Post più vecchio Post più recente

Sul Femminicidio negato sul Fatto

Di tanto in tanto il Fatto Quotidiano accusa il Corriere della Sera di essere terzista, cerchiobottista. Su Berlusconi. Sulla questione morale. Sui temi che stanno a cuore al Fatto Quotidiano. Su cui esprime una netta e precisa linea editoriale. Tuttavia, lo stesso Fatto Quotidiano è cerchiobottista su altre questioni. Per ogni giornale ci sono argomenti che sono motivo di battaglia politica. E altri argomenti, che sono motivo di intrattenimento. Argomenti per i quali si dà la parola a uno e poi all’altro, si presentano in modo equanime più posizioni, magari mediate da qualche intervento equidistante. In nome del pluralismo, della libertà di espressione. Dunque, a secondo dell’importanza che si attribuisce all’argomento, si può fare la linea editoriale o si può fare intrattenimento, si può essere ambigui e cerchiobottisti oppure tolleranti e liberali.

In tema di sessismo e di violenza sulle donne - vediamola dal loro punto di vista - il Fatto Quotidiano è tollerante e liberale. E così offre volentieri spazio anche ai maschilisti, tra i suoi blog e tra le sue collaborazioni fisse. Massimo Fini è il più celebre. Vauro recente acquisto, si sta affermando negli ultimi tempi, con le sue ripetute cadute di stile contro la ministra Fornero, ma non solo. Tra i suoi blogger figura Marcello Adriano Mazzola. Uno che senza statistica vuole fermare il genocidio dei padri separati e con la statistica vuole negare il femminicidio. Sul Fatto Quotidiano. Motivo per cui la provocazione negazionista non può essere ignorata. E infatti ha sollevato molte reazioni, vedi link a fondo pagina.

In sintesi l’avvocato Mazzola sostiene questo: in Italia si uccidono meno donne che in altri paesi - solo il 23,9% di vittime è donna, quando ad esempio nella civile Svizzera si ha il 49,1%, in Belgio il 41,5%, a Malta il 75%, oppure guardando ad Est, in Ungheria il 45,3% e in Croazia il 49% - quindi è sbagliato parlare di femminicidio, anzi le donne nel nostro paese sono persino meglio tutelate che altrove. Ma se ne parla perchè un femminismo misandrico vuole criminalizzare gli uomini, come la Lega voleva criminalizzare gli immigrati, in modo che nel diritto di famiglia mariti e padri siano penalizzati, e la libertà maschile egemonizzata e subordinata. Se il paragone con gli immigrati vi sembra esagerato, guardate questo video.

Seguendo la stessa linea di pensiero del Mazzola, si può sostenere che pure in Italia vi sono significative differenze di condizione e che le donne al sud sono meglio tutelate che al nord, dato che in percentuale al sud ne muoiono solo il 29% contro il 47% del nord. Il settentrione quindi è in linea con gli altri paesi citati. Sono il centro e il sud che ci abbassano la media delle vittime (o ci alzano il livello della tutela?)

Come è stato spiegato in molte repliche, il femminicidio non definisce la quantità delle donne che muoiono uccise - quantità comunque in aumento - ma il motivo per cui sono uccise. Il rifiuto da parte di un uomo di essere abbandonato o respinto, la riaffermazione estrema del potere maschile sulla volontà femminile. Quando a Firenze un militante di CasaPound uccise due senegalesi, alcuni commentatori di destra negarono che si trattasse di un delitto razzista. Non perchè erano solo due senegalesi. O perchè in altri paesi si ammazzassero più immigrati. Ma perchè, a loro dire, l’omocida era un pazzo. Un pazzo che comunque nel fare il tiro al bersaglio distingueva il bianco dal nero.

I numeri possono essere un indicatore della gravità del problema. Il femminicidio esiste. Al limite si può sostenere che il fenomeno è in Italia meno grave che in altri paesi. Più precisamente, nell'Italia centromeridionale. O più grave? O diversamente grave? E’ possibile che le donne siano uccise di meno, là dove si sottomettono di più, là dove sono sufficienti due sberle. Per il marito femminicida di Barbara Cicioni, uccisa a calci e pugni all’ottavo mese di gravidanza, secondo le sue stesse deposizioni al processo, gli scappellotti sono stati sufficienti per 18 lunghi anni di matrimonio. Se anche quel giorno avesse saputo colpire un po’ meno forte, la moglie sarebbe potuta rientrare, nei ragionamenti del Mazzola, tra le donne più tutelate del mondo.

Vedi anche:

Leave a Reply

Powered by Blogger.
© 2010 Massimo Lizzi Suffusion theme by Sayontan Sinha. Converted by tmwwtw for LiteThemes.com.