Nei testi sacri ci sono due piani distinti, uno regola i rapporti
uomo/divinità e l'altro quelli uomo/uomo. il primo è sostanzialmente
immutato e molto simile in tutte le tradizioni ed è quello che ha a che
vedere con l'ambito spirituale. l'altro che, per quanto possa apparire,
soprattutto in certi passi, "primitivo" è in genere storicamente un
passo avanti rispetto al tempo e al luogo, cioè alle gente a cui si
rivolgeva (perfino il corano rispetto alla donna, in quei tempi meno
considerata del bestiame), è soggetto a mille interpretazioni che vanno
più o meno in direzione del grado di civiltà delle varie epoche ma
addirittura contrastanti nella stessa epoca, a secondo dei fini a cui
vengono piegate. "Vero" islam o "vero" cristianesimo ha senso, io penso, solo per il messaggio spirituale di quei testi. (Tk)
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