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Cittadinanza negata, il sindaco fa l'esame di italiano

Per la concessione della cittadinanza ad un operaio marocchino c'era tutto il necessario: nulla osta della Questura di Venezia, parere favorevole del Ministero degli Affari Esteri di Roma e notifica del provvedimento con esito positivo da parte della Prefettura di VeneziaMa Damiano Zecchinato, sindaco leghista di Vigonovo, ha interrotto e rinviato di sei mesi la cerimonia di giuramento. Perchè, sostiene il sindaco, l’operaio marocchino non conosce l’italiano, non sa leggere la formula di giuramento, e uno straniero che non conosce la nostra lingua non può diventare cittadino italiano. 

In questo modo una cerimonia di giuramento è stata arbitrariamente trasformata in un esame di lingua italiana.

Eppure questo lavoratore straniero di 47 anni, con la fedina penale pulita, ha la residenza regolare in Italia, vive nel nostro paese da 21 anni (almeno 10 sono necessari per presentare la richiesta), ha una regolare famiglia con due figli che frequentano le scuole elementari, occupa un posto fisso come sabbiatore di metalli, un lavoro duro e insalubre, fatto con la costante presenza di una maschera respiratoria sul viso, un'attività che nessun italiano vuole più fare.

Un argomento, quello del sindaco, che al di fuori di una concezione del diritto duale, porterebbe a negare la cittadinanza a tanti italiani quasi quanti ne occorrono per fare la città di Torino. Sono circa 800 mila gli analfabeti in Italia secondo l’ultima rilevazione dell’Istat. 

C’è chi si domanda se sia più ignorante e meno integrato, chi ha difficoltà a leggere oppure un razzista.

Gli analfabeti italiani sono cittadini per nascita, d'accordo. Lo Ius sanguinis però è il fondamento della cittadinanza dei paesi di emigrazione, per poter riconoscere come cittadini i figli degli emigranti. I paesi di immigrazione, come ormai è diventata l’Italia, hanno invece bisogno di riconoscere la cittadinanza agli immigrati, quindi fondano il diritto sul suolo (Ius soli), sulla permanenza. E’ perciò anacronistico in Italia continuare a rivendicare il primato del diritto del sangue.

La frase di rito da pronunciare era soltanto questa: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi, riconoscendo la pari dignità sociale di tutte le persone». Forse bastava aiutare anzichè cogliere la palla al balzo per creare un caso, come ammette di aver fatto lo stesso sindaco:

Zecchinato dice di aver “voluto far scoppiare il caso perché a monte c'e' un problema: la mancanza del rispetto della procedura da parte di prefettura e questura, enti preposti al controllo delle regolarità dell'ingresso dell'immigrato, sul soggiorno, la residenza, ma anche l'integrazione del soggetto tramite un colloquio, in cui si verifica la conoscenza della lingua italiana e dei principi fondamentali del nostro ordinamento, cosa che evidentemente non è stata fatta''. E il sindaco di Vigonovo incalza: ''Ho fatto una verifica tra i miei colleghi sindaci e ho scoperto che in casi simili al mio si fa finta di niente e la prassi e' che si procede per evitare problemi. Ma a me non sta bene, la cittadinanza italiana per me e' una cosa molto seria che prevede diritti e doveri e non si può dare con leggerezza. Spero che in questi sei mesi l'uomo riesca ad imparare un po' di italiano e così da parte mia non ci saranno problemi a concludere la cerimonia di conferimento della cittadinanza italiana''.


Tuttavia, i requisiti dell’operaio marocchino sono tutti in regola, a parte la difficoltà a leggere l’italiano, che comunque, nonostante varie proposte, non è mai diventato un requisito di legge. Non si capisce per quale motivo, una persona onesta, che fa un duro lavoro, e mantiene una famiglia, non possa far parte a pieno titolo della nostra comunità nazionale, solo perchè al pari di centinaia di migliaia di nostri concittadini, ha difficoltà a leggere. Non si capisce quale danno ciò provocherebbe al nostro paese, nè si capisce quale sia il vantaggio di tenere questa persona ai margini del diritto.

Dunque, il sindaco, che è della Lega Nord, un partito programmaticamente xenofobo, ha trovato una scusa per discriminare un immigrato nordafricano, dato che ciò paga presso una parte di opinione pubblica. Una iniziativa solo simbolica. Non ha il potere di negare la cittadinanza, tanto meno di espellere lo straniero. Ha solo inflitto una umiliazione pubblica ad una persona, sfruttata nel nostro paese da 21 anni, da concittadini (e magari elettori) del sindaco. Il suo autentico messaggio non è che gli stranieri non devono stare qui. Ma che devono starci senza diritti. Solo a fare da manovalanza.

Gli esperti legali di Stranieriinitalia.it segnalano, però, un particolare importante.


L’articolo 10 della legge sulla cittadinanza (l. 91/1992) recita: “Il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto se la persona a cui si riferisce non presta, entro sei mesi dalla notifica del decreto medesimo, giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”. Il rinvio imposto dal sindaco di Vigonovo potrebbe insomma complicare la vita dell’aspirante cittadino per molto più di sei mesi. Una volta pronto per il giuramento, sarebbe infatti quasi oltre tempo massimo. E rischiare di essere costretto a presentare altri documenti che dimostrano che può diventare italiano.

Il sindaco nega qualsiasi intenzione razzista da parte sua, afferma anzi di aver chiesto all’operaio se era emozionato, se voleva imparare la frase a memoria, ma non c’è stato niente da fare, quasi fosse stato lui a respingere ogni aiuto possibile. Sarà, ma è almeno la seconda volta che gli succede. Aveva gia' fatto lo stesso con una donna araba che si è ripresentata dopo tre mesi, dopo avere imparato a memoria la frase. Anche lei si era rifiutata di farsi aiutare?

Inoltre, perchè mai suggerire di imparare il giuramento a memoria a chi addirittura rappresenta un pericolo? In un'altra sua dichiarazione, il sindaco così si è espresso: «Mi sono preoccupato perché questa totale mancanza di integrazione può essere pericolosa per sè e per gli altri. Un qualsiasi inconveniente, piccolo incidente, o una diatriba anche di poco conto potrebbe avere conseguenze spiacevoli proprio per questa totale mancanza di comprensione della nostra lingua». Cioè una persona vive per 21 anni in un paese, ci cresce i figli, ci lavora, ha una impeccabile fedina penale e rifiutargli la cittadinanza dovrebbe fare scampare a lui e la comunita' tutta pericolosi incidenti dovuti al fatto che non sa leggere o non conosce benissimo la lingua.

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