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Grillo non è antifascista

Alla domanda postagli dal vicepresidente di CasaPound «Sei antifascista?», Beppe Grillo risponde che non gli compete, che il M5S è ecumenico, che «è come chiedere se sei razzista o antirazzista, sono domande che non hanno risposta». Almeno, non da parte sua.

Eppure la risposta può essere ovvia. Sono antirazzista perchè gli uomini sono tutti uguali. Sono antifascista perchè sono contro il ducismo, il militarismo, il nazionalismo, il partito unico, il razzismo, l'uso della violenza per eliminare gli oppositori politici. Questo fascismo non è una definizione astratta. E' la storia del regime fascista. E' la pratica politica dei fascisti negli anni '60 e '70. E' l'assalto alla scuola Diaz e le torture di Bolzaneto, dove ai reclusi si faceva cantare faccetta nera e baciare la foto del duce. La democrazia italiana, con tutti i suoi limiti e le sue imperfezioni, è nata nella lotta contro il fascismo e sempre nella lotta al fascismo si è salvaguardata ed ha vissuto la sua stagione migliore, dopo la sconfitta del governo Tambroni. Per converso, la democrazia italiana ha smesso di evolversi ed ha iniziato a declinare quando l'antifascismo si è ridotto prima a celebrazione, poi ha cessato di essere una discriminante nei rapporti politici, ed è stato infine ribaltato nella lettura storica del revisionismo, fino al chiasso sul «sangue dei vinti».

Nel momento in cui Grillo apre ai fascisti, le sue critiche al PD o a qualsiasi altro partito, diventano irrilevanti, e il M5S si colloca, per me, tra i partiti a cui non è neanche pensabile dare il voto. Lo chiarisco, perchè proprio su questo blog avevo scritto che il M5S era tra i partiti votabili. Si sbaglia e ci si corregge. Avevo comunque anche evidenziato l'idea grillina secondo cui concedere la cittadinanza agli immigrati fosse «senza senso». Come è senza senso dirsi antirazzista o antifascista. Ecco il senso.

Per replicare alle critiche, Grillo ha scritto un minipost.

«Il M5S non è di destra né di sinistra». Questa affermazione è stata fatta da altri movimenti al loro esordio. L’Uomo Qualunque, nel dopoguerra, ma anche i Verdi e la Lega Nord a fine anni ‘80. I Verdi superate le prime prove elettorali si sono esplicitamente collocati a sinistra. La Lega Nord, pur essendosi alleata con Forza Italia, An e poi Pdl, ancora oggi nega di essere un movimento di destra. Lo stesso Berlusconi ha più volte detto di essere di destra solo in Italia, mentre in America starebbe con i democratici. La destra non ha mai amato il dualismo destra/sinistra. Questo dualismo è un modo di sinistra di leggere il confronto politico, presuppone almeno due parzialità, ma la destra non vuole essere parziale, vuole essere rappresentativa di tutti, di un tutto, dei ricchi, ma anche dei poveri, di tutta la nazione, o di tutto il nord, o di tutto il popolo. La destra in Italia non ama definirsi destra anche per distinguersi dal fascismo, per questa ragione si è sempre detta di centro. Ma neppure il fascismo si diceva di destra, non si collocava in uno schieramento politico (nella destra o nella sinistra), ma in una posizione superiore e alternativa ai partiti, al parlamento, alla democrazia. Pino Rauti rifiutava esplicitamente la collocazione del fascismo a destra.

«Il tempo delle ideologie è finito». Il fascismo si proclamava pragmatico e antidogmatico. Mussolini diceva che «la nostra ideologia è la politica che facciamo oggi». La fine delle ideologia, da trent’anni a questa parte, è stata predicata soprattutto da destra, in riferimento alle ideologie di sinistra, il comunismo, il marxismo. Il liberismo non si riconosce come ideologia, ma come legge di natura. La fine delle ideologie è stata predicata dai movimenti rosso bruni, quelle componenti del fascismo che hanno ricercato alleanze e ibridazioni con l’estrema sinistra in funzione anticapitalista e antiamericana.

«Il MoVimento 5 Stelle non è fascista». Ma non è antifascista. Rispetto alla discriminante fascismo/antifascismo, non si schiera. Sostiene che quella discriminante non è importante, è superata, ma anche questo è un collocarsi, non nuovo peraltro. Persino nel ‘43-’45 molti italiani, forse la maggioranza, non attribuirono importanza a quella discriminante e stettero alla finestra. Era il ventre molle del paese, la base del consenso passivo del fascismo prima e del regime democristiano poi e infine dell’Italia berlusconiana. Una prateria elettorale per qualsiasi movimento nè di destra, nè di sinistra, nè fascista, nè antifascista.

«Il M5S non ha pregiudiziali nei confronti delle persone». Ma CasaPound non è una persona, è un gruppo politico, con un programma, dei valori di riferimento, e una pratica politica. Si presume, dal punto di vista di Grillo, migliore di tutti i partiti a cui si contrappone, a cui ha chiuso la porta, perfino Di Pietro, perfino Ingroia. A CasaPound la porta non si chiude, anzi la si spalanca per discutere  amabilmente davanti a tutti. In parlamento gruppi politici diversi od opposti possono convergere nel voto favorevole o contrario ad un provvedimento, ma ciò non significa allearsi o legittimarsi reciprocamente. Il fatto che il PCI e l’MSI abbiano votato tante volte insieme in quanto opposizioni non ha mai portato il PCI a legittimare l’MSI. Essere d'accordo su una misura economica non può significare nulla, se si ha uno sguardo diverso su donne, neri, ebrei, omosessuali. Se non si è d'accordo sul fatto che siamo tutti esseri umani con lo stesso valore, la stessa dignità, gli stessi diritti.

«Il M5S si è alleato e si alleerà con i movimenti di cui condivide gli obiettivi, come è avvenuto per i No Tav, i No Gronda, i No Tav, l'acqua pubblica, i rifiuti zero, i No Dal Molin, il nucleare e tanti altri». La lotta contro il Tav, per l’acqua pubblica, i beni comuni, la raccolta differenziata dei rifiuti, contro il nucleare, sono contenuti ambientalisti e di sinistra. Quando la sinistra non li appoggia è in contraddizione con se stessa. Cosa sono oggi questi obiettivi per il M5S? Il baricentro della sua attuale politica o un retaggio del passato, da usare a sinistra come carta di credito (o specchietto per le allodole), mentre verso destra si fa valere più attualmente la retorica antipolitica e qualunquista, ormai anche possibilista su razzismo e fascismo?

«Il M5S vuole realizzare la democrazia diretta, la disintermediazione tra Stato e cittadini, l'eliminazione dei partiti, i referendum propositivi senza quorum: il cittadino al potere». Di questo argomento bisognerebbe parlare con idee un po' più precise, e con un linguaggio rigoroso, dato che riguarda l’organizzazione della convinvenza e del pluralismo in un paese di 60 milioni di abitanti e non di un condominio o di un piccolo villaggio. Nella storia del nostro paese, i partiti sono già stati eliminati una volta, sotto un ventennale regime per il quale quelle persone che sembrano grillini provano ancora oggi sentimenti di simpatia e nostalgia. C’erano anche referendum propositivi, si chiamavano plebisciti.


One Response to “Grillo non è antifascista”

  1. Una verità che brucia il pregiudizio ideologico di molti, troppi soggetti che hanno costruito fortune e ricchezze grazie ad una costituzione che nega arbitrariamente l'esistenza di una sola ideologia, di una sola forza politica, di un solo partito politico.
    La pacchia è finita: andate a cercarvi un lavoro, uno vero.
    E la chiamano democrazia, e si definiscono dei democratici ....
    Facile vincere politicamente avendo ucciso nella culla il proprio avversario.
    Ma ora fate i conti con il mondo intero, che chiede ai paesi viziosi di sbarazzarsi delle costituzioni antifasciste, forse mettendo anche in relazione l'antifascismo con l'essere viziosi piuttosto che virtuosi.
    http://www.ilcittadinox.com/blog/paesi-viziosi-sbarazzatevi-delle-costituzioni-antifasciste.html
    Gustavo Gesualdo
    alias Il Cittadino X

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