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California, le case chiuse non sono al riparo dalla violenza

E' completamente sbagliato supporre che le case chiuse siano al riparo dalla violenza.
Non posso evitare di esprimere la mia profonda tristezza quando vedo gli sforzi che le organizzazioni favorevoli alla prostituzione compiono per ottenere la decriminalizzazione dell'atto di comprare una persona per fare sesso.
Mi è semplicemente impossibile comunicare per iscritto il dolore intenso e il dissenso [a questa proposta] che mi derivano dalla mia esperienza di prostituta.
Ho scelto di lavorare come prostituta perché credevo di non avere altra scelta. Sono entrata nella prostituzione a causa di stress emotivi e di problemi economici estremi e a causa dell'assenza di aiuto da parte della mia famiglia.
Poiché ero bianca e non presentavo segni evidenti di grave tossicodipendenza, ho potuto lavorare nei saloni di massaggio «chic» [in California].
Anche se la prostituzione di strada era estremamente pericolosa, fu completamente sbagliato supporre che le case chiuse fossero al riparo dalla violenza.
Vi si realizzavano tentativi di strangolamento e di sequestro. I clienti si sfilavano intenzionalmente i preservativi, contro la volontà della prostituta. Richiedevano spesso atti di masochismo e di sadismo.
Se i gestori ritenevano che la domanda del cliente fosse ragionevole, la prostituta era obbligata a sottostare [a questa decisione], se non voleva cercarsi un'altra casa chiusa.
Ho scelto ora di difendere il diritto delle prostitute a liberarsi dai vincoli che impediscono loro di abbandonare questo ambiente.
Invito urgentemente le persone che nutrono simpatia nei loro confronti a consultare i dati demografici e ad ascoltare i desideri espressi dalle donne, dagli uomini, dai bambini, dai transgender che esercitano la prostituzione.
Questa documentazione mostra che le organizzazioni che operano a favore di una banalizzazione della prostituzione non rappresentano che una minoranza molto piccola della popolazione prostituita.

Una sopravvissuta che sceglie di rimanere anonima.

Traduzione di Maria Rossi

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