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Finanziamenti e libertà dei giornali

Il finanziamento pubblico dei giornali è entrato nel novero delle cose abominevoli. Beppe Grillo lo mette sempre all'indice. Quando nasce un giornale nuovo, se può, dichiara orgoglioso di non ricevere finanziamenti pubblici. Il primo è stato Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio. Ora lo fa anche Pubblico di Luca Telese. Lo ha fatto Gli Altri di Piero Sansonetti. Il messaggio che comunicano questi giornali è: non riceviamo soldi pubblici, non abbiamo editori, quindi al contrario degli altri giornali possiamo garantire di essere liberi e indipendenti, perchè non abbiamo padroni. Al momento non c'è motivo di dubitarne.

Proprio in questi giorni, il settimanale di Sansonetti è stato indicato tra i beneficiari dei finanziamenti della Regione Lazio, presieduta da Renata Polverini. (...) a dicembre 2011 acquista 4 pagine di pubblicità istituzionale dalla società Le Altre srl per una presenza sul settimanale “Gli altri”, l'ex quotidiano di Piero Sansonetti che il 4 dicembre del 2009 è diventato settimanale. Per la “sinistra quotidiana” Renata Polverini ha stanziato 18.747 euro (affaritaliani.it 19.09.2012). 

Il direttore si difende: Noi degli Altri siamo un piccolo gruppo di giornalisti che ci facciamo il giornale in casa. Non abbiamo editore, non abbiamo capitali e non abbiamo finanziamento pubblico. Siamo svantaggiatissimi rispetto a gran parte dei giornali simili al nostro che vivono di finanziamento pubblico e che hanno editori ricchi. Siamo però anche molto avvantaggiati: siamo liberi e non dipendiamo da nessuno, né pubblico né privato. Noi viviamo di vendite e di pubblicità. (...) Cosa volete da noi, che rinunciamo alla pubblicità? Non avendo né editore né finanziamento pubblico non potremmo farcela. (Gli Altri 21.09.2012),

Il discorso è onesto. Non si può chiedere ai giornali senza editore e senza finanziamento pubblico di rinunciare alla pubblicità. Ma è vero che questi giornali, mantenendosi con la pubblicità, sono più liberi?

"I soldi di pubblicità al manifesto li ho bloccati" (Renata Polverini, Piazzapulita del 20 settembre). Il 26 agosto il manifesto ha denunciato che la governatrice ha usato da sola un intero reparto dell'ospedale Sant'Andrea da 25 posti letto per un'operazione chirurgica urgente (fonte). Se questa denuncia fosse stata fatta da Gli Altri, forse anche il settimanale di Sansonetti sarebbe stato ripagato con il blocco della pubblicità.

Dice Noam Chomsky a proposito dei giornali. "(...) la stampa non fa i soldi con la gente che compra i giornali; in realtà con i lettori i giornali ci rimettono. Ma i giornali interessano ai grandi investitori commerciali: i grandi giornali ai grandi investitori, i piccoli giornali ai più modesti investitori locali, ma in un caso come nell'altro i giornali sono imprese tenute in vita da altre imprese attraverso la pubblicità.. (...) una volta ho parlato con un altro redattore che conosco al Boston Globe, domandandogli perché il loro modo di trattare il conflitto israeliano-palestinese fosse così orrendo; e di fatto lo era. Si è messo a ridere e mi ha chiesto: «Quanti inserzionisti arabi credi che abbiamo?». E lì è finita la conversazione. (Capire il potere, Noam Chomsky, 2003)

Ora, Il Fatto Quotidiano, Pubblico, Gli Altri, non saranno venditori di lettori agli inserzionisti pubblicitari, ma è improbabile che possano vantare in assoluto una maggiore autonomia rispetto ad un giornale che vive soprattutto di finanziamento pubblico, come ad esempio il manifesto. Tra tutte le forme di finanziamento, quello pubblico è di certo il meno soggetto agli umori, capricci e interessi dell'erogatore, il quale è vincolato ad una legge uguale per tutti.

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