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Violenza contro gli uomini (?)

Da molti anni circolano sul web studi e inchieste per dimostrare che le donne sono violente quanto gli uomini e gli uomini vittime quanto le donne. O addirittura di più. Studi su cui si improvvisano analisi a testa in giù, che vagheggiano un mondo ormai capovolto. Quanto fa paura la libertà femminile!

Ecco una "ricerca" appena sfornata su probabile commissione della Federazione nazionale per la bigenitorialità (i padri separati), giusto in tempo per il 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Ce ne danno notizia Affari Italiani che spara il titolo «In Italia quattro milioni di uomini stuprati»; Paese Sera «500 mila uomini vittime di donne» solo a Roma; Panorama «Divorzi e paternità: ecco come la donna italiana violenta l'uomo».

Per le associazioni dei padri separati e per i vari gruppi «mascolinisti», tali ricerche dovrebbero servire per delegittimare la lotta contro la violenza sulle donne. Per i media servono per vendere la classica notizia dell’uomo che morde il cane. Tra le violenze subite dagli uomini, sono classificate anche situazioni in cui lei rifiuta o interrompe rapporti sessuali.

Nel 2006, il Servizio per la lotta alla violenza, Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo di Berna, aveva prodotto un documento che trattava anche della violenza subita dagli uomini e degli studi in merito. Ne riporto un estratto.

Tematizzazione pubblica della violenza contro gli uomini - Gli uomini in quanto vittime della violenza maschile non sono un tema di dibattito pubblico. In questo contesto, o si parla in termini anonimi (una rissa) o si presenta la violenza concentrandosi sull’attore. Quando negli ultimi anni si è parlato degli uomini in quanto vittime di violenze lo si è fatto puntualizzando che le donne sarebbero altrettanto violente nei confronti dei loro partner quanto lo sono gli uomini nei confronti delle donne. I fautori di questa tesi rimandano a numerosi studi che sono giunti a simili risultati (p. es. Bock 2003).
Un’analisi particolareggiata di questi studi ha però dimostrato che essi sono poco significativi, e ciò per varie ragioni: i gruppi studiati non erano rappresentativi, i tipi di violenze erano analizzati in modo poco differenziato, il loro contesto (p. es. violenza quale risultanza di controllo e oppressione) non era stato considerato (Gloor/Meier 2003). Gli studi non analizzavano inoltre che cosa aveva preceduto l’atto di violenza, se costituiva p. es. una reazione a uno sviluppo in corso da tempo oppure una reazione ad altre violenze. Non erano stati chiesti neppure i motivi, né era stata analizzata la struttura del rapporto interpersonale dentro il quale fu usata violenza.
Persino autori che nelle loro indagini avevano constato un elevato numero di violenze a opera delle donne precisano che vari altri studi dimostrano che: a) se le donne diventano violente nella coppia, lo diventano di regola in seguito a una precedente vittimizzazione, risp. per difendersi da un attacco, e b) in seguito alla loro minore forza fisica questi attacchi sono di regola di minore intensità e comportano minori conseguenze. Gli stessi autori ritengono inoltre che nella nostra società siamo lungi dal punto in cui la violenza delle donne contro i loro partner è anche solo approssimativamente analoga a quella maschile contro le donne. (Wetzels 1995).

Gli uomini che partecipano a questo dibattito parlano solitamente solo dell’esperienza vissuta nell’ambito di una relazione di coppia. Rimuovono le altre violenze subite nel corso della vita. Il dibattito ha così assunto un indirizzo che contrappone donne e uomini colpiti dalla violenza invece di prenderli sul serio in quanto vittime di questo fenomeno.
La prima e, per ora, unica inchiesta rappresentativa sulla violenza domestica effettuata in Svizzera con un campione di 1500 donne che, al momento dell’indagine o fino a poco tempo prima, vivevano nell’ambito di una relazione di coppia mostra che (Gillioz 1997): nel corso della loro vita il 20.7% delle donne intervistate avevano sperimentato violenza fisica e/o sessuale a opera del partner. Oltre la metà aveva subito solamente o anche violenza sessuale. Le forme più frequenti di violenza fisica sono: spingere, afferrare, scrollare, picchiare. Se si considera anche la violenza psicologica, circa il 40% delle donne intervistate avevano subito violenze. Emerge che nell’87% dei casi di violenza fisica è coinvolta anche la violenza psicologica. Per contro, dalla violenza psicologica scaturisce solo nel 17% dei casi anche violenza fisica. Le forme più frequenti di violenza psicologica sono gli insulti e le offese. Studi analoghi condotti in altri paesi (Paesi Bassi, Canada, USA) hanno prodotto cifre due volte maggiori rispetto allo studio svizzero. Gillioz presume che anche in Svizzera le cifre effettive siano più elevate.

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