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Il maschilismo è una questione politica

Dire che il maschilismo è una questione culturale sembra voler dire che dipenda da mentalità, educazione, stereotipi, retaggi di modi di pensare del passato. Così impostato, la soluzione al problema è una educazione diversa. Questo è vero solo in parte. Vale soprattutto per la cultura delle donne. Perchè il maschilismo è diffuso anche tra le donne.

Gli uomini, oltre ad un condizionamento culturale, hanno invece nel maschilismo un interesse materiale. Quello di avere dei privilegi, dei vantaggi nella sfera pubblica e nella sfera privata, mediante la discriminazione e l'asservimento delle donne. Grazie al maschilismo gli uomini hanno più facile accesso al lavoro e alla carriera. E, di volta in volta trovano nella donna, una segretaria, un’addetta alle pulizie, una prostituta, una cameriera, badante, baby sitter. Dietro ad ogni grande uomo, c’è una grande donna. Appunto. Dunque, il maschilismo è funzionale. Se le cause sono incerte, gli scopi, per quanto dissimulati, sono abbastanza evidenti.

La violenza sulle donne (in tutte le sue forme, dalla più grave alla più lieve e diffusa) è uno strumento del maschilismo. Serve per subordinare le donne agli uomini. Lo è anche nel dibattito pubblico, dove sottomettere significa ottenere ragione. O comunque, ottenere qualsiasi cosa sia desiderata ma non sia dovuta. Per ottenere questa sostanza, si usano delle forme. Ed è perciò ipocrita la distinzione tra forma e sostanza.

Lo si può osservare in questi consigli di circoscrizione milanesi (ma credo in tutta Italia) dove gli uomini insultano le donne con epiteti e battute sessiste, come lo si può osservare in un forum, a cominciare dal nostro. Un esempio è il caso di quel maschietto non violento che riteneva lecita un minimo di violenza verbale per rendere una interlocutrice più simpatica e ricettiva, meno superba e spocchiosetta. Purchè non si esagerasse, poiché l'eccesso poteva essere controproducente, il trattamento a lei riservato in principio lo trovava pure divertente.

Come si vede da queste considerazioni, ha valore relativo la distinzione tra uomini violenti e non violenti. L'azione violenta è solo di uno, i vantaggi sono di tutti: divertimento, maggiore disponibilità al dialogo, più attenzione, più simpatia etc. Ci sta, che si suggerisca alle donne di reagire alle offese in modo sereno e affettuoso.

Questo intendo, quando dico che il sessismo è una questione politica (cioè questione di rapporti di potere tra i sessi). Il sessismo è una questione politica radicata nel tempo di oggi (non solo nel passato), in quanto rapporto di potere tra uomini e donne. Poi è evidente che i rapporti tra gli individui producono anche una cultura. Ma la radice è materiale.

Preferisco mettere in evidenza la questione politica, perchè penso sia più giusto e più responsabilizzante. La «questione culturale» che si perde nei secoli è una cosa che sfugge, che ereditiamo senza colpa, e che passiamo alle generazioni future, con la speranza che sappiano trattarla meglio. Noi siamo solo di passaggio. Quella «questione culturale» non si sa da dove arriva, come è cominciata e fin dove arriverà. La «questione culturale» è più facile proiettarla all'esterno, nello spazio (le altre culture) e nel tempo (i secoli passati).

Il sessismo è radicato in tutti, d'accordo. Come il razzismo, come l'antisemitismo, come l'omofobia. Questo non significa che ciascuno se lo combatte solo nel proprio intimo, senza individuare avversari. Sessismo, razzismo, antisemitismo, omofobia, sono motivi di conflitto tra gli individui, perchè valori e interessi relativi ad essi sono contrastanti. Il razzismo non sarà un «nemico esterno a noi», ma la Lega si, e anche i sindaci sceriffo, e anche il razzista democratico che scrive lettere ai giornali per appoggiare lo sgombero dei rom.

Il sessismo c'è chi se lo riconosce e chi no. C'è chi pensa, dice e agisce per contrastarlo e chi invece per preservarlo. C'è chi fa l'indifferente, perchè tanto gli va bene così. C'è chi organizza la tratta delle donne e chi la combatte. Chi non organizza, ma fa il cliente. Tutti abbiamo merda in corpo. Qualcuno la caga e dice: toh è proprio merda. Qualcun altro la caga e dice: volevo solo sdrammatizzare.

10 Responses to “Il maschilismo è una questione politica”

  1. Ben detto, ma aggiungerei che 1) il culturale comprende il politico, in quanto si riferisce non solo al modo di pensare, di comportarsi, di essere, ma al modo in cui è organizzata una società, che tali comportamenti prevede e incoraggia. 2) che sì, il politico, con le leggi, di tutti i tipi, può cambiare il culturale. Come del resto è sempre accaduto.

  2. In effetti, tutte le questioni culturali hanno, in realtà, origine da interessi materiali...

  3. "La violenza sulle donne (in tutte le sue forme, dalla più grave alla più lieve e diffusa) è uno strumento del maschilismo. Serve per subordinare le donne agli uomini",dunque se una tua figlia venisse uccisa dal suo fidanzato,tu in quanto appartenente alla classe dominante ne otteresti un vantaggio?("L'azione violenta è solo di uno, i vantaggi sono di tutti").

    "Quello di avere dei privilegi, dei vantaggi nella sfera pubblica e nella sfera privata, mediante la discriminazione e l'asservimento delle donne."come mai le statistiche da "negri"(speranza di vita, tasso di omicidi etc.),sono di appannaggio maschile?.

  4. @Erica - Sono d'accordo. Mi è stato comunque fatto notare che "La consapevolezza che sia un fatto culturale, significa solo che può cambiare. Che non è imprescindibile." Culturale invece di naturale. In questo senso, posso dire anch'io che è culturale.

    @Emanuele Di Felice - Il fatto che figlie, mogli, sorelle, madri siano sotto la minaccia della violenza maschile (quando è esterna alla famiglia), aumenta il potere di tutela dei padri, dei mariti, dei fratelli, dei figli adulti. E complessivamente degli uomini sulle donne. Poi, il singolo tutore può subire una perdita.
    Il divario nell'aspettativa di vita tra uomini e donne si sta accorciando, perchè anche le donne hanno cominciato a fumare e a bere alcool.
    Tuttavia, una ricerca di qualche anno fa dimostrava che gli uomini sposati vivono più a lungo degli scapoli, mentre le donne nubili vivono più a lungo delle donne sposate.

  5. Massimo, su internet si trovano ricerche che affermano tutto e il suo contrario.

  6. Dunque se una tua sorella è sotto la minaccia della violenza o subisce uno stupro,aumenta il tuo potere di tutela su di lei.La violenza subita da una tua sorella,sarebbe utile per te?("L'azione violenta è solo di uno, i vantaggi sono di tutti", anche tuoi).
    Un padre che si dispera per la perdita di una figlia uccisa è un tutore che subisce una perdita,ma che sotto sotto ci guadagna e fa finta di disperarsi

    Gli uomini che commettono violenza ad una donna,fanno un piacere agli uomini(aumentano il potere di tutela) che appartengono alla famiglia di lei.Quando si dice la solidarietà maschile!!!

    In America la più bassa aspettativa di vita dei neri è una prova del persistere di una società razzista.La più bassa aspettativa di vita degli uomini che prova è?
    Che le donne nubili,molto spesso,non hanno figli non significa nulla?
    Come mai molte donne sognano di sposarsi,visto che il matrimonio accorcia la loro vita e sono costrette a vivere sotto tutela?.
    Sulle morti sul lavoro maschili?
    Che i lavori più sicuri e comodi vedono uno presenza massiccia o maggioritaria femmminile(P.A.,scuola,sanità etc.)?.
    Che la maggior parte della violenza agita e subita è maschile?



  7. @ Paolo1984 - «(...) Secondo dati diffusi dai prestigiosi Cdc (Center for Diseases Control and Prevention) di Atlanta, la differenza nell'aspettativa di vita tra i due sessi si è ridotta significativamente negli ultimi anni, passando da 8 anni a 5.
    Negli Usa l'età a cui può aspirare di arrivare (in media) un uomo è diventata di 75,2 anni (dati 2004), e in un Paese come l'Italia, tradizionalmente tra i più longevi del mondo, c'è da scommetere che le prospettive siano ancora migliori.
    Ma quali sono le ragioni di questo fenomeno? Le ipotesi degli esperti si sprecano. Il primato della più curiosa, tra quelle rimbalzate nei canali mediatici dopo la pubblicazione del dato dei Cdc, è ispirato alla considerazione che i maschi più «resistenti» sono quelli sposati, mentre pare che le signore coniugate vivano meno a lungo rispetto alle single. (...)» Corriere della Sera, 13 giugno 2006

    @ Emanuele Di Felice - E' la stessa obiezione di prima, alla quale ho già risposto. Ma non mi dici cosa non funziona nella mia risposta. Ti sembra assurdo che una minaccia rafforzi un potere di tutela? L'eventualità che una donna subisca violenza (fuori casa), è relativamente rara, ma il rischio è permanente. Grazie a quel rischio gli uomini possono dire alle donne di uscire accompagnate, di non uscire la sera, di non accedere a certe zone della città, di vestirsi in un certo modo. Insomma, di affidarsi di più a loro. D'altra parte, oltre la tutela privata, qual è l'impegno maschile contro la violenza maschile?
    Se quanto scrivo ti sembra paradossale, ripensa a quello che hai scritto tu a commento del post sulla condizione delle prostitute nel Nevada, spesso soggette a umiliazioni, maltrattamenti e violenze: "Se le donne fossero sessualmente più disponibili, gli uomini non sarebbero costretti a pagare ciò che possono ottenere gratis". Con ciò intendevi auspicare una maggiore disponibilità sessuale di tua madre, di tua moglie, di tua sorella, di tua figlia? Oppure, per solidarietà maschile, ti sei preoccupato del fatto che quelle ragazze sono figlie di qualcuno come te? Il tuo unico pensiero, la tua sola empatia è stata per quegli uomini, clienti, che non possono scopare come e quando vogliono e devono pure pagare.

  8. in astratto massimo hai ragione ma poi in concreto vai a dire al padre din una ragazza violentata che il suo "potere di tutela" è aumentato..preoccuparsi per le persone cui vogliamo bene non è "patriarcato", obbligare una donna a vestirsi in un certo modo "sennò ti violentano" lo è..
    Sule ricerche..continuo a pensarla come sopra. E non mi sembra un buon motivo per scoraggiare chi vuole sposarsi o convivere

  9. "L'azione violenta è solo di uno, i vantaggi sono di tutti".Ma non ti sembra assurdo che la violenza subita da una donna avvantaggi anche gli uomini imparentati con lei?
    Secondo la tua affermazione gli uomini che commettono violenza si assumono il rischio(il linciaggio dei parenti,la galera),si sacrificano altruisticamente per il bene di tutti gli altri uomini.Sicari del genere maschile senza riceverne alcun compenso.

    "Ti sembra assurdo che una minaccia rafforzi un potere di tutela?"Gli uomini estranei alla famiglia,che minacciano la violenza contro le donne,lo fanno con lo scopo di rafforzare la tutela degli uomini di famiglia.Anche in questo caso ,per semplice solidarietà maschile.
    La maggioranza delle violenze avvengono tra uomini.

    "D'altra parte, oltre la tutela privata, qual è l'impegno maschile contro la violenza maschile?".le istituzioni che combattono la violenza sono state istituite dagli uomini,e sono composte in maggioranza da uomini.Nessuno inneggia o premia chi commette violenza contro le donne.Inoltre, la maggioranza degli uomini non commettono violenza e utilizzano la loro maggiore forza fisica PER le donne e non contro le donne.Ma del bene fatto dagli uomini non se ne parla mai.


    "Con ciò intendevi auspicare una maggiore disponibilità sessuale di tua madre, di tua moglie, di tua sorella, di tua figlia?"Se le donne della mia famiglia fossero sessualmente più disponibili,non vedo qual è il problema.Il sesso non è mica una forma di violenza.Invece,mi preocccupano le eventuali violenze che loro potrebbero subire e che in quanto uomo(come affermi tu),non mi avvantaggerebbero.
    Non metterei sullo stesso piano le violenze e i comportamenti sessuali.

    La maggior parte delle prostitute non sono schiave,ed esercitano la prostituzione per guadagnare soldi trattando gli uomini come fonte di reddito e strumentalizzando gli ormoni maschili.
    Se fossero stati gli uomini ad inventare la prostituzione,questa sarebbe gratis e non a pagamento,il sesso gratis sarebbe stato ed è l'ideale per gli uomini. Chi deve pagare per aver un rapporto non ha potere.Chi ha potere può,chi deve non può,per esclusione.Chi compra non sceglie di pagare deve pagare.

    Sulle statistiche da "negri" maschili?




  10. @Paolo1984 - Ho scritto una ovvietà. Che la violenza maschile è funzionale al potere maschile. E' come se avessi scritto che la violenza mafiosa è funzionale al potere mafioso. E poi voi mi aveste obiettato che un mafioso che perde un parente, caduto vittima di una vendetta trasversale, da quella violenza, da quel potere, non può trarre alcun vantaggio.

    @Emanuele Di Felice - A proposito, pure i mafiosi sono le principali vittime della mafia.

    Prostituzione - Quella cosa gratis in effetti l'hanno inventata e si chiama stupro.
    Quel potere viene riconosciuto nel momento stesso in cui si fissa un prezzo.
    Per questo sono contrario alla regolamentazione.

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