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A cosa servono i giornali di carta?

Da oggi Pubblico è in edicola. Il nuovo giornale di Luca Telese. Una scissione dal Fatto Quotidiano (e da Marco Travaglio). Sul come e perchè posso intuire, ma ne so poco. Invece mi colpisce questa cosa: un nuovo giornale di carta, mentre tutti i giornali perdono lettori e le grandi testate di fama internazionale discutono della loro possibile futura chiusura in vista di una trasmigrazione integrale sul web. Già il Fatto Quotidiano mi aveva stupito. Ha avuto un successo notevole, 50-100 mila lettori. Sono tanti, per un giornale di carta. Mi stupisce il Manifesto che resiste, resiste, resiste a voler sopravvivere in edicola per qualche migliaio di lettori. Perchè puntare ancora sulla carta? E' una questione di status o c'è un vantaggio reale? E' scomodo leggere sul monitor, specie gli articoli di approfondimento, ma non è detto. Sul monitor puoi regolarti lo zoom e i font come preferisci. Puoi stamparti la pagina che ti interessa. Una edizione online può prevedere il formato pdf, per i singoli articoli o per tutto il giornale, magari pensato proprio per il formato A4. E può prevedere altri formati per i nuovi dispositivi. Ormai si legge sul cellulare, sull'iphone, sull'ebook-reader (es. Kindle), sull'ipad, dispositivi sempre più diffusi, destinati forse a soppiantare non solo quel che resta della carta, ma gli stessi computer. Allora perchè puntare ancora su un supporto obsoleto e costoso, che ci racconta oggi offline quello che abbiamo già letto ieri online?

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