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Israele, la tigna, i bambini sefarditi

Mi è capitato di leggere il rilancio di una vecchia notizia di Fulvio Grimaldi. Secondo cui, con il pretesto di combattere la tricofitosi, dal 1951 il ministero della sanità israeliano fece un esperimento nucleare di massa su centomila bambini sefarditi sottoposti a dosi massicce di raggi gamma, con tanto di finanziamento statunitense, poichè in Usa era proibito fare esperimenti del genere sui propri detenuti e malati mentali. Migliaia di bambini morirono, molti svilupparono tumori e altre malattie. In un film documentario trasmesso su Channel Ten, per Dimona Productions, reperibile anche su Haaretz, uno storico spiega che l'operazione era parte di un programma eugenetico mirato a eliminare le componenti deboli o difettose della società. Provocatoriamente Grimaldi invita i giornalisti esperti in antisemitismo a prendere visione del film.

Tutto è possibile. Anche l'ipotesi peggiore può essere presa in considerazione. Si legga Gad Lerner sulle vite indegne di essere vissute, opera di Marco Paolini, là dove scrive: "L´eugenetica, pseudoscienza della selezione ottimale della specie umana, ben prima del nazismo, e ben oltre, affonda le sue radici nel positivismo della razionalità occidentale (...) il medico che rivendicava la sua funzione sociale a beneficio di una collettività impoverita che doveva pur risparmiare per sopravvivere, dandosi priorità di tutela, e che magari si sforzava di non lasciar soffrire, sopprimendola, la vita indegna di essere vissuta, siamo così certi avesse una sensibilità tanto diversa dalla nostra? Non agiva forse anch´esso per il progresso?" Politiche eugenetiche applicate sono attribuite anche a Stati Uniti, Svezia e Finlandia.

Tuttavia, ipotesi e testimonianze sono da presentarsi come tali, dando conto del quadro d'insieme, per quanto lo permettano il materiale e le fonti disponibili. La scelta di evidenziare una sola lettura, una sola ipotesi, la più demonizzante possibile, omettendo tutto il resto dà luogo ad un modo di fare informazione fazioso, propagandistico che, se rivolto senza nessuna cautela contro lo stato ebraico, finisce per essere contiguo al repertorio antisemita.

Sul Ringworm affair c'è una scheda di Wikipedia in inglese.
Le cifre del post di Grimaldi tratte dal film citato vanno probabilmente ridimensionate. I numeri attribuiti al caso israeliano sono forse i numeri su scala mondiale: 200 mila bambini trattati, 6 mila morti. I bambini trattati in Israele dovrebbero essere soltanto (si fa per dire) 15-20 mila. Secondo i dati demografici di'archivio, la comunità di migranti marocchini in Israele era composta da 80 mila persone, i minori dovevano essere circa 20-25 mila. I sottoposti al trattamento non potevano essere di più. Il trattamento non era sperimentale, bensì la procedura utilizzata in tutto il mondo tra il 1910 e il 1959, e prevista dallo standard Adamson-Kienbock.
Il film documentario "The Ringworm Children", fonte principale della divulgazione di accuse contro l'establishment medico israeliano, è stato proiettato in Israele nel 2003 ed ha vinto il Festival internazionale del Cinema di Haifa. Nel 2007 però i produttori si sono dissociati dalle conclusioni del film. 
Il trattamento standard della tigna. La narrazione accusatoria non tiene conto del fatto che il trattamento contro la tigna cui sono stati sottoposti i bambini sefarditi in Israele negli anni Cinquanta era parte di due contesti molto più ampi. 1) Il contesto internazionale, che vedeva sottoposti al medesimo trattamento i bambini di molte altre parti del mondo, in Siria, in Jugoslavia, a New York, in California, in Portogallo, in Svezia. L'agente principale dietro queste operazioni di eradicazione della tigna era l'Unicef. 2) E il contesto ebraico più ampio e precedente allo Stato di Israele. Tra gli anni 1921-1938 ci fu una campagna tra gli ebrei dell'Europa Orientale nel corso della quale furono irradiati circa 27 mila bambini, in parte per consentire alle loro famiglie di emigrare, dato che la tigna era motivo di esclusione dagli Stati Uniti e altrove. Gli organizzatori erano convinti che la campagna europea era stata coronata da successo e quindi cercarono di far beneficiare gli ebrei del Marocco della stessa campagna. Solo che la maggior parte dei bambini ebrei  irradiati in Europa orientale morirono nell'Olocausto, quindi non c'era modo di conoscere le conseguenze che tale trattamento ebbe su di loro.

Quali siano i limiti della responsabilità dello Stato d'Israele per le conseguenze della campagna medica degli anni Cinquanta è un dibattito aperto. L'idea che me ne sono fatto è che si sia trattato di una vicenda segnata dalla paura, dalla diffidenza e anche da un pregiudizio razzista europeo nei confronti di immigrati provenienti dall'Africa e dal Medio Oriente, con la sopravvalutazione del pericolo di malattie da trattare con indiscriminato eccesso terapeutico. Che poi gli studi sul rapporto tra le radiazioni e i tumori e gli altri effetti collaterali, accertato solo molti anni dopo il 1960, possano essere stati considerati anche in ambito militare, è possibile. Israele ha comunque ammesso una propria responsabilità legale e morale, approvando alla Knesset nel 1994 una legge per il risarcimento, anche se, scrive Haaretz, le condizioni del risarcimento sono tali da impedire ad una piccola somma di raggiungere la gran parte delle vittime.


Riferimenti:
The Ringworm Children (produced by the Dimona Communications Center and directed by Asher Nachmias and David Balchasan)
Ringworm affair (Wikipedia)

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