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Tiberio Timperi e le «nazifemministe»

A proposito di quanto scritto qui, ecco su Rai1 a Storie vere, Tiberio Timperi, che rifiuta le accuse di maschilismo e misoginia, mentre generalizza sulle accuse di violenza e molestia, per negarle, e chiama le attiviste dei movimenti delle donne «nazifemministe», un termine divulgato da un ciarlatano dell'estrema destra americana, Rush Limbaugh. Il fatto è stato denunciato dal blog Un altro genere di comunicazione e segnalato anche da Giulia Giornaliste. In studio si è meritato una risata, ed in effetti ogni fobia sociale ha il suo aspetto ridicolo, ma non si sa fino a che punto ci sia solo da ridere. Antisemiti o militanti del Ku Klux Klan, per quanto buffi, non li vorremmo come ospiti della televisione di stato, tanto meno come conduttori. Perchè dovremmo accettare un uomo che esprime odio contro le donne? Se qualcuno ci parla di "complotto demo-pluto-giudaico-massonico" non ci mettiamo a discutere la definizione, capiamo subito con chi abbiamo a che fare, da dove arriva, chi frequenta. L'espressione «nazifemminismo» è assurda di per sè e non necessita di confutazione, ma è indicativa del proprio ambiente di riferimento, appartiene al lessico di gruppi misogini e farneticanti organizzati, o anche solo associati online, molto impegnati nel clonare siti, blog, pagine femministe per deformarne e rovesciarne i contenuti. Basti mettere quella parola su Google per vedere cosa salta fuori.

Rush Limbaugh e' il piu' celebre ciarlatano degli anni '90, uno dei piu' grandi dai tempi di Joseph McCarthy.
Emblema del clima reazionario degli anni '80, beniamino del fondamentalismo cristiano, delle milizie e dei gruppi dell'odio, Rush Limbaugh e' diventato il "talk radio host" piu' seguito d'America grazie a discorsi in cui ridicolizza ambientalisti, femministe, gay, e soprattutto gli odiati "liberals" (i progressisti). La sua e' una parodia continuata dei diritti civili, e delle maniere civili.
Nel 1995 il suo talk show viene trasmesso da 650 stazioni radiofoniche e oltre 250 stazioni televisive. Sono circa venti milioni al giorno gli ascoltatori.
Limbaugh e' tutt'altro che un semplicione. E' anzi uno degli uomini piu' scaltri d'America. Sa benissimo di aver costruito il suo impero sulla menzogna. Il suo genio sta nel creare costantemente piu' pubblicita' per le proprie affermazioni di quanta ne avranno le dimostrazioni della loro falsita'. Limbaugh rifiuta sistematicamente qualunque invito al dibattito pubblico, accetta sistematicamente qualunque invito a dire la sua.
Limbaugh e' poi stato abilissimo nel coltivare amicizie e distribuire favori fra i suoi colleghi dei giornali e delle televisioni, garantendosi cosi' una sorta di immunita' dai reportage. Il presidente della CNBC, Roger Ailes, e' anche il produttore dello show televisivo di Limbaugh. Un giornalista del "Fresno Bee" venne persino licenziato per aver rifiutato di cambiare le previsioni del tempo da "pioggia" a "sereno" per il giorno in cui si doveva tenere un party in onore di Rush. E cosi' via.
Naturalmente altrettanto importante e' la qualita' della menzogna. Limbaugh e' uno specialista nel dire le menzogne che la gente vuol sentirsi dire. La gente comune e' stata bombardata per tutto il Dopoguerra da un'etica revisionista che ne ha rimesso in discussione tutte le abitudini: l'hamburger causa l'attacco cardiaco, il fumo fa venire il cancro, la plastica inquina, gli eroi del Far West erano degli sterminatori che uccisero senza pieta' i poveri pellerossa, la bomba atomica su Hiroshima fu un atto di crudelta', e cosi' via.
Ognuna di queste affermazioni ha intaccato un po' l'immagine di perfezione che l'americano medio leggeva e proiettava nell'"american way of life". Poco alla volta ha scoperto che quello stile di vita "ideale" era in realta' minato alla base da una serie di clamorosi equivoci. Dalla dieta alla storia quasi tutto va rivisto sotto una luce diversa: l'"american way of life", che negli anni '50 sembrava ancora il Paradiso in Terra, si e' scoperto poco alla volta che e' quasi tutta sbagliata.
Nel pubblico americano e' ormai percepibile una certa irritazione per ogni novita' che metta in discussione un altro dei capisaldi dello stile di vita tradizionale. Non passa praticamente anno che non venga pubblicizzato qualche altro "male" inerente nel modo in cui gli americani vivono. Nel 1994, durante la Coppa del Mondo, piu' di un americano ha visto schiantarsi persino i suoi miti sportivi, quando ha improvvisamente scoperto che nel resto del mondo il football e il baseball sono pochissimo noti e invece lo sport piu' praticato e' il "soccer" (il calcio).
Limbaugh fa leva su quell'irritazione. Possibile che sia tutto sbagliato? No, sono le malelingue, i nemici della nazione, i fanatici di sinistra, gli amici dei comunisti, a mettere in giro queste voci. Tutta l'idologia di Limbaugh finisce li'.
Si da' il caso che questa tattica sia in generale favorevole al grande capitale, e pertanto all'estrema destra. Per cui Limbaugh, difendendo la tradizione, finisce per portare voti a destra.
L'errore (l'ennesimo errore) dell'America "liberal" e' stato quello di ignorarlo. Nella mente di ogni liberal Limbaugh non esiste. E' talmente ridicolo che sarebbe un insulto alla propria intelligenza tentare di confutare le sue affermazioni. In questo modo Limbaugh ha avuto tutto il tempo di diventare un beniamino (se non un vero e proprio eroe) delle folle. E nelle elezioni del 1993 ha certamente pesato sul trionfo storico dei repubblicani e sul passaggio del loro "contratto con l'America".
Nel 1995 esce "The Way Things Aren't" (New Press), i cui autori sono membri di FAIR (Fairness And Accuracy In Reporting) impegnati in una ricerca pedante di tutte le falsita' dette da Rush Limbaugh nel suo programma radiofonico. Molte delle invenzioni di Limbaugh sono cosi' paradossali che soltanto degli ingenui provincialotti possono crederci, ma altre sono maliziose e scaltre manipolazioni dei fatti che soltanto un mentitore di professione potrebbe architettare cosi' bene.
Fra le tante grottesche affermazioni, talvolta al limite della vera e propria demenza, si conta quella che la carta non sarebbe biodegradabile mentre la plastica lo sarebbe, quella che la nicotina non sarebbe dannosa, quella che i pellerossa non sarebbero mai stati massacrati, e cosi' via.
Durante una delle sue piu' celebri crociate, quella contro gli ambientalisti, Limbaugh ha accennato al caso di un povero agricoltore californiano a cui le leggi ambientaliste avrebbero proibito di coltivare la terra per sfamare la propria famiglia. Un'indagine del New York Times svela che il "poveretto" e' in realta' un miliardario, e non e' neppure americano (e' taiwanese), e che compro' quelle terre ben sapendo che erano protette dalla legge (il sospetto e' che le avesse comprate a buon prezzo per raggirare le leggi in un caso da manuale di speculazione edilizia).
Quasi tutte le menzogne piu' grossolane servono - coincidenza - a difendere gli interessi delle industrie piu' ricche e spregiudicate. (Piero Scaruffi)

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