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Chiudere Casapound?



Uno dei primi blog politici italiani (e di sinistra) spiega perchè è contrario alla chiusura di Casa Pound.
Se vogliamo discutere di un principio, dobbiamo discutere della Costituzione.

La Costituzione della Repubblica Italiana, alla XII delle Disposizioni transitorie e finali, stabilisce: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista».

Siamo favorevoli o contrari a questa disposizione costituzionale? Se siamo favorevoli, possiamo valutare l'opportunità che singole formazioni neofasciste possano esistere. Non perchè ne abbiano il diritto, ma perchè l'autorità valuta opportuno non scioglierle.

Poi, c'è la questione di quale autorità. Non siamo in una realtà nella quale un arco costituzionale si distingue e si contrappone nettamente al neofascismo. Un intero schieramento politico, il centrodestra, non esita ad espandersi fino alla destra estrema.

Secondo me, una formazione neofascista può esistere fino a che non combina un guaio. Quando i suoi militanti iniziano ad essere responsabili di episodi di violenza politica, quando addirittura provocano morti e feriti, la loro formazione può essere sciolta.

Non si tratta di nascondere la polvere sotto il tappeto. Si tratta di togliere la polvere, sapendo che in breve tempo si riforma. Non c'è la possibilità pratica, concreta di eliminare i fascisti, i razzisti e il fatto che essi si diano forme organizzate. Si può però rendere la cosa la più difficile e complicata possibile. Sciogliere una organizzazione, vuol dire farle cambiare nome, simbolo, marchio, sede, spezzarne la continuità organizzativa. Non è risolutivo, ma può essere utile, quando quell'organizzazione dimostra di voler forzare i limiti che la democrazia e la legalità le impongono.

Un altro dato a favore è che lo scioglimento di Casa Pound è una richiesta della comunità senegalese di Firenze.

* * *

Io faccio una ipotesi di corresponsabilità. Naturalmente, deve esserci una inchiesta, un processo, una sentenza. Quello che mi sembra certo è che CasaPound abbia avuto subito un atteggiamento omissivo, non collaborativo, cercando di cancellare ogni traccia della partecipazione del militante omicida al loro movimento.


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