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Saggezza per soli uomini (e per le larghe intese)

Stavolta nessuno può dire che la commissione dei saggi messa a punto dal Quirinale sia «piena di troie». Solo nobili pater familias.

L'appello del Fatto non serve. Nonostante Crocetta, Battiato moralmente non solo è perdonato, ma persino ascoltato.

Pure i detrattori delle quote rosa - che premiano le donne senza merito e discriminano gli uomini meritevoli - possono dirsi soddisfatti. Al timone del paese è stata ristabilita la quota azzurra del 100%.

Napolitano dichiarò che la nostra società e le nostre istituzioni sono incapaci di valorizzare le donne. Era solo l’otto marzo. E non può smentirsi già a fine mese.

Ora possiamo avere due grandi piccole paure. Che sia messa una pezza, con l’aggiunta a posteriori di un paio di donne. Che si faccia finta di nulla, con il consueto autismo della classe politica, e si mantenga l’integrità della neonominata commissione patriarcale.

I due gruppi di saggi andrebbero azzerati e ricomposti su basi di parità. Perchè anche le donne sono sagge. Perchè sono la metà del paese.

Ogni autorevole membro indicato dal capo dello stato può avere il suo corrispettivo femminile. Forse, persino Violante e Quagliariello hanno i loro corrispettivi femminili.

Ma i due gruppi andrebbero davvero ricomposti? E’ stato giusto comporli?

Infatti, c’è da valutare se questi due gruppi di lavoro (in materia istituzionale e in materia economico sociale) sia davvero utile o persino legittimo costituirli. Non sono previsti dalla Costituzione, non hanno precedenti nella storia repubblicana. Composti da esponenti legati al PD, al PDL, alla lista Monti e alla Lega, sono funzionali a predisporre il programma di un governo di larghe intese e a rimuovere i veti che lo hanno fin qui impedito. Una soluzione buona anche per il M5S, perchè gli potrà far assumere il ruolo di opposizione al governissimo. Già base parlamentare del governo uscente, che intanto rimane in carica. Insomma, un lavoro, se non sporco, quanto meno contorto. In effetti, un lavoro da uomini.

One Response to “Saggezza per soli uomini (e per le larghe intese)”

  1. Mi fa piacere che in questo "post" si considerino entrambi gli aspetti della questione: da una parte il principio della rappresentanza nella scelta di chi deve proporre alcunché, dall'altro la valutazione dei contenuti delle scelte. Sono due aspetti distinti, e da tenere distinti, ma appunto per questo non è detto che concentrarsi sul secondo debba far dimenticare il primo, come spesso si fa. Insomma, se non ci piace la trovata dei dieci saggi, bene, ciò non toglie che la composizione monogenere sia di per sé inquietante, e dica qualcosa di per sé. Sulla quale dobbiamo esprimerci, senza svicolare sul "tanto i dieci saggi o le dieci sagge non ci piacciono comunque".

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