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Pornografia e prostituzione


Valentina Nappi ha dichiarato che fare porno oggi è più interessante che fare design. E’ un mestiere come un altro? O è come prostituirsi?

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E' il mestiere di attrice, di attore. Non lo confonderei con la prostituzione. Oppure, viceversa, ogni mestiere ha la sua unicità. Non sono molto convinto del fatto che le preferenze professionali di Valentina Nappi siano una novità. Già ai tempi di Ilona Staller e Moana Pozzi, quindi anni '80, quella della pornostar emergeva come prima preferenza in alcuni sondaggi su cosa avrebbero voluto fare da grandi le studentesse delle scuole superiori.

Nella prostituzione, una persona (in genere donna) vende prestazioni sessuali ad un cliente (in genere uomo), sotto la "tutela" di un protettore (in genere uomo) a cui porta il guadagno.

Anche nel caso (più raro) di una prostituta indipendente, si tratta sempre di una persona che vende prestazioni sessuali ad un cliente. La prostituzione è comunque espressione del rapporto di potere tra i sessi. La pornografia no. Nella pornografia ci sono un'attrice e un attore o più attrici e attori, che rappresentano rapporti sessuali, tutti a contratto da un produttore, e diretti da un regista. Le prostitute sono donne. E tra le donne, sono le povere, e tra le povere, sono le immigrate. La prostituzione ha una connotazione sociale. Molto meno nel porno dove troviamo attori e attrici, ricchi e poveri, bianchi e neri. Non si può dire che l'attore o l'attrice porno coincide con una classe, con una "razza", con un sesso. L'immaginario collettivo relega la prostituta in fondo alla scala sociale. Esistono grandi e potenti prostitute? Non sappiamo neanche come si chiamano e non danno lustro alla categoria. Quando pensiamo alla prostituzione, pensiamo a qualsiasi anonima battona. Quando pensiamo alla pornografia, gli diamo il nome e il volto dei grandi divi. In una società di eguali, la prostituzione sarebbe fenomeno marginale e trasversale. La pornografia continuerebbe invece ad esistere, cambierebbe solo la sua qualità.

Il partner dell'attrice è un attore, non è un cliente. La prostituta è pagata per fare sesso, per far godere il cliente. L'attrice è pagata per rappresentare il sesso e sta sullo stesso piano dell'attore.Quando un attrice e un attore girano scene di sesso in film "non pornografici" sono da considerarsi prostituti?Esistono anche film pornografici con una trama e dei dialoghi. Gola profonda lo era. E anche altri film di quel regista. Non sto dicendo che la pornografia sia apprezzabile. Una cosa è il genere, un'altra i suoi singoli prodotti. Posso pensare che la gran parte del genere poliziesco sia una schifezza, ma non il genere in sè. Anche nel porno c'è prodotto e prodotto, poi la gran parte è spazzatura: volgarità, banalità, violenza, incesto.

Che un film o una foto siano finalizzate a provocare eccitazione sessuale, in sè non c'è nulla di male. Ogni rappresentazione può voler provocare emozioni. Quella è una emozione. L'immaginario pornografico è prevalentemente un immaginario maschilista. Infatti, fa prevalentemente schifo. Ma non è l'unica pornografia possibile.

La prostituzione è solo rapporto mercenario. Per assurdo, se una prostituta concedesse gratuitamente i suoi favori sessuali (se “la desse gratis”, come riesce a dire qualcuno), cesserebbe di essere una prostituta. L’attrice porno, nel momento in cui concedesse gratis le sue esibizioni, invece continuerebbe ad essere un’attrice porno. Qualsiasi lavoro retribuito, compensato, pagato, può essere concesso gratis, senza che colui e colei che lo concede, perda la sua qualifica. Se ti aggiusto un tavolo gratis, sono lo stesso un falegname. Se ti aggiusto un rubinetto gratis, sono lo stesso un idraulico, se ti riparo la macchina gratis, sono lo stesso un meccanismo. Se invece che Windows mi metto a sviluppare Linux, resto lo stesso un informatico, ma lo faccio gratuitamente. Qualsiasi lavoro può esistere oltre il rapporto mercenario. Qualsiasi, tranne la prostituzione. E nel caso della pornografia, senza arrivare all’arte, l’espressione esterna al rapporto mercenario è già oggi probabilmente un fenomeno rilevante. Trovi coppie che fanno sesso, si filmano e si mettono su siti di condivisione, come Youporn (che è lo YouTube del porno). Senza guadagnarci nulla. Per il puro piacere di esibirsi. Anche questa è pornografia. Anzi, la pornografia amatoriale, ormai, è gran parte della pornografia.

Alcune cose (la prostituzione) sono solo pura espressione di quella logica (sessista e mercificante). Altre cose (il matrimonio, la pornografia, la pubblicità, il lavoro) sono fortemente e prevalentemente condizionati da quella logica, ma possono evolvere in una logica diversa.

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Nel porno, si viene pagati da uno che ne trarrà utili maggiori, per fare sesso, che verrà venduto: corpi e sesso come merce. Non vedo sostanziali differenze con la prostituzione. Certo è un immaginario maschilista e ancora una volta il rapporto sesso-denaro-potere gira secondo un ben preciso schema. Come per la prostituzione. Stessa dinamica di potere e stessa merce venduta: sesso e corpo femminile.

Nella prostituzione il problema non è la trattativa diretta (come se le cose cambiassero nel momento in cui a trattare fosse un intermediario). Il punto è che durante la trattativa si può anche sostenere che sono due o più soggetti a interagire ma nel momento in cui dalla trattativa si passa al reale scambio: un soggetto dà denaro, l'altro diviene l'oggetto stesso. Perchè il corpo non è "altro" rispetto alla persona. Nella pornografia non succede molto altro. La chiami esibizione? Il cliente non compra una esibizione, compra sesso e corpi utilizzati per fare sesso. Ritengo anche che non solo il corpo è la persona ma anche il sesso dovrebbe essere qualcosa che non è al servizio di... dovrebbe essere una relazione umana, in cui almeno ci si scambia piacere reciproco. Diversamente uno è al servizio dell'altro, l'oggetto del piacere dell'altro in uno scambio squilibrato: uno è soggetto, l'altro solo oggetto. Così avviene anche nella pornografia.

Non è una questione solo di differenza sociale tra cliente e prostituta. Se avessimo prostitute comuniste che si vendono indifferentemente a ricchi e poveri, sarebbero meno prostitute? Il rapporto di potere è esercitato nel momento in cui una delle due porsone si oggettivizza, non perchè una è più ricca. Nel tuo immaginario la star porno è appunto una star, io le ho sempre sentite definire come "zoccole", per di più sfacciate e magari pervertite. Neanche si nascondono! Nel giudizio sociale, contano zero come persone. Al massimo contano i loro soldi. I loro mariti, li ho sentiti definire magnaccia. Alle olgettine, nonostante tutto, stendono i tappeti rossi. I padri non sognavano altro per loro. Delle star

Non escludo che dell'erotismo si possa fare arte, nè che ci siano o ci saranno modi sperimentali, perfino con valenza politica di fare pornografia. ma forse a quel punto non so neanche se è più pornografia, sembrerebbe che il fine ultimo di progetti di questo tipo non sia solo l'eccitazione sessuale di chi guarda. Ma quello che fino a oggi è principalmente la pornografia, non è molto diverso dalla prostituzione: il soddisfare il desiderio maschile, o quello che la cultura sessista impone sia il desiderio maschile (che forse neanche voi sapete quale sia realmente. In verità anche a voi non è dato modo di sperimentare molto altro. Sapete quello che culturalmente vi deve appartenere ma poi chissà...) utilizzando il corpo femminile, che è oggetto mai soggetto anche quando crede di esserlo.

Ora faccio un paragone azzardato. azzardato perchè implica un giudizio etico forte che certo non voglio appioppare anche a tutto ciò (condivisibile o meno) che ha a che fare con la sessualità. Continuando il tuo gioco: un killer se smette di farlo per lucro diviene un assassino. dalla sua definizione si elimina l'aspetto mercenario ma ciò che fa rimane la medesima cosa. Con le dovute differenze, penso in questi termini anche alla prostituzione. Se una prostituta gratuitamente continua a fare ciò che faceva prima, la chiamiamo diversamente ma nella sostanza fa la medesima cosa: porsi in una relazione anche solo sessuale come oggetto, ad uso e consumo (gratuito) di un uomo che la utilizza per soddisfare il suo di piacere. l'oggettivazione della donna, resa tocco di carne utilizzabile consiste in una precisa collocazione della donna all'interno di un rapporto che non la prevede come soggetto. Se questa dinamica prosegue anche senza scopo di lucro, potrai anche non chiamarla prostituzione, ma la donna continua a fare quella cosa lì, a ridursi a quella cosa lì, in un rapporto di quel genere lì, dove c'è chi prende e usa e chi si lascia gratuitamente usare come una cosa. Una donna che vive la sua sessualità liberamente non è diversa da una prostituta solo perchè non si fa pagare.

La sostanza della prostituzione non è solo il pagamento in denaro ma il ruolo che la donna si dà all'interno di un rapporto anche solo sessuale. Non basta non farsi pagare, perchè "il darla via" sia libertà sessuale. Chi ha detto che è male usarsi reciprocamente per fare sesso? Il punto di svolta sta proprio in quel "reciprocamente". Non lo trovo bello (ma sono giudizi personali). ammetto che non sarei contenta di rendermi conto che il mio compagno in quel momento lì non c'ha voglia ma si fa oggetto per farmi contenta e quindi non è lì con me veramente, non siamo insieme. Poi ci sono i casi anche all'interno del matrimonio in cui lo si fa per dovere. E io in questo caso non vedo una differenza sostanziale rispetto alla prostituzione. è il ruolo che è stato asegnato alle donne dalla società sessista e patriarcale. la donna come oggetto del marito.

La prostituzione prevede un pagamento, in soldi, in posizione, in status sociale, in avanzamenti di carriera ecc... e si basa sul perpetuarsi di un modello che vede la donna oggettivata e quindi in un ruolo subalterno all'uomo, sempre soggetto. Qualsiasi rapporto uomo donna che ripercorre questo tipo di modello è fatto della stessa sostanza. Ripeto, non basta che una donna non si faccia pagare per essere realmente sessualmente libera e pari alla sua controparte. E non mi appioppare giudizi sulle donne che non ho espresso. Non li ho espressi talmente che ti sto dicendo che ritengo che in buona sostanza perfino il modello di matrimonio largamente diffuso tra le persone tanto perbenino è, per me, non molto dissimile dalla prostituzione. E' talmente difficile per me un giudizio severo nei confronti delle prostitute o di chi "la dà via" che ti sto dicendo che, in buona sostanza, il modello sessita, maschilista, patriarcale che ci è stato insegnato, ci vuole puttane. Anche sposate ma puttane. (Tk)


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