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«Grande Fratello» ultima vera tv popolare?

La trasmissione che fu di Daria Bignardi, Barbara D'Urso e Alessia Marcuzzi cala il sipario. La rivista "Gli Altri" ne piange la fine. Sua (e del cinepanettone?). Angela Azzaro teme l'affermarsi di un nuovo padrone nelle vesti della sobrietà e del moralismo cattolico. Quasi cita il Vangelo per elogiare i reality, il format in cui gli ultimi diventano i primi come nel Regno dei Cieli e un transessuale diventa vincente come Vladimir Luxuria.

Resta da capire perchè gli "ultimi" debbano desiderare di comparire in televisione. Perchè li si debba sollecitare ad avere questa "ambizione". Perchè una persona qualsiasi dovrebbe sognare di andare in TV, senza saper far niente, senza avere nulla da dire, con l'illusione di diventare una star solo perchè ha un bel faccino. Una tv popolare è solo una tv che fa da specchio ai suoi telespettatori? E da buco della serratura, per farne dei tele-voyeur. Anche il sermone di un prete non è meglio di tutto questo nulla? O un classico cartone animato. Non è popolare Walt Disney? - La Bella e la Bestia, 7.652.000 (26,05%) VS Grande Fratello 12, 4.028.000 (17,35%) - Sembra di si e a decretarlo è il popolarissimo indice di ascolto, non un «golpe ben riuscito».

Del valore della vittoria di Luxuria si può essere più che incerti. Tra le sue tifose ci fu pure Alessandra Mussolini, la stessa che a «Porta a porta» le disse in faccia: "Meglio fascista che frocio!". Evidentemente all'«Isola dei famosi» valeva il contrario. Davvero è innovativo accettare un trans come fenomeno da baraccone?

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Anche un esperto può essere in realtà un incompetente. Il risultato di una selezione sbagliata. Delude una aspettativa. L'esibizione dell'incompetenza non è l'obiettivo voluto da programma. Se fosse voluto, sarebbe criticato.

I reality sono programmi di intrattenimento. I partecipanti diventano dilettanti del varietà, si improvvisano filosofi, cantanti, attori. Litigano, si confessano, fanno gare, si mostrano in situazioni di finta intimità. Si esibiscono. In quanto tali sono fenomeni da baraccone. Un trans in quella situazione può essere più facilmente accettato dal pubblico. La sua diversità è una stravaganza lecitamente e opportunamente mostrata. In televisione, a teatro, al circo. Il palcoscenico è il luogo giusto per lui o per lei. Altra cosa è avere il trans in ufficio, a scuola, in fabbrica o come vicino di casa. Il clown può smettere i suoi panni, il trans resta trans e non è affatto detto che le luci della ribalta riescano a sdoganarlo nei contesti quotidiani.


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Televisione popolare. Non esiste un popolo che fa la televisione. Qualsiasi televisione è una elite che "si dedica al popolo". Può dedicarsi in modo nobile o ignobile con tutte le varianti.


Riferimenti:
Ascolti flop. Chiusura anticipata per il Grande Fratello 12?

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