Il fatto che Dubcek abbia perso, non ha cambiato il nome alla Primavera di Praga.
Questa idea che la "primavera araba" sia tale solo se gli esiti sono positivi, è molto diffusa.
La metafora della primavera, nel linguaggio giornalistico, fu introdotta con il 1968 cecoslovacco, che finì male. Ma rimase primavera, anche nei libri di storia. La primavera è solo una prospettiva di cambiamento, dopo un lungo inverno di stabilità autoritaria, autocratica, dittatoriale. Nel caso dell'Egitto, la primavera sono i giovani di Piazza Tahir. Se poi prevarranno l'esercito o i fratelli musulmani o un patto tra i due, non sarà per colpa e volontà di quei ragazzi. Negare che sia primavera, significa indicare il difetto già nel movimento.
