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Sulle differenze tra maschilismo e femminismo

Maschilismo e femminismo non sono termini di significato opposto e speculare. Sono diversi e alternativi sotto più di un aspetto. Quale che sia il nostro modo di essere, ricade nell'uno o nell'altro stato. Non vi è un terzo modo di essere.

Il maschilismo è un atteggiamento, una modalità di relazione, che presuppone, comunica e rinforza l’idea che l’uomo sia superiore alla donna. Il femminismo è un movimento politico culturale che propugna e promuove la parità tra uomo e donna, parità di valore, di diritti, di opportunità. Il femminismo è anche il proposito di rielaborare l’identità femminile, in modo autonomo e indipendente dal punto di vista maschile. Cosa vuol dire essere donna, essere femminile, lo definiscono le donne e non gli uomini. 

Dato questo piano di confronto, il maschilismo è inconsapevole, il femminismo è consapevole. Il maschilismo, come modo di vedere il mondo, si reputa universale e naturale, il femminismo si riconosce come parziale. Il maschilismo si nega come tale, è negazionista di se stesso, il femminismo si afferma e si dichiara tale. Nel momento in cui il maschilismo si riconoscesse da sè, dovrebbe ammettere la propria parzialità, dovrebbe riconoscere l’altro da sè, il suo autonomo punto di vista, e verrebbe meno. Nella consapevolezza, il maschilismo non può sopravvivere. Il maschilismo fatica a riconoscersi anche nelle sue forme più estreme e violente: lo stupro e il femminicidio. Situazioni in cui si dà spiegazioni attenuanti: dalla debolezza della carne alla forza della passione. 

Il maschilismo può essere direttamente offensivo nei confronti delle donne (parenti, amiche, vicine e conoscenti), usando in vario grado violenza, ironia, mancanza di rispetto o nei confronti delle donne come entità astratta, allo stesso modo in cui viene espressa ostilità verso i gay, gli ebrei, gli immigrati, gruppi indicati come causa di problemi sociali e identificati con caratteristiche negative. In questo secondo caso, il maschilismo assume una connotazione più propriamente antifemminista e rimprovera alle donne di venir meno al proprio ruolo e di assumere atteggiamenti e comportamenti sconvenienti, che sarebbero all’origine della stessa violenza contro le donne. 

Il maschilismo può essere anche indifferente. Il singolo si comporta in modo corretto verso le donne che conosce e verso le donne come genere, ma rimuove il dato della discriminazione e della violenza. Lui non vi partecipa, ma non disturba i partecipanti. Anzi, può perfino difenderli se altre e altri li disturbano.

Esiste un maschilismo di destra che coltiva i ruoli sessuali tradizionali e la gerarchia nel rapporto tra i sessi ed esiste un maschilismo di sinistra che contrappone la contraddizione di classe alla contraddizione di genere e identifica il femminismo come un movimento borghese.

Il femminismo dal canto suo tende a dividersi almeno in due grandi filoni. Uno tendente al liberalismo, l’altro tendente al socialismo. Il primo mette l’accento sulla libertà di scelta e le pari opportunità. Per cui è importante che la legge sia uguale per tutti e poi nell’ambito della parità giuridica, ogni essere umano, uomo o donna che sia, sceglie secondo le proprie inclinazioni, e se una donna sceglie di fare la casalinga, la prostituta, il part-time, l’attrice pornografica, è una questione che riguarda solo la sua libertà individuale. Lo stato, la politica, la società, non possono agire per correggerla, orientarla, senza scadere nel moralismo e nel paternalismo. Il secondo mette l’accento sull’uguaglianza, e pur valorizzando la parità giuridica, vuole agire per rimuovere le condizioni culturali e sociali che inducono le donne, ma anche gli uomini, a compiere scelte che di fatto riproducono i ruoli e le gerarchie di genere.

8 Responses to “Sulle differenze tra maschilismo e femminismo”

  1. "Per cui è importante che la legge sia uguale per tutti e poi nell’ambito della parità giuridica, ogni essere umano, uomo o donna che sia, sceglie secondo le proprie inclinazioni, e se una donna sceglie di fare la casalinga, la prostituta, il part-time, l’attrice pornografica, è una questione che riguarda solo la sua libertà individuale.Lo stato, la politica, la società, non possono agire per correggerla, orientarla, senza scadere nel moralismo e nel paternalismo"

    questo femminismo ha ragione, però va integrato con un sistema che quantomeno riduca (sarebbe auspicabile abolirle) le disparità economiche e sociali tra ricchi e poveri

  2. per intenderci: a me non interessa minimamente andare a fare la predica all'attrice porno (e nemmeno agli altri soggetti citati) che ha scelto quella carriera, m'interessa che lei sia tutelata come ogni altro lavoratore e lavoratrice e m'interessa che chi sceglie il part time non subisca ingiuste penalizzazioni sul lavoro, e m'interessa combattere la tratta e la prostituzione minorile

  3. "Il femminismo è anche il proposito di rielaborare l’identità femminile, in modo autonomo e indipendente dal punto di vista maschile. Cosa vuol dire essere donna, essere femminile, lo definiscono le donne e non gli uomini. " a di quale femminismo parli? al mio femminismo non interessa niente dell'identità femminile o della femminilità, anzi il mio femminismo crede che nemmeno esista fa femminilità!
    "Analisi" molto ma molto superficiale!

  4. Enrica, credo sia stato il pensiero della differenza a voler ricercare e ridefinire una essenzialità del genere femminile, determinata non necessariamente dalla biologia, ma dalla storia delle donne. Altri femminismi ritengono invece esistano solo identità individuali. Anch'io mi trovo più in sintonia con l'idea che non esistano la maschilità e la femminilità e che ogni tentativo di definirli finisca per essere la conferma degli stereotipi esistenti o la costruzioni di nuovi stereotipi entro cui costringere gli individui. Quello che però volevo dire - magari non l'ho espresso in modo corretto - è che il femminismo mette in discussione l'identità della donna definita dal punto di vista maschile. Questa messa in discussione può significare il rifiuto dell'idea stessa di identità femminile o il tentativo autonomo, cioè dal punto di vista delle donne, di definire tale identità. Non sono entrato nel merito del dibattito interno al femminismo. Hai ragione, il post è molto sommario.

  5. http://blog.iodonna.it/marina-terragni/2012/12/22/primarie-guardare-i-curriculum-per-favorire-le-donne/
    Dunque le varie segreterie dovranno indicare altre/i candidate/i. Se posso, vorrei suggerire un metodo semplice, sano, comprensibile e apprezzato da tutti, e vecchio come l’ombrello, spesso invocato e raramente praticato: il MERITO. Il che consente di prendere due piccioni con una fava: dove si applicano trasparentemente criteri di competenza e di merito, le donne passano senza fatica
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    Lei riesce a vedere in questo caso, una grande differenza tra maschilismo e femminismo ,dice ,molto semplicemente che le donne sono intelligenti e gli uomini stupidi ,non è cosi tutto il femminismo ? Certo ,ma non tutti i movimenti maschili vogliono la famosa schiava

  6. Nella società, uomini e donne sono cinquanta e cinquanta. Nella classe dirigente invece esiste un grave squilibrio nella rappresentanza, nettamente a favore degli uomini. Se il criterio della selezione fosse il merito, anche nella classe dirigente, uomini e donne sarebbero cinquanta e cinquanta. Credo voglia dire solo questo.

  7. comunque femminile e maschile esistono per come sono stati costruiti nell'intreccio tra natura, cultura e storia ma ovviamente sono sfaccettati. Ma nessuna identità di genere, cis o trans, che sia è più libera e autentica di un'altra

  8. Mi scusi Massimo ,ma credo che lei creda male ... come lo intendo io (poi ,seguendo l'esempio della Terragni essendo uomo ,quindi stupido ,mi posso anche sbagliare)
    le donne passano senza fatica ,intende dire che ,per gli uomini ,non c'è trippa per gatti come si vuol dire ...

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