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Chi manifesta la propria contrarietà alla prostituzione, alla pornografia o ad altre istituzioni che incarnano l'ordine patriarcale viene accusata di essere moralista. L'accusa può essere ribaltata. Per farlo, mi avvalgo delle parole di Ronan David, sociologo marxista ricercatore all'Università di Caen. (Maria Rossi)

Un punto cruciale del pensiero postmoderno è anche quello dell'assenza di valori o della tolleranza assoluta e dell'equivalenza generale. La morale dell'immoralità diventa la rivendicazione ideologica delle correnti postmoderne. Nessuno è in grado di giudicare, nessuno è in posizione tale da poter condannare [un comportamento]. Non esisterebbero più punti di riferimento o valori comuni che permetterebbero di valutare determinate pratiche sociali, ma anche di orientarsi verso una verità storica o di percepire la necessità oggettiva di rifiutare o di condannare una situazione di dominazione. Come ricorda Vladimir Jankélévitch, «per avere il coraggio di fare la rivoluzione e di scendere in strada, per passare dal piano della speculazione a quello ben diverso dell'azione militante, per oltrepassare questa vertiginosa soglia, ci vuole una grande idea e questa grande idea non può nascere che dall'indignazione morale» [Vladimir Jankélévitch, Le Paradoxe de la morale, Paris, Éditions du Seuil, 1981, p. 29.] La morale resta anch'essa una vecchia eredità del pensiero moderno che conviene liquidare al più presto per permettere la liberazione e la piena espressione di ciascuno, il diritto a vivere la propria vita, il diritto di scegliere di essere dominato. [Ronan David, Postmodernité et différence de sexes, in «Illusio», n.4/5 , p.49]

Non si tratta di difendere la morale sessuale borghese e puritana, la morale dei parroci e degli imams, di difendere il matrimonio, l'astinenza, la castità o, ancora, i rapporti eterosessuali come i soli legittimi [...] Si tratta piuttosto di stabilire una differenza tra la liberazione del corpo e della sessualità e lo sfruttamento postmoderno, mercantile e cinico della sessualità. Perché il presunto immoralismo dell'età postmoderna è legato, una volta di più, alla logica capitalista di reificazione del corpo e della sessualità. [Ronan David, Postmodernité et différence de sexes, in «Illusio», n.4/5 , 2007, p.49]

Quest'età [postmoderna] che suppone d'altronde che tutte le produzioni culturali, scientifiche, artistiche si equivalgano, che si dichiara tollerante nei confronti di tutti gli stili di vita, ivi compresi quelli che si iscrivono in una logica di oppressione o di repressione, (prostituzione [...] ecc.), è, in effetti, una vera postura ideologica che maschera la realtà concreta dei rapporti sociali. La società postmoderna descritta dagli intellettuali si fonda infatti su basi materiali, economiche e politiche derivate e confuse con la modernità liberale. Nel reale vissuto dagli individui e non nello spirito puro degli intellettuali postmoderni, esistono realmente rapporti di sfruttamento, di asservimento, di dominazione che non sono costruzioni teoriche del pensiero occidentale moderno, ma che costituiscono realtà dolorose per le popolazioni dominate. Questa equivalenza generale dei valori va inevitabilmente a profitto delle classi dominanti nella misura in cui le basi materiali della società di classe non sono state sradicate, ma permangono identiche. In questo senso, la postmodernità e i suoi discorsi sono alla base della modernità liberale e costituiscono una nuova forma di accrescimento della dominazione...[...] [Ronan David, Postmodernité et différence de sexes, in «Illusio», n.4/5 , 2007, pp.33-34]

3 Responses to “Moralismo postmoderno”

  1. non è detto che dall'indignazione morale nasca sempre una rivoluzione progressista. Volendo essere cattivi si potrebbe dire che il moto di indignazione morale verso i comportamenti di Berlusconi compresa la manifestazione del 13 febbraio ha prodotto o contribuito a produrre come risultato politico concreto..il governo Monti-Fornero, l'allungamento dei costumi da bagno indossate dalle concorrenti di Miss Italia e il fatto che tra i temi caldi di questa campagna elettorale c'è lo sandalo per un corto erotico di Brass girato più di dieci anni fa anni fa da una candidata la cui colpa è fare l'attrice (anche Stefania Sandrelli ha girato un film di Brass..non sarebbe degna di sedere in Parlamento?) e l'interessantissimo dibattito se la figlia di Ichino sia raccomandata o no..tutto molto progressista, vero? E sì lo so che non era questo che si voleva ottenere ma per adesso questo si è ottenuto facendo leva solo sull'indignazione morale.
    Liquidare la filosofia post-moderna come un semplice mantenimento dello status quo o del "tutto è uguale a tutto" è parecchio riduttivo, secondo me, la cosa è più complessa. Comunque sì, io sono tollerante nei confronti di ogni stile di vita se coinvolge solo adulti consenzienti, ma

  2. Se "si tratta piuttosto di stabilire una differenza tra la liberazione del corpo e della sessualità e lo sfruttamento postmoderno, mercantile e cinico della sessualità" è bene stabilire questa differenza in modo corretto, e quindi basandosi sulla realtà fattuale, e riconoscere che la prostituzione e la pornografia non sono automaticamente sfruttamento.

  3. Grazie all'autore: è bene ricordare che lo sfruttamento della prostituzione e la pornografia sono industrie globali, e che mentre noi discettiamo sul sesso degli angeli e sulle libertà individuali, gli imprenditori della prostituzione e della pornografia si fanno delle grasse risate, divertendosi a guardare come queste tattiche di distrazione di massa ci impediscano di vedere l'assalto propagandistico ai principi che vietano lo sfruttamento della prostituzione e l'induzione alla prostituzione. In alcuni paesi la legalizzazione dello sfruttamento della prostituzione è già realtà, fatevi un giro sui siti che ne esaltano le bellezze a misura di maschio misogino.

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