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Necrofilia legalizzata in Egitto? Islamofobia vs sessismo

Commenti al post «L'ultima sveltina» dal blog di Marina Terragni e dal gruppo milanese di Snoq.

La notizia sulla presunta necrofilia legalizzata in Egitto è stata ripresa da agenzie di stampa e giornali e commentata in vari blog. In forma dubitativa e condizionale è stata data sostanzialmente per scontata. Come fosse verosimile. Non che a qualche fanatico sia venuta in mente una legge del genere. Ma che il parlamento egiziano stia per approvarla.

Eppure che sia una storia vera o una bufala, dovrebbe essere verificato e non trattato come un fatto secondario, solo perchè si tratta dell’Egitto, di un paese nordafricano, arabo, musulmano, extraoccidentale. Il maschilismo è un razzismo, ma non è il solo.

Secondo Marina Terragni la notizia è confermata da Alarabiya, solo l'ambasciata egiziana a Londra avrebbe smentito, precisando che in parlamento potrebbe esserci qualche estremista a favore della legge necrofila. Nega ci sia razzismo nel modo di riportare e commentare la notizia (che spera non sia vera), per lei è solo una questione di sessismo. Della situazione spaventosa delle egiziane si deve parlare. Il genere viene prima delle razze. C'entra la storia e la cultura dei popoli, a tal proposito si domanda se la democrazia si possa esportare. Alla caduta di alcune dittature segue una fase di arretramento dei diritti di tutti e in primo luogo delle donne. Ricorda la rivoluzione di Khoimeni.

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Mi pare che Yalla contesti proprio questa fonte. La notizia appare solo nella versione inglese e non in quella araba. Pare non ce ne sia traccia perfino nel sito del consiglio nazionale delle donne, è quantomeno curioso. Lo stato dei diritti umani in generale e delle donne in particolare, nei paesi islamici è certamente drammatico, per parlarne non occorre ricorrere frettolosamente a titoli ad effetto (il primo dei quali è dare libero sfogo ai pruriti razzisti e xenofobi di cui sono intrisi alcuni, troppi, commenti in bella mostra nel suo blog). Necrofilia o no, mi sembra ci sia sufficiente materiale di cui discorrere. I razzismi (tutti) sono figli della stessa logica, a mio parere occorrerebbe maggiore rigore e attenzione nel trattarli. L'uso del condizionale non è sufficiente alibi, secondo me.

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(...) Il razzismo non c'entra niente? Questi sono alcuni commenti al suo articolo: - "Quando gente che vive in secoli diversi è obbligata (o molto incentivata) a vivere insieme, nella pia speranza di una felice integrazione (ma la moneta cattiva scaccia la buona, infatti ci sono europei che si convertono all’Islam, non viceversa), bisogna cominciare a chiedersi se non è il caso di difenderla questa nostra civiltà, altro che mondo senza frontiere. Lasciare a Bossi e Le Pen questa difesa, è stato uno dei motivi del suicidio della sinistra. L’altro è stata l’interpretazione bancaria del bene pubblico." - "Mi arriva sms che vi trasmetto: «Lo sapevo. Avremmo dovuto difendere i dittatori, laici ed equilibrati. Meglio Mubarak. La democrazia nei paesi islamici è un rischio».”.

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(...) non mi pare affatto di avere sostenuto che non si debba parlare della situazione delle egiziane o delle iraniane o delle saudite... ho solo posto una questione di modalità scelta per farlo. L'sms da lei trasmesso ha a che fare con il razzismo: 1. "avremmo dovuto difendere i dittatori, laici e equilibrati", questo implica che la storia di questi popoli sia nelle mani dell'occidente, che per sè non penserebbe a dittatori "equilibrati" (??!!) ma certo quei selvaggi dovrebbero accontentarsi. dimenticando che è impensabile difendere i diritti delle donne e/o delle minoranze, senza il riconoscimento dei diritti civili. Il percoro è lungo e da lì inizia. 2. "La democrazia nei paesi islamici è un rischio", chissà che ne penserebbero di una esternazione del genere le donne e le femministe dei paesi islamici, gli attivisti e quelli che si fanno massacrare perchè, stupidini, pensano di avere diritto anche loro alla democrazia e il rispetto dei loro più basilari diritti. Devo davvero spiegarlo cosa c'è di razzista in questa esternazione?

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(...) alla rivoluzione iraniana, in piena guerra civile, è seguita una guerra decennale. Feroce, contraria al diritto internazionale, foraggiata dal civile occidente (magari spaventato dalla democrazia in mano ai selvaggi) che sguinzagliò contro il popolo (il popolo!!) iraniano uno dei suoi tanti dittatori (laici ed equilibrati?!). Fatta fuori una generazione, i figli di quella rivoluzione oggi stanno facendo la loro. Non violenta, creativa, coraggiosa. Le donne sono in prima linea. Direi massimo rispetto per questo popolo che la democrazia se la merita si! E speriamo che non gli si faccia un'altra guerra, così da far passare altri 30 anni.

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Aggiornamento 2.05.2012 -  La notizia sulla presunta legalizzazione della necrofilia in Egitto è stata ormai smentita sia dal parlamento egiziano, sia dal consiglio nazionale delle donne. Si vedano gli ultimi quattro link tra i riferimenti.


Riferimenti:
Egypt’s MPs deny existence of sex-after-death law, confirm early marriage draft (english.alarabiya 30.04.2012)
“Farewell sex” law story suggests Egypt’s media is up to its old tricks (Women's views on news 01.05.2012)
Ahead of elections, Egypt's state propaganda machine rolls on (The Christian Science Monitor (30.04.2012)

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2 Responses to “Necrofilia legalizzata in Egitto? Islamofobia vs sessismo”

  1. per favore rettificate come lo ha fatto il sito El Arabiya da cui e' partito il tam tam di questa falsissima notizia che ha ingiustamente infangato in modo becero tutto un popolo! grazie!

    ecco il link della rettifica doverosa in cui El Arabiya che per prima ha messo in giro questa bufala ha riportato le smentite ufficiali dei parlamentari egiziani islamisti che questa legge sia MAI stata anche solo discussa in Parlamento e che e' una menzogna indecente.

    http://english.alarabiya.net/articles/2012/04/30/211238.html

  2. Grazie per la segnalazione Sama. Ho aggiornato il post dando conto delle smentite. Il post già metteva in dubbio la veridicità della notizia. Tra i riferimenti ho aggiunto il tuo link, più altri tre articoli che riportano la smentita della presidente del consiglio delle donne, l'ultimo tratto dal sito del consiglio in lingua araba.

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