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Udc, il partito dello schermo

La parte più laica e di sinistra della sinistra si mostra sofferente e protestante di fronte alla prospettiva di una alleanza tra il Pd e Sel con l'Udc di Pierferdinando Casini. Nichi Vendola ha definito tale alleanza «contro natura». D'Alema ha definito propaganda le dichiarazioni contrarie di Nichi Vendola ricambiato da altrettante dichiarazioni speculari del leader democristiano. Oggi parlano per tranquillizzare i rispettivi elettorati, ma sanno che dopo il voto, in caso di vittoria, dovranno stare insieme. Pd e Udc già convivono nell'attuale maggioranza di governo. La loro alleanza è già stata sperimentata nelle regionali del 2009. Per l'Udc è l'epilogo obbligato di una traiettoria, dopo la rottura con il Pdl e l'impossibilità di crearsi uno spazio autonomo al centro, salvo una diversa legge elettorale. Il Pd ha sempre cercato di mettere insieme tutti gli alleati possibili, specie quelli moderati, contro Berlusconi. Adesso anche contro la cosiddetta «antipolitica». Cioè contro Beppe Grillo e Antonio Di Pietro.

Il copione non è nuovo. Da quando esiste il sistema maggioritario (prima uninominale, ora con il premio di maggioranza), la sinistra radicale ha vissuto il dilemma se allearsi con la sinistra moderata autoannullandosi, oppure presentarsi da sola con il rischio di essere assorbita dal «voto utile» o di fare involontariamente «il gioco della destra». Di volta in volta, il dilemma dell'alleanza con il Pds/Ds (infine Pd) scaricava la sua tensione contro l'alleato più moderato. Se il Pds/Ds si allea con quello, non può allearsi con noi. Infine ci si alleava lo stesso tutti insieme, Oppure si restava fuori. Nel 1994, l'alleato moderato era Alleanza Democratica di Ferdinando Adornato (che oggi ritroviamo nell'Udc). Nel 1996, era il Partito popolare. Nel 2006 l'Udeur di Clemente Mastella. Per le prossime elezioni, l'Udc.

Tuttavia, se si guarda ai provvedimenti più avversi alla sinistra radicale - le riforme delle pensioni, del mercato del lavoro, le privatizzazioni, le leggi sull'immigrazione, le missioni militari - si nota che il ruolo di questi partiti moderati non è mai stato molto rilevante. La vera controparte è sempre stata rappresentata dal Pds/Ds. I cattolici moderati, comunque già presenti nel Pd (Marco Follini, Beppe Fioroni) possono essere di ostacolo alla promozione di leggi sui diritti civili, come quella sul matrimonio tra gay o la necessaria riforma della legge 40 sulla fecondazione eterologa, ma non necessariamente: le più importanti leggi laiche (divorzio e aborto) sono state approvate con la Democrazia cristiana al governo, in posizione dominante.

Il Pci di Togliatti si alleò persino con Badoglio e lo fece per una buona ragione: portare l'Italia fuori dal fascismo e dalla guerra. Le buone ragioni del Pd nella sua strategia delle alleanze invece sono dubbie. L'alleanza con i cattolici moderati non piace, non è mai piaciuta a sinistra, perchè in realtà non piace il partito di D'Alema, Veltroni e Bersani. Fare del rapporto con l'Udc la cartina di tornasole è pretestuoso. E' il rapporto con il Pd che va messo direttamente sotto esame, per valutare se quel partito è ancora l'interlocutore obbligato o se è possibile guardare ad una nuova prospettiva.

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