperando che sia uno scherzo, posso bene copiare ed incollare qui quanto scritto in un altro forum. Ovviamente lo faccio perche`sono uno sporco maschio picchiatore, come tutti i maschi (tranne Lizzi, che evidentemente e`evoluto). Qualora non lo sapeste, per loro bieca natura tutti gli uomini sono delle bestie capaci al massimo di imparare (poco e male) a leggere e scrivere, bravi solo a massacrare di botte mogli, figlie (se picchiano i figli maschi chi se ne frega), amiche, amanti, e a schiavizzarle appena possono, cioe`sempre, perche`ovviamente in una societa`maschilistissima come "questa tutti gli uomini sono onnipotenti. buona lettura...e scusate gli errori, ovviamente un maschio e`bravo solo a mena`, mica a scrive. Aho!
    " Questo commento non sara`pubblicato. Ma io ci provo. Il qui presente articolo (...), e` la solita cosa. Solito piagnisteo femminista. Irricevibile. I maschi sono tutti violenti. I maschi sono perversi. Colpiscono uccidono stuprano massacrano puffonghe`. Ma delle prevaricazioni femminili a vittima maschile non si parla. Un criminale picchia la moglie? Titoli a nove colonne, speciali, programmazione per giorni, talk show. Una emerita strega getta i figli dal balcone? Poverina, e`depressa. Colpra dei maschi. E ovviamente io che scrivo queste cose sono un negazionista. Ovvio. Banale. Scontato. Indecente. Decenni di infanzia passati come un inferno, angariato, come milioni di bambini maschi in occidente, da parenti femmina odiosi e sedicenti educatrici violente, mi hanno insegnato quale e`la verita`. Botte, umiliazioni, vessazioni. Ma ovviamente esiste solo il padre che stupra la figlia. Certo: lui ha il pene, una donna stuprare non puo`. La madre che palpeggia o massacra di botte il figlioletto maschio non lo sta stuprando. Certo, come no. Quello stesso bambino poi cresce e deve sentire certe bestemmie su Micromega e milioni di altri sberleffi di propaganda che sentenziano: la violenza e`solo maschile. E se lo neghi...sei un negazionista. Certo. Se io dico che gli israeliani massacrano i palestinesi sto negando l`Olocausto: ma e`ovvio! Come si puo` affermare il contrario...e non si puo`negare che io sia un negazionista! Ovviamente, poi, lo sconcerto e`totale quando constati che fila di donne hanno quegli unici uomini, i padroni del vapore, che unici e soli meriterebbero la effettiva patente di oppressori. Assieme alle loro figlie, compagne e sorelle, viziate e opprimenti come loro, altrettanto pasciute e ripugnanti. No, per loro, per i Briatore vari, il piu` delle volte e`bello dimenticare chi e cosa sono. I negazionisti sono solo degli sfigati, dei misogini, dei frustrati. Dei negazionisti. Negazionisti che hanno sconfitto la morte come e meglio di Cristo, probabilmente, se e`vero che un caposaldo del femminismo e`che ne uccide piu`l`amore che il tumore. Meraviglioso. Io mi spingerei oltre, ragazze: Io arriverei ad affermare ben altro: le donne non muoiono di tumore, incidenti stradali o malattie cardiovascolari. La mano assassina dello sporco maschio padrone e` la unica causa di morte delle donne. (...segue)

  2. (...prosegue da sopra) Cosi` un giorno noi perversi negazionisti, che non abbiamo mai subito nulla da una donna, che non abbiamo mai dovuto rovinarci per pagare gli alimenti a nessuno, potremo dire: Abbiamo sconfitto il cancro. Accidenti. Se non fossimo degli oppressori biechi e feroci bisognerebbe quasi farci un monumento."
    A questo mio commento (che ho riveduto prima di copiarlo e appiccicarlo qui) aggiungo che so bene che non mi varra`la simpatia della genia che ha postato la solita lagna unilaterale qua sopra. E che so bene che chi ha postato questa roba qua sopra sparera`, o almeno pensera`, le solite fanfaluche: e questo e`misogino, e`frustrato, e`un gay, e`represso, e`negazionista (gia`detto),, vuole solo avere mano libera per menare le donne, ed e`uno che non accetta la liberta`delle donne, bla bla bla e coccode`. Sappiate sorprendermi, sempre che mi pubblichiate: ve ne prego. Ora, a tutto quanto scritto vorrei solo aggiungere una postilla. A chi scrive la donna malmenata e rinchiusa non piace. Non e`l`obiettivo della mia esistenza e lo considero un obbrobbrio incivile...se mai e`esistito. Si`, se mai e`esistito, giacche`orribile a dirsi, e mi odierete e mi deriderete ma io lo affermo lo stesso, a me risulta che in ogni contesto in cui la media delle donne era ed e`rinchiusa e oppressa non mi risulta gli uomini in quanto maschi si godano la vita. Sicuramente un operaio dell`800 ogni tanto tornando a casa prendeva a calci la moglie, certo. Peccato che la vita che faceva lei fosse certamente migliore di quella che faceva lui. Come diceva altrove qualcuno, io preferirei di gran lunga, potendo sciegliere, essere la moglie dell`operaio ottocentesco e NON l`operaio, neanche se mio marito fosse King Kong. Ma cosa parlo a fare, ahime`. Io sono un maschio e in quanto tale oppressore sempre e comunque, quindi mi merito qualunque cosa mi accada, purche`brutta. Ora e nel passato. E nel futuro. I
    n un contesto come quello odierno risulta oramai palese che il disegno femminista, sia esso del femminismo delle uguaglianze o delle differenze, NON sia alcuna emancipazione femminile. Questo continuo piagnisteo femminista, doviziosamente servito da quei valorosi e nobili cavalieri medievali che servono le donne tout court,come chi pubblica certe cose ( Eh, Lizzi?) ha la funzione di colpevolizzare il maschio umano in quanto tale, indi castrarlo e renderlo inetto, buono tuttalpiu` a morire in miniera, in fabbrica, in trincea per servire il genere femminile. Fino ad arrivare al completo asservimento del maschio in quanto tale. E il padronato, che ovviamente, maschile o femminile che sia, raramente viene attaccato dal femminista medio...e meno ancora dallA femministA mediA. E morire come le mosche nella storia e`sempre stato il piu`grande e il migliore dei privilegi maschili, specie al lavoro;cosa lo dico a fare. Oh, ovviamente sia chiaro: se scrivo queste cose, ribadisco, e`perche`sono un bieco negazionista oppressore delle donne, figuriamoci. Complimenti, ragazze. Avete capito tutto.

  3. Uno parla del razzismo e l'altro si mette a dileggiare su quanto sono cattivi i bianchi. Vabbè, è il vittimismo dei dominatori in crisi di dominazione. Per il resto quello che hai scritto c'entra poco con il post che volevi commentare. Piuttosto parliamo del tuo nick. Ostentare sgradevolezza è una esplicita mancanza di rispetto verso gli altri. Scegliti un altro nome per favore.

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