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Gli oppressi opprimono gli oppressori

Il movimento delle donne, non è l'unico movimento di liberazione, l'unico soggetto discriminato, nei confronti del quale viene ribaltata la realtà. Una militante femminista, recentemente scomparsa (di cui non ricordo il nome) disse che «il maschio in crisi di dominazione si spaccia per dominato». Ciò potrebbe dirsi per qualsiasi dominatore traballante o messo in discussione.  E' la vecchia favola del lupo e dell'agnello.

Nell'apartheid sudafricano, i boeri giustificavano il loro sistema segregazionista con l'argomento secondo cui i neri essendo maggioranza avrebbero usato nella democrazia la forza del loro numero, per scacciare i bianchi. Così, la discriminazione dei neri era necessaria per prevenire quella dei bianchi, poichè nella rappresentazione boera erano i neri ad essere ostili ai bianchi. Israele, mentre nega ai palestinesi sia la sovranità indipendente sui loro territori, sia la cittadinanza dello stato occupante, li accusa di voler distruggere lo stato ebraico, e mentre bombarda Gaza rivendica il diritto alla difesa. Nei vecchi film western, i cowboy erano i buoni, i pellerossa i cattivi, quando questo copione è diventato inaccettabile, i pellerossa sono stati rimossi. Gli autoctoni xenofobi dei paesi ricchi accusano gli immigrati provenienti dai paesi poveri di essere dei colonizzatori, di costituire una minaccia per la loro cultura, sicurezza, livello dei redditi e di occupazione, di precederli nell'assegnazione delle case popolari, di sottrarre risorse al loro welfare, nonostante gli immigrati siano sfruttati, sottopagati, contribuiscano in misura importante alla formazione del Pil e all'equilibrio dei bilanci previdenziali, e permettano ad una parte della società occidentale di non svolgere i lavori più umili, pesanti e pericolosi. I leghisti accusano il sud di aver colonizzato e sfruttato il nord, nonostante il meridione sia stato depredato dall'unificazione nazionale condotta dai piemontesi, ridotto a mercato e bacino di manodopera immigrata per il triangolo industriale. Quando il proletariato si è ribellato allo sfruttamento della borghesia, gli è stato attribuito l'odio di classe e classisti sarebbero stati i comunisti e non i liberali. Gli ebrei, il gruppo umano più discriminato della storia, sono stati accusati con il falso dei protocolli dei savi di sion, di voler dominare il mondo. Nel 1933, all'avvento del nazismo al potere, appena un decennio prima della shoah, una incredibile prima pagina del Daily Express titolava: «Gli ebrei dichiarono guerra alla Germania». 

Dunque, per quanto sia farneticante, è tristemente «normale» che a qualcuno salti in mente di contrastare il femminismo raccontando che sono gli uomini ad essere provocati, sottomessi, discriminati e violentati dalle donne.


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3 Responses to “Gli oppressi opprimono gli oppressori”

  1. "quando questo copione è diventato inaccettabile, i pellerossa sono stati rimossi. "

    rimossi..veramente in particolare dagli anni '70 in poi i western pro-indiani non mancano..ci sono titoli famosissimi

  2. Si, d'accordo Piccolo Grande Uomo; Soldato blu; Un uomo chiamato Cavallo; Corvo rosso non avrai il mio scalpo; Balla coi lupi. Ma nella maggior parte dei film western, a partire dagli anni '70, i pellerossa semplicemente non compaiono.

  3. se vogliamo c'era già un capostipite negli anni '50 L'amante indiana di Delmer Daves, poi il grande sentiero del '64, ultimo western del grande John Ford. E decenni più tardi il Geronimo di Walter Hill del '93 E i titoli che ha citato non sono pochi nè di poco conto. Se poi dal cinema ci spostiamo ai serial televisivi ci sarebbe pure La signora del West da ricordare.

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