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Snoq e il Cda Rai /2

Vi ringrazio per la risposta.
La prima tappa del vostro percorso è chiarissima:
Avete deciso di non fare nessun nome, con la motivazione assolutamente condivisibile di non partecipare al “mercato dei nomi”. Avete chiesto:
1. Partecipazione femminile 50/50
2. Selezione di nomi di eccellenza, sostenendo che “chi ci governa ha tutti gli strumenti“ per reperirli. E ovviamente immagino che sia un chiaro riferimento ai cv, l’unico strumento valido per valutare competenze e eccellenze fuori da logiche di lottizzazione.
Però poi arriva la mossa a sorpresa di Bersani, con la sua richiesta, per “rompere il rito delle lottizzazioni” e decidete di cambiare rotta. Perché questo avete fatto e, scusatemi, lo avete fatto in un modo neanche tanto coraggioso.
Al di là di mille contorcimenti verbali, il dato di fatto è che non vi siete prese la responsabilità di fare un nome ma ne avete fatti una serie, operando comunque una scelta precisa (“carattere esemplificativo”?) e l’avete fatto utilizzando criteri che curiosamente non hanno più a che fare con competenze e eccellenze, addirittura non devono avere a che fare con abilità manageriali perché c’è già chi le ha (!).
a. “no a donne provenienti dalla politica” (ma Tobagi non era stata eletta nella lista Penati alle elezioni del 2009?)
b. “no a donne con un passato da dirigenti Rai. Volevamo volti nuovi per un’azienda Rai che deve darsi nuovi obiettivi.”
E su queste basi avete fatto dei nomi. Ne avete fatto alcuni e non altri. Questa è una scelta. Solo non ve ne siete assunte la responsabilità. E, da ciò che capisco, la scelta è stata fatta in funzione di nomi votabili, non necessariamente i nomi delle donne più competenti per quel ruolo.
Non è che non avete partecipato al sistema delle spartizioni, lo avete avallato: “Speravamo anche che una rosa di nomi con caratteristiche diverse potesse far convergere voti altrimenti non disponibili dei parlamentari che hanno il compito di scegliere i componenti del CdA”.
Ah si?
E ci siamo dimenticati “ No alla lottizzazione, no alla spartizione delle poltrone”?
Ora io davvero non riesco a comprendere cosa c’è di nuovo. In che modo vi sembra che sia accaduto qualcosa di diverso dalle solite logiche spartitorie della politica nostrana?
Analizzando i fatti, qual è stato il contributo di se non ora quando? se non quello di legittimare scelte di partito, secondo le solite dinamiche regolate da interessi di partito e non certo da una seria e trasparente valutazione delle competenze?
Certo, capisco bene che non abbiate visionato e selezionato gli oltre trecento cv che ad oggi giacciono in Commisione Vigilanza, in effetti non era compito vostro: quelli erano gli strumenti che chi ci governa aveva a disposizione per reperire le eccellenze, finalmente garantendo un buon servizio pubblico realmente al servizio delle cittadine e dei cittadini e non degli interessi di partito.
Strumenti dimenticati da tutti prevedibilmente ma in maniera davvero inaspettata da voi.
Ora io vorrei solo sapere una cosa, Se non ora quando? è disponibile a portare avanti, nelle sedi opportune, una forte e chiara richiesta di chiarimenti circa i destini degli oltre 300 cv che erano stati richiesti, in nome della trasparenza e di un vero superamento delle vecchie e sciagurate logiche partitiche che, da sempre, nel nostro Paese hanno impedito che merito e competenza fossero i criteri di selezione?
Oppure avendo di fatto accettato di avallare le solite dinamiche oggi non ve lo potete più permettere?
Questo naturalmente è quello che ho visto io, e conto solo uno.

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