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Ogni razzista ha la sua fissa preferita. C'è quello che c'è l'ha con gli ebrei, quello che c'e l'ha con i musulmani, quello che diprezza i "negri", quello che non sopporta i gay, quello che dice sempre male dei meridionali, quello che odia le donne. Tutti insieme sono colleghi e solidali. Se ne solleciti uno sulle preferenze degli altri, si capisce subito che le gradisce anche lui. La Lega rappresenta bene questo insieme di razzismi. Ha esordito contro i meridionali, poi di volta in volta se l'è presa con gli immigrati, quelli che a turno facevano più paura: gli albanesi, gli arabi, i romeni, i rom (che sono pure italiani). Nella Lega è presente pure una componente filo-nazista e lo stesso Bossi occasionalmente ha esternato contro gli ebrei di Wall Street. Neanche a dirlo, la Lega è machista.

Eppure alla scrittrice, giornalista e blogger Marina Terragni pare di scorgere oggi una pericolosa saldatura tra razzismo e antifemminismo. La vede in Francia nelle parole dell'arguto e brillante Eric Zemmour, firma di "Le Figaro", che contesta la neoministra alla Giustizia Christiane Taubira, perche “ha già scelto chi sono sono le vittime e i carnefici… Le donne e i giovani delle banlieu stanno dalla parte dei buoni, gli uomini bianchi da quella dei cattivi La ministra è dolce e compassionevole, come una mamma con i suoi figli, quei poveri figli delle periferie che rubano, spacciano, torturano, minacciano, violentano, e qualche volta pure uccidono”. Se il brillante giornalista se la fosse presa solo con i giovani delle banlieu, magari opportunamente scaricati dalla neoministra della giustizia, le donne avrebbero potuto tirare un bel respiro di sollievo.

Invece una ulteriore prova di questa saldatura, Marina Terragni la trova nel commento postato in un blog maschile italiano (maschile? In verità si trova su metromaschile, un bel forum di misogini): Credo che i vari uffici di Pari Opportunità, i vari propugnatori di “quote rosa” debbano sentire la responsabilità di queste tre morti. Perchè quell’uomo con le proprie forze forse ce l’avrebbe fatta, se non gli fosse passato avanti una volta una donna, un’altra un tossico, un’altra un immigrato, tutti con meno meriti“. Qui cara Marina, non c'è scampo, la passione sono le donne, sta al tossico e all'immigrato provare a smarcarsi.

Ma ecco la controprova definitiva di questa preoccupante saldatura. Le femministe francesi mobilitate a favore di Hollande scrivono un documento la cui sostanza dice che il loro femminismo non deve essere strumentalizzato a favore di politiche neocoloniali e di criminalizzazione degli immigrati. Invece di pensare a salvare la propria pelle, eccole queste scriteriate saltare sul carro di tutti gli sfigati, e piazzarsi dritte, dritte nel mirino di Zemmour (e di Metromaschile), con il disappunto delle loro simili, meno idealiste e più moderate.

Ciò è sbagliato, secondo Terragni, perchè il maschio bianco e occidentale non può essere il nemico comune di donne, immigrati, gay e tossici. O almeno, non delle donne. Un maschio nero non è detto sia più amico delle donne di un maschio bianco (mentre magari un islamofobo potrebbe essere un buon alleato) e perchè la lotta delle donne è ben altro. Le donne, quelle bianche naturalmente, vogliono essere principesse pari al loro principe azzurro, mica delle accattone che si accontentano di un permesso di soggiorno.

Ogni lotta di liberazione ha le sue varianti, due in particolare: 1) Prima di tutto penso a liberarmi io, se il mio oppressore trova altri capri espiatori tanto meglio per me, nel caso gli dò pure una mano, sarà un'occasione per farmelo amico. 2) Liberando me stesso, lotto per la libertà di tutti. Lotto per valori e principi universali.

La controparte non è il maschio bianco e occidentale. La controparte è la discriminazione, l'esclusione, la gerarchia. Chiunque sia a metterle in atto, chiunque sia la vittima. Perchè in un mondo gerarchizzato, le donne, quelle bianche ovviamente, potrebbero star sopra gli immigrati, ma comunque sotto i maschi bianchi. E' la logica dell'ordine gerarchico. O ne metti in discussione il fondamento, o ti accontenti di piazzarti in uno strato, tra il primo e l'ultimo, secondo il principio della servitù volontaria: mi sottometto a qualcuno perchè così posso dominare qualcun altro.

La più importante controprova di quella saldatura, si trova nella Costituzione italiana all'articolo tre: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E senza distinzione tra queste distinzioni.

Liberamente tratto da Facebook

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