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FikaSicula vs ancelle?

Carissimo, leggo ‘sta roba e anche questa e immagino si riferisca a te (e forse Gasparrini, per la recente polemica nata da un suo post). Immagino, perchè in effetti bisogna tirare a indovinare: se nei vostri post ho trovato riferimenti diretti corredati di link precisi, in quelli di questa signora non c’è nulla che permetta di farsi davvero un’idea propria, dal momento che si limita a una gogna virtuale contro ignoti (di cui sarebbe vittima? Si, no, boh, chissa’). L’oggetto della sua ronda virtuale va intuito, l’effetto auto-censorio che vorrebbe invece istillare nelle donne che condividono, divulgano e discutono delle cose che scrivi, rimarrebbe comunque efficace nonostante la vaghezza del suo bersaglio: basta condividere i contenuti di un uomo che scrive di non essere d’accordo con lei su un determinato argomento.

Essere uomo e non essere d’accordo con lei è sufficiente per fare di te un patriarca del terzo millennio (altrimenti detto “borioso idiota” più tutta una serie di sgradevoli insulti e volgarita’ sessiste) ed essere donne è sufficiente per chi apprezza i tuoi contenuti per divenire discepola, ancella, fanciulla, pronta a carezzarti non è chiaro cosa.

Capisco bene che dietro la boria e il livore che leggo spesso nei post del blog «abbatto i muri» ci sono questioni sconosciute ai più e che la stessa blogger intende non far comprendere, non permettendo a chi legge di farsi un’idea propria e permettendo invece a lei di continuare a insultare, scomunicare, denigrare, silenziare e delegittimare, in maniera vigliaccamente indiretta, chi assume e ha assunto posizioni diverse dalla sua, mentre si continua a dichiarare vittima di chissa’ chi per chissa’ cosa. (perché se anche si finisce in un letto di ospedale, vittima mai! Ma se si viene pubblicamente contraddette, è come finire martiri su un rogo. Potenza del gioco delle tre carte!)

Sorvolo sul linguaggio volgare (cacca-pipì come espressione di autodeterminazione pensavo avesse più a che fare con il periodo pre-adolescenziale), sorvolo sulla continua confusione (che trovo da irresponsabili) che viene fuori da molti scritti di «abbatto i muri», su temi invece complessi e delicati che richiederebbero cautela, precisione e lucidita’, dal momento che complessita’ non significa confusione ma certamente richiede ordine e chiarezza. Il gioco delle tre carte non aiuta.

Secondo me, eh.

Sorvolo sul fatto che se si può parlare con tutti, perfino con chi ti riduce in fin di vita (figuriamoci quindi se con sessisti, maschilisti e misogini non si può perfino prendere il tè) le cui “complessita’ vanno certo comprese e perfino giustificate con le colpe di “donniste” “femministe autoritarie” (cugine delle nazi-femministe?) “vittimiste” “mammiste” “ex mogli” sicuramente sanguisuge , non si può certo parlare con un uomo che ha la tracotanza di esprimere le sue opinioni senza chiedere il permesso ad «abbatto i muri» che pare abbia licenza di dare patentini e etichette all’intero mondo.

Insomma, sorvolo su tutto questo ma non sorvolo sul sessismo degli insulti indirizzati alle donne che si trovano a condividere certi tuoi contenuti: insultate e delegittimate per il solo fatto di essere donne e messe prepotentemente e violentemente, per il solo fatto di essere donne, nel ruolo di subalterne di un presunto patriarca, di cui non vengono confutati i contenuti ma che viene screditato con la sola motivazione di essere uomo.

Questo è becero sessismo, per di più ne viene fatto un uso intimidatorio: condividere un tuo contenuto, farti un apprezzamento, arruola una donna, per il solo fatto di essere donna, nella schiera delle fanciulle sedicenti offese, donne mute, delegittimate e private della propria voce poichè relegate ad un ruolo ancillare.

Questo è inaccettabile, lo è ancora di più se viene da una fonte sedicente femminista, (femminista di quel femminismo più femminismo di tutti e più autodeterminato di tutti, naturalmente).

Oggi leggo anche che Michela Murgia le conferisce non si capisce bene quale merito. Merito che certamente avra' ma che non emenda questo sessismo mascherato da femminismo che, secondo me, diviene preoccupante, perché evidentemente è ben mimetizzato. E allora magari vale la pena evidenziarlo, nonostante sul web si legga di tutto e non si può perdere tempo a commentare ogni sciocchezza che un/una blogger scrive. 

In ultimo, mi trattengo dal correre cavallerescamente in tuo aiuto (lo sai, sono Zorro dentro ) ma ti faccio addirittura un avvertimento: non lasciare che questa roba abbia effetto, continua a scrivere, a confrontarti, a discutere, a sollevare questioni e dubbi, continua anche a criticare ma non smettere mai di farlo in pubblico se il tuo interlocutore è donna.

Non fare scivoloni di questo tipo, io non te lo perdonerei. Le donne sono in grado di affrontare le critiche, di smontarle, di contro argomentare e sono perfino in grado di cambiare idea o di integrarla creativamente con quella del proprio interlocutore. Le donne ti sono interlocutrici alla pari.

Se mai oserai “riprenderle” (?!) in privato, io non te lo perdonerò.
Perché se è vero che non hai bisogno del mio permesso per esprimere ciò che pensi (proprio non vedo come e perché tu debba dire qualcosa in mio nome) non hai invece, né tu né altri, il permesso di trattarmi da “fragile fanciulla” che va “ripresa” privatamente, poiché incapace di reggere un confronto alla pari in cui portare avanti apertamente e pubblicamente (e non di sbieco) i propri argomenti.

3 Responses to “FikaSicula vs ancelle?”

  1. Ah, ma allora avevamo visto giusto? :)
    E si continua coll'autoelezione a martire. Sono ben strane le martiri che lanciano sassi e improperi a chi non concorda con le loro opinioni.
    Adesso finalmente la direzione degli attacchi è meno ipocrita e più chiara. Potrei dire che alcuni riferimenti potrebbero riguardarmi e allora come mai posso essere accusata di reati e non potevo io, carte alla mano, prove alla mano valutate da avvocati, avvocati reali e non virtuali, casomai vi fosse la necessità di valutazione professionale, perché le diffamazioni e le persecuzioni alla mia persona ed al mio lavoro recano tanto di nome e cognome miei privati, rubati e diffusi sulla rete? Come mai io non ho avuto una goccia di quella umana simpatia in tre anni mentre la solidarietà è andata a chi non ha nemmeno nascosto di attaccarmi vilmente? Come mai la solidarietà è andata a chi negava la violenza sulle donne ed alimentava una certa subcultura? Come mai una di noi ha portato carte in questura e lì le è stato detto "queste sono minacce" da un tizio in divisa e simpatia ed amicizia sono andate a chi minacciava e non a chi veniva minacciata per il proprio lavoro in difesa delle vittime di violenza? E vi sono altri articoli con riferimenti chiarissimi. Siccome è lampante l'attribuzione altrui di intenzioni proprie, allora il mio sospetto che mi si volesse tagliare fuori era vero? La sensazione di essere stata ostracizzata era vera? Però non ci ho riempito pagine e pagine di lagne ed autoincensazioni ma me ne sono stata zitta ed ho continuato a fare le cose mie e a modo mio. Sono persino sparita per mesi. Ho chiesto spiegazioni in privato, con lealtà e davanti la versione era una e dietro, in pubblico, era un'altra. Adesso arrivano pure le minacce, pensate un po'.
    Ma altri m'hanno minacciata di morte, di prendermi a sprangate, hanno il mio nome, che è unico in tutta Italia, e lo hanno lordato. Ma figuriamoci se faccio una grinza davanti a tanta pochezza!
    Quando qualcuna scrive che la tua intenzione è togliere i diritti a questo o quello, non è sovradeterminazione? Quando sei accusata di voler spaccare, annientare ed altro, non è sovradeterminazione? è anche qualcosa di peggio, secondo altre terminologie, ed io non mi faccio certo intimidire perché i fatti si provano e per l'attribuzione di intenzioni non comprovate, si paga.

  2. Se ancora ci fosse qualche cieco, sottolineerei che alle obiezioni civilissime, articolate e motivate agli argomenti, fatte da Massimo, prive di accuse o insulti vari, viene replicato a strettissimo giro di posta (a proposito sempre di quelle ronde virtuali, eh), invece, proprio con insulti, accuse personali e assolutamente nessuna argomentazione sui contenuti. Indi, siamo una massa di cyberbulle, stalkers, diffamatori e diffamatrici, idioti, cretini, ancelle, patriarchi, fascisti e fasciste, e via dicendo perché non si può non concordare con le sue opinioni.
    Quanta sportività!
    E prevedo anche l'arrivo di acritica solidarietà di chi non ha capito una cippa in tutta questa faccenda ma va sulla fiducia e si sente lo stesso democratico.
    Ecco qua. Abbattochiunquenonmiveneriacriticamente.
    A proposito di vittimismo.
    In attesa dei sicuri 3 post al giorno di accuse ed insulti vari diretti, stavolta, più esplicitamente a me per avere osato commentare ( e che puntualmente non leggerò, anche se sono condivisi in lungo e in largo e, dunque, difficilissimi da evitare), vi saluto. Bella la democrazia, eh? Ve la ricordate? :)

  3. Condivido integralmente l’intervento di Kalandar che ho ripreso e rilanciato da Metaforum.

    I post di Fks contro i “patriarchi” sono sempre immediatamente successivi a post che vengono pubblicati su questo blog e che contengono critiche al suo punto di vista. Da “Finchémortenonvisepari” fino alla “SlutWalk”. E ancora di recente sul caso di Fabri Fibra e ancora oggi in risposta al messaggio di Kalandar, dove ai patriarchi si aggiungono le “miss pluridecorate”.

    http://abbattoimuri.wordpress.com/2013/04/22/signore-e-istigatrici-dei-patriarchi-del-terzo-millennio-vs-fikasicula-autodeterminata/

    Fks non mette riferimenti precisi, perchè questo le consente di sparare affermazioni, senza avere l’onere di sostenerle. Penso anch’io che l’inaccettabilità di quei post, non riguardi tanto i “patriarchi”, quanto le “ancelle”, cioè l’insulto e la denigrazione delle donne che occasionalmente condividono i miei contenuti, insultate per il solo fatto di essere donne. Anche alcuni uomini condividono i miei contenuti, ma nessuno li insulta come subordinati. Io stesso condivido spesso e volentieri contenuti scritti da donne, da blogger femministe, e tante volte ho riprodotto i post di Kalandar. Ma resto sempre “patriarca”.

    Come forumista e come blogger mi è capitato spesso di essere criticato e di fare critiche. Sono sopravissuto, sono sopravissuti i miei interlocutori o avversari. Non vedo perchè sorte diversa dovrebbe capitare a Fks fino a lamentare danni nella sua immagine pubblica, nel suo privato, nella sua professione. Trovo stupefacente una tale esibizione di vittimismo di fronte alle critiche, da parte di chi predica che le donne non devono essere vittime di fronte alla violenza maschile (negando che sia maschile).

    I mascolinisti li ho avuti per molto tempo come ospiti e utenti nel mio forum. E ci ho discusso tante volte insieme. Dopo anni, ho scelto di non ospitarli più, sia per il loro concreto comportamento aggressivo verso gli altri utenti, sia perchè sono giunto alla conclusione che essi sono sostanzialmente simili ai tanti gruppi razzisti, xenofobi, antisemiti che pullalano in rete. Il loro razzismo è la misoginia. Non condanno chi sceglie di discuterci insieme. Certo critico, anche aspramente, chi finisce per convergere sulle loro posizioni. Ne ho tutto il diritto.

    Ci mancherebbe che ad essere legittimati a intervenire sulle questioni di genere alla fine siano solo i maschilisti, interloquendo con i quali si possono scoprire cose meravigliose.

    Tra queste meraviglie, evidentemente, una pratica di lotta dei gruppi mascolinisti nel mondo: l’uso intimidatorio e spropositato delle minacce di querela, uso oggi imitato dalla stessa Fks. Pazienza. Continuerò a contestarne lo stesso i contenuti, ogni volta che lo riterrò opportuno, e a sostenere chiunque faccia altrettanto.

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