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Sfruttatori che si spacciano per sex workers

Sfruttatori della prostituzione che si spacciano per militanti sex workers e conflitto di interessi

di Stella Marr - (traduzione di Maria Rossi)

Ho scritto questo articolo sul problema diffuso (solitamente taciuto) delle donne e degli uomini sfruttatori della prostituzione che si spacciano per militanti sex workers per il Survivors' View Blog [1]:

Beh, la gente pensa che il termine " organizzazioni /unioni di militanti sex workers" significhi che esse parlano a nome delle donne che si prostituiscono. Si sbaglia. Un numero impressionante di organizzazioni di sex workers è stato fondato da donne e uomini che hanno ammesso di essere prosseneti o madame o sono stati condannati per sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione. Queste persone si definiscono lavoratori del sesso, ma è un trucco. Si tratta di un inaccettabile conflitto di interessi. A queste organizzazioni e ai loro soci ed affiliati non può essere permesso di parlare a nome delle donne che si prostituiscono e di raccogliere fondi per loro conto. Qualsiasi organizzazione non governativa, università, college od organizzazione no-profit che assume impegni nei confronti di queste organizzazioni che includono sfruttatori della prostituzione e con le loro affiliate collabora a questa mistificazione. Sono sicura che ci siano persone ben intenzionate che cercano ciò che vi è di buono all'interno di questi gruppi. Ma con prosseneti come fondatori e leader, questi gruppi, per lo più, sostengono predatori che traggono profitto dallo sfruttamento della prostituzione; raramente essi aiutano le donne che si prostituiscono.

Un magnaccia è qualcuno che fa soldi sfruttando la prostituzione altrui. Una "madama" è un magnaccia di sesso femminile. Sia che si chiamino managers, proprietari di bordelli, proprietari di agenzie di escort - sono tutti sfruttatori. Come sopravvissuta a dieci anni di tratta/prostituzione, ho il diritto di usare questa parola. Se qualcuno avvelena una persona, non importa che si chiami soppressore di vite o imprenditrice che ridistribuisce in modo innovativo la longevità. Si tratta sempre di un assassino. Un magnaccia è sempre un magnaccia, non importa quale nome assuma.

Ma ai magnaccia non piace questa parola. Questi fondatori e leaders di organizzazioni di sex workers dicono di essere sex workers. Essi si appropriano dell'identità di coloro che sfruttano. E' un po' come se un proprietario di piantagioni a Blackface facesse finta di essere uno degli schiavi che opprime. Stanno cercando di rubare le nostre voci di sopravvissute.

Douglas Fox, il principale "attivista" dell'International Union of Sex Workers [2], sostiene di essere un sex worker. Ma lui e il suo partner John Dottery [3] sono stati presentati come proprietari di una grande agenzia britannica di escort nel documentario inglese 'The Escort Agency.’[4] In un sito web che cogestisce, Fox afferma che il suo partner gestisce un'agenzia di escort e sostiene assurdamente che i protettori siano lavoratori del sesso [5]. Così egli afferma: «Il fatto che i pedofili producano, distribuiscano e ricavino soldi dalla vendita di sesso può farne dei sex workers» [6].

Il primo sedicente gruppo di militanti sex workers negli Stati Uniti è stato "Puttane, Casalinghe ed Altre", che, in seguito, ha assunto il nome di COYOTE. E' stato fondato da Margo St. James [7], che, come Douglas Fox, affermò di essere una prostituta quando, in realtà, era una sfruttatrice della prostituzione. Ha ammesso di essere stata condannata per aver gestito un bordello nel 1962 [8].

Il Sex Workers’ Outreach Project USA (SWOP USA) è stato fondato da Robyn Few [9] l'anno dopo essere stata dichiarata colpevole di favoreggiamento della prostituzione per aver organizzato un giro di squillo interstatale. Si tratta di un reato federale. Ciò significa che come St. James, Few è stata condannata per un'accusa relativa allo sfruttamento della prostituzione. Come sopravvissuta a 10 anni di prostituzione, non mi fiderei mai di un magnaccia maschio o femmina. La maggior parte delle donne che si prostituiscono non si fiderebbe. Così organizzazioni come SWOP USA non possono parlare a nostro nome. Few si definisce una lavoratrice del sesso che pratica la prostituzione per la maggior parte del tempo, cosicché il conflitto di interessi non risulta evidente. Ma il sito web di SWOP cerca con molta determinazione di far accettare questa convinzione. Perché? Perché i magnaccia di tutto il Paese stanno usando SWOP per connettersi con i clienti, mentre reclutano giovani donne vulnerabili. Questo non è attivismo, questo è marketing, mentre si difendono gli interessi degli sfruttatori della prostituzione.

SWOP USA e COYOTE non sono le sole organizzazioni di sex workers fondate da donne sfruttatrici della prostituzione. L'Erotic Service Providers Union è guidato da Maxine Doogan [10] che è stata condannata per gestione di un servizio di escort. Come Robyn Few, Maxine Doogan si spaccia per sex worker. Sostiene che una legislazione favorevole ai prosseneti sia vantaggiosa anche per le donne che esercitano la prostituzione. Terri Jean Bedford, che è stata ampiamente rappresentata nei media canadesi come una patrocinatrice delle donne che praticano la prostituzione, è stata condannata come gestrice di un bordello [11]. Così anche lei è una magnaccia.

La direttrice esecutiva di COYOTE di Los Angeles: Norma Jean Almodovar è stata condannata per favoreggiamento della prostituzione quando era una poliziotta [12]. Come tale, appartiene ad una lunga tradizione di poliziotte implicate nello sfruttamento della prostituzione di altre donne. Si tratta di una diabolica connivenza che invia alle donne che si prostituiscono il messaggio che non possono uscire dalla prostituzione e che non possono ottenere aiuto. Come Robyn Few, Norma Jean Almodovar si autodefinisce una sex worker, ma i dettagli della sua accusa di favoreggiamento appaiono sul sito web della sua organizzazione no-profit [13].

Ora, quando una sopravvissuta alla tratta /prostituzione come me si impegna a far emergere questo conflitto di interessi, gli /le interessati/e reagiscono come se fossero brutalmente attaccati/e. Ma non c'è nulla di personale nel dire che qualcuno ha un conflitto di interessi. E' una esposizione della verità, non una vendetta. Gli azionisti di maggioranza di Walmart non possono parlare a nome dei dipendenti dell'azienda che percepiscono il salario minimo, perché i loro interessi possono costituire uno svantaggio per i lavoratori. Ma nel movimento delle sex workers, i magnaccia pretendono di essere dei lavoratori, quando in realtà essi esercitano la gestione, il controllo della prostituzione.

Non c'è da stupirsi se SWOP -USA, COYOTE, Erotic Services Providers’ Union, l' International Union of Sex Workers, così come i loro soci e affiliati, che includono la Desiree Alliance, il Progetto degli Ombrelli Rossi e le Prostitute di New York (PONY) sostengano politiche che difendono i prosseneti, piuttosto che le donne che si prostituiscono. Attualmente PONY afferma di accogliere tra i suoi membri le madame [14].

Noi sopravvissute della tratta/prostituzione ne abbiamo avuto abbastanza. Stiamo per chiamare le ONG, le Università e gli accademici che supportano tacitamente e incoraggiano questi gruppi guidati da sfruttatori della prostituzione. Qui si applica il concetto di frutto dell'albero velenoso [15]. Qualsiasi organizzazione si associ o collabori con questi gruppi è contaminata da questa associazione. Essi non possono parlare a nostro nome, né raccogliere fondi per nostro conto.

Note linkate tra parentesi quadre.
[3] Uno dei commentatori di questo articolo è John Dottery che si firma: John, CT Escorts, New Castle Upon Tyne
[6] Douglas Fox: «The fact that paedophiles produce and distribute and earn money from selling sex may make them sex workers», anche se poi aggiunge che questa definizione non giustifica ciò che i pedofili producono e vendono: «but that definition does not in any way condone what they produce and sell». Commento del 6 novembre 2011 delle 20:13.
[14] Sfruttatrici della prostituzione.
[15] Si tratta di una metafora legale impiegata negli Stati Uniti per descrivere le prove che si ottengono in modo illegale. La logica della terminologia è che se la fonte (l'albero) della prova è contaminata, lo è anche qualsiasi cosa ricavata da essa (il frutto).

Vedi anche:

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