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Grillo ambiguo sul 25 aprile

Laura Boldrini, Milano 25 aprile 2013
Il blog di Grillo posta questa denuncia"Quanta falsità e ipocrisia di regime sui quotidiani italiani. Il pd (menoelle, ndr) fa un governo con piduisti (loggia massonica illegale che voleva sovvertire la Costituzione nata dalla Resistenza), ex picchiatori fascisti, la nipote del dittatore Mussolini, condannati e Grillo con il suo solito amaro paradosso (che vero può risultare indigesto) denuncia per questi motivi che hanno ucciso il 25 aprile parafrasando Guccini di "Dio è Morto". Ma oggi Grillo è il "fascista" e loro i "democratici". Naturalmente non si cita il fatto (a parte il Corriere va detto) che lo stesso Grillo ieri ha ricordato le parole di Pertini sulla Resistenza, e sul fatto che ovunque il M5S era alle celebrazioni (senza cercare la retorica dei pulpiti e dei palchi) chi invitato sul palco, chi tra la folla mentre il pdl no... Nessuno scrive una riga sull'assenza dei responsabili democratici del pdl.... E il pd (menoelle, ndr) sceso dal palco del 25 aprile è pronto a fare un governo con la Mussolini. Chi è più paradossale Grillo o tutto questo circo di regime di ipocriti?" Matteo Incerti

In parte penso abbia ragione. Rispetto al 25 aprile, il M5S non è certo il partito peggiore. In parte, credo che Grillo, così come non ha fatto quanto poteva per evitare il governissimo, non faccia tutto il necessario per evitare di essere equivocato in tema di antifascismo. Tema che lui stesso ha dichiarato non essere di sua competenza, conversando cordialmente con dirigenti e militanti di Casapound davanti a Montecitorio. Un precedente che influisce nel modo di interpretare parole e comportamenti in occasione della festa della liberazione. Come pure lo è il post della capogruppo al senato Roberta Lombardi in cui distingue alle origini il fascismo buono con un alto senso dello stato. Più altre iniziative sparse quà e là. Come la solidarietà votata dal M5S con il PDL a Casapound, nel quartiere bolognese di Naville, per una aggressione subita dalla sede del gruppo di estrema destra. D'altra parte, il candidato a sindaco di Roma, del M5S, Marcello De Vito, aveva annunciato il sottrarsi del movimento alle celebrazioni di un 25 aprile strumentalizzato dai partiti che fanno a gara per assumersene la parternità. Motivazione improbabile se si considera che anche il PDL e la Lega spesso si sono defilati o hanno fatto affermazioni sul fascismo e la Liberazione a dir poco revisioniste (da Dell'Utri a Berlusconi).

Grillo ha ricordato le parole di Pertini. Così gli antifascisti possono essere soddisfatti. Ha dichiarato che il 25 aprile è morto, con tante motivazioni che molti antifascisti possono condividere. Allora soddisfatti due volte. Ma alla fine ha concluso con un invito a non celebrarlo, a rimanere in silenzio con il rispetto che si deve ai defunti. Insomma, ha constatato il decesso e proposto la sepoltura, non la riscossa per una rinascita. Per una ricostruzione. Come se quella data non potesse più costituire il fondamento dell'Italia futura. E questo può essere soddisfacente per quelle aree di destra che si sentono attratte da questo movimento né di destra, nè di sinistra. Una ambiguità furbesca da partito pigliatutto.

Se a Beppe Grillo non piacevano le celebrazioni ufficiali, poteva organizzarne di alternative. Come già fece con il v2-day il 25 aprile 2008 a Torino. Invece ha rinunciato. Incassando reazioni e commenti assolutamente prevedibili, specie da parte di un grande comunicatore come lui, che quando vuole farsi capire, sa farsi capire. E' improbabile infatti che ad averlo frainteso, sia stato anche il «suo» candidato alla presidenza della repubblica, Stefano Rodotà, il quale gli ha ricordato che: «Quello di quest'anno è stato un 25 aprile diverso dagli anni passati. Perché diversa è la situazione in cui viviamo, immersi in un disfacimento civile e politico, ma è questa data e ciò che rappresenta che ci può aiutare in un momento di crisi. Mai come ora abbiamo bisogno di una politica costituzionale che abbia come presupposto la consapevolezza piena dei valori della Costituzione e delle loro radici».

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