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La banalizzazione della pornografia e della prostituzione

[La banalizzazione della pornografia e della prostituzione e il neoliberismo fanno parte di] un'ideologia che tenta di farci credere che la libertà risieda nel pensiero positivo e che possiamo innalzarci al di sopra dell'oppressione istituzionalizzata, affermando che non esiste.
[...] E pertanto noi, noi che dovremmo considerarci progressisti, abbiamo accolto questa ideologia, che cancella i sistemi di dominio e di subordinazione e ci dice che la nostra emancipazione dipende soltanto dal nostro modo di definire questa pretesa oppressione.
(Meghan E. Murphy, The F Word , Prostitution et "slutwalk" - Bâtir un mouvement féministe progressiste à l’époque individualiste)

Al giorno d'oggi, è di moda adottare la posizione femminista che definisce l'industria del sesso come uno spazio potenzialmente in grado di garantire autonomia ad una donna, dal momento che costei «sceglie» di parteciparvi.
Ma per una donna cosa c'è di radicale o di progressista nel vendere il suo corpo agli uomini? Che cosa c'è di rivoluzionario nel legalizzare e, così facendo, nel normalizzare la definizione delle donne come merci sessuali? Questi concetti, riflesso di un periodo in cui il sessismo è non soltanto accettato, ma promosso come potenziale percorso di liberazione, mi sembrano ben lontani dall'essere progressisti.
(Meghan E. Murphy, The F Word , Prostitution et "slutwalk" - Bâtir un mouvement féministe progressiste à l’époque individualiste)

Quando non esistono servizi sociali che assicurino la sopravvivenza e la sicurezza delle donne, quando le donne non dispongono di vere scelte, esse «scelgono» la prostituzione. E chi ne approfitta? Gli uomini.
Un divario crescente tra ricchi e poveri garantisce che le donne continuino ad essere costrette alla «scelta» della prostituzione come fattore di sopravvivenza.
((Meghan E. Murphy, The F Word , Prostitution et "slutwalk" - Bâtir un mouvement féministe progressiste à l’époque individualiste)

Se non ci sosteniamo a vicenda, se non indirizziamo lo sguardo verso la costruzione di un mondo nel quale le opzioni di sopravvivenza delle donne non passino per la vendita del loro corpo ai detentori del potere, allora il nostro movimento [femminista] non può essere definito progressista. Non può essere neppure chiamato movimento. Questo criterio non deve essere interiorizzato soltanto dal movimento femminista, è qualcosa che tutta la sinistra deve capire. L'etica del «ciascuno per sé» non è mai stata la nostra concezione della libertà, eppure, quando si tratta di donne, siamo stati manipolati/e al punto da scorgervi una formula liberatrice.
(Meghan E. Murphy, The F Word , Prostitution et "slutwalk" - Bâtir un mouvement féministe progressiste à l’époque individualiste)

Traduzione di Maria Rossi

3 Responses to “La banalizzazione della pornografia e della prostituzione”

  1. ma perchè prendersela con la slut-walk? Per me sono manifestazioni meritorie che rivendicano per le donne il diritto di vestirsi come vogliono senza essere incolpate di provocare gli stupri! Sul porno continuo a ribadire che ci sono femministe che hanno interpretazioni diverse..se poi si dice che non sono vere femministe..mah! E poi insomma mi pare che nessuna femminista cosiddetta "liberale" celebri la prostituzione nè la descriva come la "vera emancipazione" (solo FaS a volte ha questi eccessi)..si invita ad avere uno sguardo più complesso

  2. e mi pare che pure le femministe "liberali" siano contro la tratta e lo sfruttamento.

  3. Dire che si vende il corpo equivale a dire che si vende la sua proprietà ma questo è falso. Perché la vendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo. E nel caso della prostituzione chi si prostituisce trasferisce il diritto di essere soddisfatto nelle esigenze sessuali concordate prima del pagamento, e chi vuole essere soddisfatto si obbliga a pagare un prezzo per questa soddisfazione. Quindi chi si è prostituito rimane proprietario del proprio corpo. Inoltre è una descrizione falsa della realtà l'affermare che questo tipo di azione viene compiuta perché costretti dal bisogno di soldi, perché è una affermazione assoluta, e dato che basta un solo caso contrario per smentire un'affermazione assoluta, ed esistono moltissimi casi in cui chi lo fa, lo fa per desiderio di lusso, dato che si possono guadagnare molti più soldi di quanti ne servono per sopravvivere, è una affermazione falsa, che porta a conclusioni false riguardo a tali attività.

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