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Clinton e la Glass-Steagall-Act


La Stampa si compiace della rivincita di Bill Clinton alla convention democratica di Charlotte. Vede Obama virare verso le posizioni moderate non ostili a Wall Street del suo predecessore, capace di guidare una delle amministrazioni di maggior successo sul piano economico nella storia americana.

Ma, senza nulla togliere alle colpe di Bush, proprio Bill Clinton è tra i responsabili della crisi finanziaria globale. Sua è la revoca del Glass-Steagall-Act.

(...) Il cosiddetto Tarp (Troubled asset relief program) prevedeva un programma di interventi statali in più fasi nel cuore dell'economia Usa, ponendo fine al modello economico della deregulation reganiana impiegato negli Stati Uniti durante gli anni seguiti alla caduta del muro di Berlino e alla fine della Guerra Fredda. Gli ingenti piani di nazionalizzazione e di intervento nel sistema economico americano ponevano fine a un'epoca in cui l'amministrazione americana, soprattutto negli anni 90 (presidenza Clinton), aveva esercitato pressioni sulle banche semipubbliche perché concedessero più credito ai ceti meno abbienti, secondo il credo nel sogno americano, adoperandosi per rimuovere la separazione del sistema bancario americano (sostituendo il Glass-Steagall Act con il Gramm-Leach-Billey Act che ha legittimato la nascita di grandi conglomerati finanziari) tra attività bancaria tradizionale e investment banking. 
(Crisi economica del 2008-2012 - Wikipedia)

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