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Vauro: «Fornero, ministra squillo»

Elsa Fornero è la ministra del lavoro e può essere attaccata o sbeffeggiata in quanto ministra del lavoro. Che sia donna non importa. Invece, insulti, critiche e sberleffi se li becca spesso in quanto donna.

Una ministra che attende la telefonata di un potente dovrebbe dare la stessa impressione di un ministro che attende la telefonata di un potente. Invece, con un banale doppio senso Fornero che attende di essere chiamata da Marchionne diventa una squillo per il vignettista Vauro. Così viene accusato di maschilismo dalla ministra, ma anche difeso da un profluvio di commenti che negano l'evidenza, si arrampicano sugli specchi, glissano, rivendicano e rilanciano l'insulto, come succede quando ci si rifiuta di riconoscere la sostanza di uno stereotipo.

Una deludente Norma Rangeri posta su Facebook e sul suo stesso giornale: ''Forse Vauro avrebbe potuto disegnare le calze a rete anche sulle gambe di Monti, come già fece con quelle di Alfano, per sottolineare il ruolo ancillare, subalterno, di alcuni politici verso il potente di turno: a conferma che, per chi fa satira, spesso il sesso è quello degli angeli''.

Il sesso sarà pure quello degli angeli, ma intanto come al solito una donna si becca della puttana e la metafora della subalternità è sempre femminile. Pure quando si tratta di un uomo: basta conciarlo come una donna. L'antisessimo dunque non è scontato da nessuna parte. Neanche sul Manifesto.

Risponde Gianna Massari: mi dispiace Norma Rangeri che tu la pensi così. Ma nell'attuale situazione in cui si trovano le donne, la vignetta non è neutra! E chi non pone attenzione a ciò, costitusce un freno, rema contro agli stereotipi che fin'ora ci hanno imprgionato. Manca solo di dire che Fornero è una puttana e poi siamo a posto! E' una avversaria politica, è una stronza, è una serva del capitale....quello che vuoi in questi termini e mi trovi daccordo, ma purtoppo oggi di neutro non c'è nulla e una vignetta così contribuisce ad affermare gli stereotipi. Non ce lo possiamo permettere. La nostra è una battaglia nella battaglia e siamo tornate tanto indietro. Veramente non avrei mai creduto di dover difendere Fornero....ma così è!

Scrive Luisa Betti sulla sua bacheca: «Come se il maschilismo fosse una prerogativa della destra, ma scherziamo? il maschilismo a sinistra è peggio, perché ti aspetti sempre qualcosa di diverso che invece stenta a mostrarsi. Ed è per questo che da sempre parliamo di trasversalità che riguarda la discriminazione di genere, perché è una cosa che riguarda politicamente sia la destra che la sinistra. Il maschilismo non ha colore, è ovunque. La verità (vera) è che il maschilismo a sinistra è molto più che una semplice svista. E si possono trovare tanti modi per criticare una donna: basta vederla come una persona, che magari fa nefandezze e questo va sottolineato, ma una persona.»

A corredo del post di Norma Rangeri, una vignetta di Vauro che megafona: "Zitti no!". Vauro è una persona libera e le persone libere si possono liberamente giudicare nelle loro opere. L'opera di Vauro in questa circostanza fa schifo. Non è la prima volta. Le politiche antioperaie di Fornero non lo giustificano. Sono due argomenti distinti. Nessun drone giustificherebbe una battura razzista contro Obama, nessuna rappresaglia giustificherebbe una battuta antisemita contro Netanyahu. Le politiche antioperaie non giustificano le vignette sessiste. Nè l'ironia può giustificarsi da sola. Nessuna censura: un vignettista deve poter scarabocchiare quello che vuole, ma la satira è soltanto una modalità di comunicazione, non sottrae alla critica ciò che comunica.


Vedi anche:
#Siamo tutte puttane (Un altro genere di comunicazione)
Vauro-Fornero: maschilismo o satira? (Lorenzo Gasparrini)
Vauro e Fornero: siamo ancora alle donne tutte puttane (Matteo Pascoletti)
Vauro: i du’ schiaffi che male non farebbero (Baruda)

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