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Regolamentare la prostituzione? /4

Sesso è desiderio e piacere. Non è ginnastica e non è tirare giù la leva di una pressa. Cambiare un pannolone è pulire culi. Se cambi un pannolone gratuitamente o a pagamento, sempre culi pulisci. Se fai sesso a pagamento non c'è nè desiderio nè piacere. Essere oggetto o soggetto rispetto al sesso è provare desiderio e provare piacere mentre anche lo si da', in un rapporto di reciprocita'. Farlo senza provare desiderio e piacere è rendersi oggetto del desiderio e del piacere altrui. La libera prostituta decide liberamente di rendersi oggetto. Non di vivere la sua sessualita' da soggetto.

Essere oggetto o soggetto ha a che fare con l'identita'? Si. Ha a che fare con la percezione di sè? Si. Ha a che fare con l'identita' sessuale? Si. Identita' sessuale che certo ha a che fare con quella biologica e quella di genere ma anche quella di ruolo. Ed il ruolo della sessualita' femminile è da sempre, fino ad oggi, nonostante la liberazione sessuale e le lotte femministe, di "servizio".

(...) com'è che esite un fiorente mercato della prostituzione tanto da renderla professione attraente economicamente? Perchè c'è una fortissima domanda. Che significa che c'è domanda? Che c'è un numero elevatissimo di uomini disposti a pagare (anche molto pare) per un "servizio sessuale". cioè per cosa pagano? Per dare piacere e soddisfare il desiderio di una donna? Pagano perchè una donna soddisfi il loro desiderio e il loro piacere. Desiderio e piacere femminile in questa compravendita non sono previsti. Non esistono. Sono rimossi. ancora e ancora.

La prostituzione non è altro che monetizzazione, trarre profitto da un preciso ruolo di genere. L'uomo desidera e prova piacere, la donna è l'oggetto di questo desiderio e di questo piacere. E' talmente ovvio che lo sostiene Pia Covre in diversi documenti (...) sul sito della sua organizzazione: questo mercato esiste poichè esiste questa cultura patriarcale e maschilista. Visto che esiste, traiamone un profitto. e bando alle ipocrisie! 

Trovo il ragionamento (di akargo) fumoso e confuso. Prima di tutto, che vuol dire praticare libertà? Ci sono donne che all'interno del sacro vincolo del matrimonio, quindi da donne perbene, scelgono liberamente, di rinunciare alla propria realizzazione personale, di dividere la vita con un uomo che non amano, di subire imposizione di vario genere fino a qualche schiaffo di tanto in tanto. Tutto questo, a volte, lo scelgono proprio, perchè in ultima analisi la contropartita è sufficientemente attraente: posizione sociale e economica, tempo libero, shopping e manicure. E' una libera scelta. L'esercizio di liberta' sta nello scegliere di stare lì. Non condivido ma fatti loro (?). Ognuno scelga per sè. Vogliamo regolamentarla questa cosa?  Vogliamo stabilire per legge che questo tipo di istituzione matrimoniale è plausibile se una donna lo sceglie liberamente? Fino a non molto tempo fa, lo era. 

Ma soprattutto, (si può) sottocrivere questo?


"Dipende da cosa significa quel determinato gesto in un dato specifico contesto. E io non posso conoscere tutti gli specifici contesti. Posso però cercare di fidarmi della capacità delle donne di scegliere. Posso iniziare a fidarmi se qualcuna mi racconta un’esperienza che non collima con la mia. Posso pensare che ci siano più possibilità di quelle previste nel ventaglio dell’eterosistema. E che qualcosa che io non vorrei mai fare rappresenta una possibilità creativa per un’altra. Anche all’interno delle contraddizioni, con le quali è sempre buona pratica confrontarsi."

Non mettere in discussione la libertà individuale, in particolare delle donne, non si può confondere con la messa in discussione del significato di quelle scelte. Che qualcosa sia scelto liberamente non significa che sia una scelta come un'altra. Questo è un relativismo estremo. E in genere non porta nulla di buono.

Regolamentare per legge la conpravendita di sesso, sulla base dell'equiparazione della sessualita' ad un "servizio" (del resto non si può fare diversamente!) è rivendicare la definizione di sessualita' come servizio. Significa che tu quando fai sesso con il tuo uomo, stai prestando un servizio che decidi di erogare gratuitamente, magari perchè gli vuoi bene. Come si pulisce il culo del proprio padre oppure quello di un paziente.  Sto cercando di dire che farsi pagare per fare sesso, finchè rimane una scelta individuale, non mi riguarda ma quando il sesso viene definito per legge come un "servizio", mi riguarda eccome!
perchè stiamo dando, per legge, una definizione di sessualita'. (Tk)

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